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(it) Spaine: Giornale CNT nº 430 - gennaio-marzo 2022 - Dossier: Contro ogni repressione - CULTURA IN COPERTINA (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Wed, 13 Apr 2022 07:12:56 +0300


Essere consapevoli di come veniamo repressi, come reprimiamo coloro che ci circondano e come reprimiamo noi stessi è un passo fondamentale per aspirare a una trasformazione del mondo e modellare alternative, che dovranno necessariamente seguire antiautoritario, antimilitarista , e percorsi antipatriarcali.
In questo numero:
EDITORIALE
Contro la paura e la repressione
UNIONE
La lotta dell'aiuto domestico
Spetta agli addetti alle pulizie ripulire le cattive pratiche
Salute e Mutuo: lettere incompatibili
Per chi ci ha preceduto nella lotta e ci succederà
Discriminazione all'Hotel Avenida de Canarias
FASCICOLO
La Guardia Civile. La repressione perpetrata in Galizia
Autocensura: oggi la repressione più efficace
De Rositas: Non mollare, resisti!
Il progetto educativo gratuito di Paideia
Non canon: modelli interni
Carcere: ingiustizia, violenza e repressione
Quando il silenzio è repressione
CULTURA:
Inaugurazione della Biblioteca Iruña
Omaggio a Durruti
STORIA:
Di Garcia Oliver e della sua storia
PAROLE
Divagazioni contorte di un confuso
SPECIALE:
La realtà della CNT... e la sua alternativa politica
Anarcosindacalismo, giustizia economica e sociale
MEMORIA STORICA:
Ricordando Neira
CONTRO
Proprietà privata in panchina
Zona lombare: lascia scorrere l'aria

EDITORIALE
Contro la paura e la repressione
Paura e repressione, repressione e
paura, vanno di pari passo. A volte
uno è padre e l'altro è figlia, l'altro
molti, uno è madre e l'altro
tuo figlio. Ma si nutrono sempre l'uno dell'altro e sono accompagnati da
forme diverse e complesse.
Sono la sostanza e l'essenza dello Stato e dei suoi poteri: la minaccia
è il suo modus operandi più illustre e l'uso della violenza istituzionale, legittimata negli eserciti, nei giudici, nelle forze di sicurezza e nelle carceri, ne è la risorsa. è
la paura di chi detiene potere e privilegi alimenta la macchina repressiva dello Stato e del capitalismo. Il
L'Europa e la Spagna del 20° secolo hanno sofferto sanguinosamente con il
Nazismo, fascismo, stalinismo e franchismo. Le decine di migliaia di persone che emigrano negli Stati Uniti e in Europa soffrono quotidianamente e muoiono ai loro confini marittimi
e terrestre. Le donne hanno subito secoli di violenze e
repressione del patriarcato radicato nella forma dello Stato e del suo
poteri. Il loro obiettivo è sempre lo stesso: vincere la lotta di classe contro le masse sfruttate e oppresse, cioè le maggioranze
espropriati per accogliere e normalizzare l'ordine esistente: i
ingiustizie, disuguaglianze e privilegi di pochissimi.
Ma la repressione e le sue paure sono insidiose, fluide, psicologiche e labirintiche. La minaccia che rappresenta è interiorizzata
socialmente e si trasforma in autocontrollo, autocensura e modulazione misurata della ribellione. È presente trasversalmente
tutta la complessità sociale: nelle relazioni personali, emotive e sessuali, nei gruppi di amicizia, nelle interazioni
vita sociale quotidiana, nelle organizzazioni informali e in qualsiasi altra organizzazione strutturata. L'economia capitalista lo è
regge proprio su due fondamentali molle repressive: nella
salarizzazione e monetizzazione dei loro rapporti di scambio
di beni e servizi, risultando in una classe operaia
schiavo di un mercato del lavoro sempre regolato e regolamentato
a favore del datore di lavoro e degli interessi finanziari. lo sfruttamento è
decisamente repressione.
Ogni repressione, sottile o aperta, algoritmica o violenta, culturale o mercantile, non vuole mai essere chiamata come tale, pretende
si presentano sempre sotto altre parole e impalcature: sicurezza, patria, bene comune, stato di diritto, proprietà privata,
libertà costituzionale, legale, legittima, persino. La retorica di
élite politiche è piena di grandi contraddizioni, quando
reprime e non si dice che siano repressivi.
Sii consapevole di come veniamo repressi, di come reprimiamo
chi ci circonda e come ci reprimiamo
un passo fondamentale per aspirare a una trasformazione del mondo, e alternative modello, che dovranno necessariamente seguire percorsi antiautoritari, antimilitaristi e antipatriarcali.
Vale a dire: percorsi che non possono essere che libertari. Bene
ciò che è sempre represso per il bene della sicurezza dei ricchi e
i suoi benefici sono la libertà individuale, materiale e collettiva di
le maggioranze. Il libertario non è altro che l'autonomia di ciascuno
quale, delle capacità di decidere dal basso, dell'autogestione individuale e collettiva della vita e della cura. Non c'è
un altro: di fronte all'autoritarismo di ogni repressione, sempre di più
autogestione.
L'autogestione, però, non si costruisce solo con le idee;
se non, principalmente, attraverso persone che si organizzano
confrontarsi con l'ordine prevalente. E si organizzano e si muovono; e, organizzano e decidono congiuntamente; e, si organizzano e
si sostengono a vicenda; si organizzano e imparano dai loro successi
e dei loro errori; e si organizzano e pensano a come cambiare la corrente
mondo che consumiamo e degradiamo, e che consumiamo e
ci degrada.
La CNT cerca di costruire un'autogestione con cui promuovere
trasformazione sociale dal basso, da donne e uomini
che lavoriamo, che soffriamo e soffriamo povertà salari,
con diritti sociali, culturali, ambientali e sanitari ridotti. Questa è la cosa più importante che la CNT offre contro tutti
repressione: solidarietà nell'autorganizzazione.

https://www.cnt.es/noticias/periodico-cnt-no-430-enero-a-marzo-2022-dosier-contra-toda-represion
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