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(it) ucadi, #146 - Si licenzia!

Date Thu, 3 Jun 2021 10:11:35 +0300


ll blocco dei licenziamenti resta fissato al 30 giugno per le grandi imprese che potranno, se non licenziano mettere i lavoratori in cassa integrazione gratuita fino a dicembre; il blocco per le piccole e piccolissime viene spostato ad ottobre. Dopo l'"approfondimento tecnico" del Governo relativo alla norma inserita nel decreto Sostegni bis: questi i termini della mediazione. Dal testo del Sostegni bis è stata espunta l'estensione al 28 agosto del divieto a licenziare: i sindacati calcolano in 577 mila i posti di lavoro a rischio. Al pericolo paventato, la Confindustria risponde dicendo che il rischio licenziamenti non c'è, perché anzi i dati economici dicono che c'è richiesta di manodopera in diversi settori. Pertanto, il blocco avrebbe effetti perversi bloccando le ristrutturazioni e impedendo nuova occupazione.
La proroga del blocco a fine agosto era stata proposta dal Ministro del Lavoro Orlando, ma è prevalsa la posizione di Confindustria che ha voluto piazzare la propria bandierina sul provvedimento per riscattare una Presidenza opaca e fallimentare, quella di Carlo Bonomi, industriale del settore biomedicale, che rappresenta i falchi dell'organizzazione. A sostenerlo politicamente immediatamente la Lega, Forza Italia e, malgrado che si dichiari partito di opposizione FdI, il quale, quando si tratta di schierarsi a favore dei padroni non esita, il che la dice lunga sulle motivazioni del provvedimento e sulla demagogia dei partiti populisti e di destra quando dichiarano di fare gli interessi degli italiani.
Ad attenuare le conseguenze devastanti del provvedimento interviene la "mediazione" del premier in base alla quale resta confermata la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione ordinaria, dal primo luglio, senza dover pagare le addizionali fino a fine anno, a condizione di non licenziare per tutto il periodo in cui si usufruisce dell'ammortizzatore: potenzialmente, dunque, fino alla fine del 2021.
Dal punto di vista politico si fa notare che il PD ha fatto un'altra "cosa di sinistra", o almeno ha tentato di farla. La richiesta era più che ragionevole: aspettare ottobre, quando dovrebbe essere fatta la riforma degli ammortizzatori sociali.
Motivando la posizione degli industriali la Confindustria rileva che nessun altro paese in pandemia ha bloccato i licenziamenti, ma dimentica di dire che la stragrande maggioranza delle crisi industriali italiane sono dovute alla delocalizzazione, perché i padroni in Italia non hanno dismesso l'abitudine di perseguire il massimo profitto tagliando posti di lavoro e massacrando i lavoratori dopo aver lucrato sugli aiuti di Stato: come il caso Whirlpool insegna.
La mediazione del Governo di accondiscendenza verso Confindustria è un altro dei tasselli che svelano le vere attitudini e il segno che lo caratterizza: I suoi atti più qualificanti sono stati un condono riconosciuto come tale dal Premier quale primo atto, l'annunciata modifica del codice degli appalti, introducendo il massimo ribasso che, se reintrodotto, sarebbe un formidabile aiuto ad aumentare i morti sul lavoro, l'estensione dei subappalti che aumenterebbe anch'essa i rischi per la vita di chi lavora oltre, a favorire le organizzazioni criminali e aumentare la mala esecuzione dei lavori. Sul piano fiscale il Governo si oppone per principio a toccare i ricchi sostenendo che, poverini, hanno tanto sofferto, dimenticando che colpendo i detentori di rendite si incide su soggetti che in gran parte non investono e dimenticano le migliaia di persone colpite dalle chiusure della pandemia, ivi compresi gli operatori turistici e quegli esercenti un'attività di ristorazione o commerciale, tanto difesi dai partiti di destra ma tanto tartassati dall'amato Governo.
Più tempo passa, più questo Governo rivela il suo vero volto, che diverrà sempre più chiaro a breve quando si passerà a spartirsi le nomine

La Redazione

http://www.ucadi.org/2021/05/27/si-licenzia/
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