A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Trk�_ The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Trk�
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007 | of 2008

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

(it) Comunicato della FAG sugli eventi in Bolivia [pt,ca]

Date Wed, 17 Sep 2008 18:13:01 +0200



SOLIDARIETA' AL POPOLO BOLIVIANO!
IN BOLIVIA SI GIOCA IL FUTURO DELL'AMERICA LATINA!
Gli attuali avvenimenti in Bolivia lasciano un senso di allarme tra
gli anarchici organizzati della FAG. Il problema non è la difesa di un
governo con profilo nazionalista e radici indigeni. Il discorso è la
difesa incondizionata della lotta popolare dei popoli latinamericani.
E' dal 2003 che noi abbiamo e manteniamo contatti organici con i
compagni boliviani, prima cioè della vittoria popolare nella "Guerra
del Gas", prima della caduta di Gonzalo Sanchez de Losada, prima della
caduta del presidente che lo ha succeduto, Carlos Mesa, e molto prima
la vittoria elettorale del MAS.
Già allora, era chiaro alla FAG che in Bolivia il gioco politico era
duro, senza limiti legali o istituzionali. La lotta per la costruzione
del Potere Popolare ha diversi aspetti e al momento il governo di Evo
Morales e Álvaro Garcia Linera esprime la volontà popolare di
riprendere la sovranità definitiva del suo territorio ancestrale. Evo
non fa quello che vuole e nemmeno governa con i banchieri, come fa
l'ex metalmeccanico Lula. Oggi il paese che ha battuto il neoliberismo
decine di volte vede davanti a sé la sua più grande sfida. L'insieme
di popoli e nazionalità ancestrali del'antico viceregno dell'Alto
Perù, le società tradizionali quéchua, aymara, guaranì, tupì e decine
di altri gruppi etnici, i discendenti viventi nel crogiolo delle
città, l'eroica resistenza nelle miniere, dei cocaleros, de El Alto,
di Cochabamba, la lotta da strada a strada a La Paz, tutto ciò ha
sconfitto il nemico diverse volte. Questo popolo ha fatto
dell'organizzazione del tessuto sociale, della pratica della
giustizia comunale e delle alleanze di base il baluardo della
sconfitta di un sistema di partiti politici marci, corrotti dalle
esperienze delle privatizzazione degli anni '80; con pietre e dinamita
ha sconfitto nelle piazze l'Esercito che operava sotto il comando del
generale trafficante Hugo Banzer; nell'avanzo della pratica
cooperativa, nega la presenza nefasta delle transnazionali del
petrolio e derivati, tra cui l'odiosa presenza subimperialista
brasiliano nel paese fratello.

Ora la lotta è intestina e affronta l'oligarchia della cosiddetta
Mezza Luna, dominante nei dipartimenti di Tarija, Beni, Pando e
Chuquisaca e controllata dai latifondisti di soia ed i trafficanti di
droga di Santa Cruz contro gli interessi del popolo. Il governo di
Morales è uno degli obiettivi, ma questa gente mira alla distruzione
dell'organizzazione popolare e delle alternative indigene, delle forme
tradizionali e comunitarie di controllare la vita sociale, della
riappropriazione popolare della proprietà del sottosuolo e delle
risorse naturali. Questa lotta per l'autonomia non è altro che la
volontà politica di un'oligarchia alleata alle transnazionali, un
tentativo di colpo patrocinato dal Dipartimento di Stato, dalla CIA e
dalla DEA e finanziato con il denaro rubato dal popolo boliviano. La
moltitudine di uomini e di donne che lottano per "autonomia" sono, in
gran parte, impiegati, propagandisti e galoppini elettorali di queste
oligarchie. La
situazione di disobbedienza civile e non governo in Bolivia è enorme.
A sinistra, le proteste sociali stanno diventando sempre più dure e le
rivendicazioni obbligano Morales a fare ciò che la maggior parte del
popolo organizzato propone. Ma a destra, l'oligarchia che è anche
emersa vittoriosa in occasione del referendum revocatorio dei governi
nazionale e regionali, spiega tutte le sue forze nel caos, nella
serrata e nel blocco economico. Non vogliono pagare le tasse al
governo de La Paz, vogliono accaparrarsi le ricchezze nazionali, così
come le banche succhiano il nostro PIL e la squallida burocrazia
sciuppava il sangue della Pedevesa venezuelana prima della vittoria
del popolo nell'aprile del 2002. Compagne e compagni, in Bolivia oggi
si porta avanti una lotta contro l'oligarchia, una lotta che fa parte
della guerra del popolo latinamericano contro le catene
dell'imperialismo sotto il mantello macabro della globalizzazione.

