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(it) Comidad, le news del 13 maggio 2010

Date Sun, 16 May 2010 11:53:19 +0200


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, puà reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce âCommentarioâ e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
ALLA GRECIA AIUTI DI CARTA IN CAMBIO DI TERRITORIO
Câà unâironica coincidenza nel fatto che un siluro verso il governo
Berlusconi sia partito dalla casa che il ministro Claudio Scajola ha
di fronte al Colosseo, dato che quel monumento costituisce uno dei
principali bersagli delle privatizzazioni dei beni culturali che
questo governo sta portando avanti. Il ministro alla privatizzazione
dei Beni Culturali, Sandro Bondi - anche lui oggetto di unâinchiesta
giudiziaria -, aveva appena impostato un piano di privatizzazione per
gli scavi di Pompei, con un espediente già collaudato per la rapina
dei patrimoni immobiliari delle Università e del Demanio dello Stato,
cioà le fondazioni miste pubblico/privato, in cui il pubblico fornisce
il bene pubblico in oggetto, ed il privato invece ci mette la manina
che se lo frega.
Anche la crisi finanziaria della Grecia pare aver trovato il suo
sbocco salvifico nella prospettiva della privatizzazione dei beni del
Demanio dello Stato. Quindi, dopo gli scavi di Pompei ed il Colosseo,
anche il Partenone à in lista per le prossime privatizzazioni.
La propaganda ufficiale negli ultimi giorni era stata costretta ad
aggiustare il tiro di fronte ad una parte dellâopinione pubblica, poco
disposta ad accettare lâidea della necessità di versare âlacrime e
sangueâ per preservare unâistituzione impopolare come lâeuro; anche
perchà in molti cominciano a domandarsi perchÃ, se lâeuro à davvero
questo paradiso cosà irrinunciabile, allora come mai la Gran Bretagna
si sia invece ben guardata dallâadottarlo come moneta, sebbene la
Banca dâInghilterra possieda il 14% della Banca Centrale Europea.
Tra l'altro à ormai evidente a tutti che l'euro poteva avere uno scopo
espansivo solo per costituire una moneta di pagamento internazionale
che fosse alternativa al dollaro. Quell'obiettivo à perà caduto con
l'invasione dell'Iraq del 2003, attuata dagli USA anche per punire il
presidente iracheno, Saddam Hussein, per il suo proposito di farsi
pagare il petrolio in euro e non pià in dollari; percià ora la "moneta
unica europea" (che poi unica non Ã) viene individuata da gran parte
della pubblica opinione soltanto come uno strumento di colonialismo
interno all'Europa.
Alcuni commentatori ufficiali hanno perciÃ, almeno per un poâ, messo
da parte la fiaba moraleggiante dei Greci che avrebbero vissuto al di
sopra dei propri mezzi e poi truccato i conti, finchà i mitici
âMercatiâ non sarebbero arrivati a scoprire la magagna (quando si
tratta di finanza, il dio Mercato si declina al plurale: i Mercati).
Si à cominciato percià a riconoscere che, in fondo, qualche
responsabilità pià grossa ce lâhanno gli Stati Uniti e le provocazioni
delle loro agenzie di rating. La terapia imposta per la crisi
finanziaria greca perà non cambia di una virgola: anche se la colpa Ã
dei finanzieri avidi e degli speculatori irresponsabili, il miglior
modo per gli Stati di mettersi al riparo dalle speculazioni, sarebbe
comunque quello di tenere i conti pubblici in pari e di trovare le
risorse âvendendoâ i patrimoni del Demanio dello Stato. Ã sempre la
solita dottrina, di pura marca Fondo Monetario Internazionale, del
cosiddetto âStato leggeroâ, o, per meglio dire, alleggerito delle sue
ricchezze immobiliari.
