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(it) France, UCL AL #369 - Cultura - Leggete Alain Bihr: "Ecocidio capitalista" (ca, de, en, fr, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Sat, 18 Apr 2026 08:22:07 +0300


Non può essere né "verde" né orientato alla decrescita: il capitalismo vive e vivrà sempre a spese della distruzione del pianeta. Questa è la tesi dell'ultimo libro di Alain Bihr, *Ecocidio capitalista*, e come sempre con questo autore marxista e libertario, è solidamente supportata da un'implacabile analisi dei meccanismi fondamentali del sistema economico e del consenso impotente degli stati che ne sono invischiati.
Nel corso dei capitoli, Bihr smantella false soluzioni, come una certa forma di neomalthusianesimo che postula che la crisi ecologica sia in realtà di natura demografica. Assolutamente no: il problema non è l'umanità, ma l'esplosione della sua impronta ecologica: "Tra il 1890 e il 1990, mentre la popolazione mondiale quadruplicava, il PIL globale aumentava di quattordici volte, la produzione industriale di quaranta, il consumo di energia di tredici volte, il consumo di acqua di nove volte, le emissioni di CO2 diciassette volte e le emissioni di SO2 (ossido di zolfo) di tredici volte, e così via".

La "transizione energetica" risolverà questo problema? Il problema è che non esiste. Nel capitalismo, le energie rinnovabili non sostituiscono i combustibili fossili; si aggiungono ad essi, come nuove fonti di profitto. Inoltre, "il passaggio da un sistema energetico basato sui combustibili fossili a uno basato sulle energie rinnovabili implica un maggiore utilizzo dei primi, almeno inizialmente: è impossibile produrre e installare turbine eoliche o pannelli solari senza fare affidamento sulle attuali centrali termoelettriche e sugli attuali mezzi di trasporto basati sui combustibili fossili".

L'autore dedica un capitolo corposo al "tecnosoluzionismo", ovvero alle promesse di ridurre le emissioni di gas serra attraverso miracoli tecnologici: cattura della CO2, energia nucleare di terza o quarta generazione, biocarburanti... Scopriamo lungo il percorso alcune soluzioni "stravaganti": piantare foreste geneticamente modificate a crescita rapida, riversare massicciamente calce o limatura di ferro negli oceani per fissare più CO2, disperdere sostanze chimiche nella stratosfera, dispiegare un gigantesco parasole nello spazio... L'autore sottolinea che le energie rinnovabili possono a loro volta far parte del tecnosoluzionismo, nonostante il loro impatto ambientale. Il solo settore dell'energia eolica richiederebbe 3,2 miliardi di tonnellate di alluminio e 40 milioni di tonnellate di rame per sostenere la sua crescita entro il 2050... "In breve, pretendendo di liberarci dalla nostra dipendenza dai combustibili fossili[...], le energie 'rinnovabili' creano una nuova dipendenza dai metalli, che non sono più rinnovabili dei combustibili in questione."

In realtà, l'unica soluzione è la sobrietà energetica. E questo è fondamentalmente contrario alla logica capitalista. Conclusione: "comunismo o morte". Non il falso comunismo stalinista, altrettanto distruttivo, ma un comunismo libertario che, attraverso la socializzazione, l'autogestione e la pianificazione democratica, ci permetta di riprendere il controllo del nostro futuro.

Guillaume Davranche (UCL Montreuil)

Alain Bihr, Ecocidio capitalista, Page 2/Syllepse, febbraio 2026, tre volumi, 1.428 pagine, 45 euro.

https://www.unioncommunistelibertaire.org/?Lire-Alain-Bihr-L-Ecocide-capitaliste
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