Bisogna chiarire qualcosa. Dobbiamo specificare che la FAG in quanto
organizzazione non sostiene la difesa di qualsiasi governo di tipo
statale o borghese. Il nostro sostegno è sempre per il processo
realizzato dai popoli che rivendicano il retaggio bolivariana e
artigista, è accanto alla volontà politica delle istituzioni sociali e
degli organismi di base che combattono arduamente contro la crescente
burocrazia in Venezuela e le vacillazioni tipiche dei leader
carismatici, ma senza l'organicità e la dovuta obbedienza al popolo
come fanno i veri militanti socialisti. Infine, la nostra lotta è
accanto alla CONAIE (Confederación de Nacionalidades Indígenas de
Ecuador) ecuadoriana, all'ANMCLA (Associación Nacional Medios
Comunitarios, Libres y Alternatives) venezuelana, all'eroica COR
(Central Obrero Regional) de El Alto ed a tutto il movimento popolare
in Bolivia.

L'impasse politica del governo Morales si dovrà risolvere andando al
di là delle possibilità legali. Esiste una sinistra popolare molto più
a sinistra rispetto a quella del recalcitrante vice presidente Linera
ed i soliti burocrati, che oscillano tra le università latinamericane
e governi con verniciatura nazionalista. A sinistra del MAS ci sono
gli ex-guerriglieri del Movimento E.G. Pachakuti, c'è il Coordinamento
Regionale de El Alto, ci sono le istituzioni sociali quali Giustizia
Comunitaria, c'è un enorme tessuto sociale organizzato che non intende
consegnare il paese e la terra ancestrale agli eredi di Cortés e
Pizarro.


Un'altra Battaglia di Ayacucho, un altro Risorgimento del 1809

Nel 1809, il coraggio e la viriltà dei giovani boliviani non
riconosceva le pretese di Carlotta Gioacchina di Borbone di poter
governare i Vicereami. Questa decisione indicò la direzione della
liberazione d'America nel cuore del Continente. La risposta realistica
venne rapidamente, quando il governatore di Potosí, fedele al
colonialismo, occupò militarmente le città ribelli. Nel 1824, nella
Battaglia di Ayacucho, la reazione fu sconfitta, politicamente e
militarmente. L'indipendenza politica non assicurò la liberazione dei
popoli, con Potere Popolare, Autogestione e Federalismo Politico.
Quasi 190 anni più tardi e si vive lo stesso scontro. La destra si
scontra con l'avanzo del potere del popolo, la trasformazione dello
Stato nazionale in uno spazio pubblico e sotto il controllo diretto,
lo smantellamento degli apparati borghesi di regolamento sociale. Oggi
tocca alla Bolivia; nel 2002 è stato la volta di Venezuela; tre volte
negli ultimi 11 anni
il popolo dell'Ecuador ha rovesciato un loro presidente; nel dicembre
del 2001 Argentina ha sconfitto il neoliberismo e tutto il suo
progetto di smantellare la vita sociale. Oggi la guerra dei popoli
latinamericani cammina verso la loro liberazione nella Battaglia della
Mezzaluna boliviana.

Che l'oligarchia venga sconfitta!
Che la CIA, la DEA ed il Dipartimento di Stato statunitensi vengano sconfitti!
Che il popolo boliviano superino i limiti del governo nazionale e
avanzino lungo la strada del Potere Popolare!
Perché il neoliberismo e l'imperialismo sono la stessa immondizia!
Perché il Potere Popolare nell'America Latina si costruisce nella lotta!
Tutta la nostra solidarietà al popolo boliviano!
Il futuro di questo paese fratello sarà quechua, aymara, guaranì, tupì
e popolare o non sarà!
L'America Latina non si arrenderà mai!
Potere Popolare, Autogestione Sociale e Federalismo Politico!


Porto Alegre, 13 settembre 2008

Federação Anarquista Gaúcha (FAG) – Fórum do Anarquismo Organizado
(FAO) – alleanza strategica con la Federazione Anarchica Uruguaya
(FAU).


Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali

http://www.vermelhoenegro.org/fag
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe http://ainfos.ca/cgi-bin/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it


A-Infos Information Center