Questo tipo di propaganda à ancora in grado di far breccia in
unâopinione pubblica addestrata a illudersi che i privati agiscano con
soldi propri e possano quindi acquistare regolarmente i beni a cui lo
Stato rinuncia. In realtà per tutti i patrimoni immobiliari che lo
Stato ha ceduto ai privati, questi non hanno mai versato un soldo,
dato che il trucco à sempre consistito nel costituire società miste
pubblico/privato, tramite le quali alcune multinazionali si trovano
miracolosamente in dono dei beni immobili di valore inestimabile. La
multinazionale edilizia Impregilo ha "acquisito" (o, meglio, rubato)
gran parte dei patrimoni immobiliari delle province di Reggio Calabria
e di Messina proprio in questo modo, cioà senza pagare nulla, ma
soltanto entrando a far parte della Società per il Ponte sullo Stretto
di Messina. I trucchi per realizzare il furto sono sconcertanti nella
loro semplicitÃ, dato che basta costituire con vari pretesti altre SPA
per passare loro la proprietà dei beni che si vogliono sottrarre. Si
tratta di quel noto espediente che, nel gergo finanziario, viene
chiamato âscatole cinesiâ.
Le privatizzazioni sono furti, non vendite, ed in questa materia il
Ministro che oggi sovrintende alle privatizzazioni, Giulio Tremonti,
non detiene nemmeno il copyright, dato che câà il precedente di Romano
Prodi che, da presidente dellâIRI, regalà lâAlfa Romeo alla FIAT senza
pretendere in cambio neanche un âgrazieâ. Quando si attua una
privatizzazione come quella dellâAlfa Romeo, la disinformazione
ufficiale si adopera a far credere che si tratti del passaggio di mano
di un marchio e di qualche stabilimento, omettendo di specificare che
ognuna di queste aziende di Stato possedeva un suo considerevole
patrimonio immobiliare, che costituisce spesso il principale oggetto
della predazione. La fumosa astrazione del âMercatoâ consente infatti
ad economisti e giornalisti di non parlare mai della ricchezza reale e
di come viene sottratta al patrimonio pubblico.
Diventata una multinazionale a tutti gli effetti, la FIAT puà compiere
ora queste rapine immobiliari non solo in Italia, ma su scala
internazionale; percià lâinvasione della FIAT in Polonia ha avuto solo
in parte finalità produttive, dato che la principale attività FIAT si
esercita nel campo immobiliare, cioà nellâacquisizione/furto di beni
demaniali dello Stato. Il colonialismo della FIAT, come ogni altro
colonialismo, ha trovato una delle sue pià efficaci armi di
penetrazione nel corrompere i gruppi dirigenti locali, che si
costituiscono, a tutti gli effetti, come cleptocrazie del proprio
patrimonio nazionale. Una volta che si sia asservita a delle
multinazionali, una cleptocrazia puà sbaragliare le opposizioni
interne avvalendosi appieno del sostegno della macchina
propagandistica e militare del sedicente âOccidenteâ ("Occidente",
"Comunità Internazionale", ecc., sono tutti pseudonimi delle
multinazionali).
La colonizzazione consiste nella rapina sistematica delle risorse di
un Paese, a cominciare dal suo territorio, ma, nellâimmagine
propagandistica, tale rapina à spacciata per âaiuto allo sviluppoâ.
Quando la colonizzazione ha prodotto i suoi inevitabili disastri
ambientali e sociali, si puà sempre attribuirne la causa allâeccesso
di aiuti che avrebbero deresponsabilizzato la popolazione locale, che
si sarebbe ormai assuefatta allâassistenzialismo. La âeconomistaâ
africana Dambisa Moyo à diventata una star sui media internazionali
per aver riproposto la fiaba secondo cui il sottosviluppo dellâAfrica
sarebbe appunto dovuto allâeccesso di bontà dellâOccidente verso i
poveri del mondo. Il Fondo Monetario Internazionale e la sua
consorella Banca Mondiale avrebbero elargito troppi "aiuti" agli
Africani, che se ne sarebbero approfittati per impigrirsi.
La propaganda del FMI e delle multinazionali usa spesso queste finte
icone femminili per veicolare il messaggio viriloide secondo cui un
po' pià di crudeltà sarebbe quello che ci vuole per educare i popoli
inferiori; in tal modo l'opinione pubblica progressista viene
spiazzata e messa in imbarazzo. Anche nel 2003, poco prima
dell'aggressione all'Iraq, la TV britannica lancià il personaggio di
una presunta studentessa irachena che supplicava gli USA di bombardare
l'Iraq per portarvi la democrazia. La propaganda colonialistica ha
fatto anche in passato questo uso mistificato dell'immagine femminile,
e basti ricordare il precedente fascista della canzone "Faccetta Nera"
prima dell'aggressione all'Etiopia nel 1935.
Ovviamente la propaganda colonialistica diffusa attraverso l'immagine
di Dambisa Moyo omette il piccolo dettaglio che i prestiti del FMI e
della Banca Mondiale sono stati concessi alla condizione che i beni
dei Paesi africani venissero privatizzati a favore delle
multinazionali, percià oggi il territorio africano non appartiene ad
Africani, ma a società straniere. Quindi una ricchezza di carta Ã
stata concessa ai Paesi africani in cambio della ricchezza reale della
terra; ma poi i governi africani sono stati costretti persino a girare
il denaro dei prestiti alle multinazionali in forma di "incentivi agli
investimenti".
Il FMI e la Banca Mondiale sono per davvero degli enti assistenziali,
ma non a favore dei Paesi sottosviluppati, bensà ad esclusivo
vantaggio delle multinazionali; quindi si tratta di un
assistenzialismo per ricchi. Se si considera che FMI e Banca Mondiale,
sebbene di proprietà di privati, operano con fondi pubblici, cioà col
denaro dei contribuenti, si puà constatare che il sistema affaristico
mondiale si basa sull'elemosina dei poveri nei confronti dei ricchi.
Quando un governo locale osa porre dei vincoli ai diritti di proprietÃ
delle multinazionali o, semplicemente, non accetta la tutela del FMI,
la propaganda del sedicente Occidente si incarica immediatamente di
bollare quel governo come âdittatura sanguinariaâ, cosà come Ã
capitato al presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, ed al presidente
del Venezuela, Hugo Chavez, che pure risultano eletti secondo gli
standard delle cosiddette "democrazie occidentali". Vi sono tante
cosiddette Organizzazioni Non Governative "per la difesa dei diritti
umani" (ovviamente i diritti umani delle multinazionali), che svolgono
lo specifico compito di diffondere questi slogan in modo da conferire
alla propaganda del FMI un alone di obiettivitÃ. Alla propaganda si
accompagnano le sanzioni, diplomatiche e soprattutto economiche, ma si
puà arrivare anche a minacce militari o ad invasioni.
Unâaltra star del sado-colonialismo "hard" fabbricata dai media
occidentali à la âdissidenteâ cubana Yoani Sanchez, la quale ha
rilasciato un'intervista in cui si à dichiarata contraria alle
sanzioni economiche che gli USA impongono a Cuba, ma non perchà queste
colpiscano la popolazione, bensÃ, ovviamente, solo perchÃ
favorirebbero il regime castrista consentendogli di atteggiarsi a
vittima e di mascherare la sua inefficienza produttiva. Yoani Sanchez
ha peraltro ritenuto di giustificare le sanzioni come reazione alle
âconfischeâ delle proprietà statunitensi da parte del regime
castrista. Anche Yoani Sanchez omette un piccolo dettaglio, e cioà che
quelle âconfischeâ riguardavano spiagge, laghi, foreste, montagne,
monumenti, cioà il territorio cubano tout court, che era diventato di
proprietà di compagnie commerciali âoccidentaliâ.
Ora che la âtormentataâ decisione di âsalvareâ la Grecia à stata
finalmente presa, il Paese oggetto di "aiuto" dovrà inginocchiarsi e
ringraziare per lâonore di ricevere carta in cambio di patrimoni
immobiliari e di beni culturali. Il governo greco, volente o nolente,
ha dovuto obbedire, poichà à stato posto nella solita alternativa di
accettare una mazzetta per lâaffare delle privatizzazioni, oppure di
essere additato alla âcomunità internazionaleâ come una âdittatura
sanguinariaâ.
13 maggio 2010
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