A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists **

News in all languages
Last 40 posts (Homepage) Last two weeks' posts

The last 100 posts, according to language
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Trk�_ The.Supplement

The First Few Lines of The Last 10 posts in:
Castellano_ Deutsch_ Nederlands_ English_ Français_ Italiano_ Polski_ Português_ Russkyi_ Suomi_ Svenska_ Trk�
First few lines of all posts of last 24 hours || of past 30 days | of 2002 | of 2003 | of 2004 | of 2005 | of 2006 | of 2007 | of 2008 | of 2009

Syndication Of A-Infos - including RDF | How to Syndicate A-Infos
Subscribe to the a-infos newsgroups
{Info on A-Infos}

(it) Torino. Striscione per Joy al CIE

Date Fri, 26 Mar 2010 09:14:39 +0100



Torino, 24 marzo 2010.
Di fronte al CIE di corso Brunelleschi à apparso uno striscione con la
scritta âJoy, uno sbirro la stupra, lo Stato la deportaâ.
Joy, con gli altri reclusi nel CIE di Milano si à ribellata al
prolungamento da due a sei mesi della detenzione nel centri.
Joy ha denunciato il poliziotto che, lo scorso agosto, ha cercato di
violentarla.
Joy uno di questi giorni potrebbe essere deportata. Nel suo paese, la
Nigeria, rischia la vita perchà i papponi da cui à fuggita la cercano, ma
chi vuole tapparle la bocca non guarda in faccia nessuno.

Non permetteremo che sulla sua storia cali il silenzio.

Qui un paio di foto dello striscione:
http://piemonte.indymedia.org/article/8156

Nelle prigioni per migranti, i CIE, soprusi, pestaggi, umiliazioni, cure
negate, sedativi nel cibo sono pane quotidiano. LÃ chiudono i âsenza
carteâ, uomini e donne colpevoli di cercare unâopportunità di vita nel
nostro paese. Vengono dai tanti Sud del mondo: sono fuggiti dalla miseria,
dalla guerra, dallâoppressione e qui hanno trovato sfruttamento bestiale,
razzismo, leggi speciali.

Lo scorso agosto, quando il pacchetto âsicurezzaâ Ã diventato legge e la
reclusione nei CIE Ã passata da due a sei mesi, nelle gabbie degli
immigrati à divampata la protesta, con scioperi della fame, episodi di
autolesionismo, materassi bruciati, tentativi di fuga.
Per lunghe notti, dalle prigioni dei senza carte si sono levate grida.
Grida nel silenzio.
Nel CIE di Milano la protesta à diventata rivolta. 18 uomini e 5 donne
sono stati arrestati.
Le ragazze si chiamano Joy, Hellen, Priscilla, Debby, Florence: alla prima
udienza del loro processo â allâapparire in aula dellâispettore capo di
polizia Vittorio Addesso â hanno gridato forte. La loro rabbia andava
oltre la paura. Addesso aveva fatto violenza a Joy, convinto che una
ragazza in prigione, africana e prostituta non si sarebbe ribellata.
Invece la dignità à pià forte della violenza dello Stato, pià forte del
giogo patriarcale.
Il racconto della ragazza la dice lunga su chi, vestendo la divisa, pensa
di poter disporre liberamente dei corpi rinchiusi dentro al CIE. Gente
senza carte, senza diritti, senza futuro. Durante la rivolta la violenza
dei poliziotti non certo per caso si à concentrata su di lei e sulle
ragazze che avevano assistito ai violenti palpeggiamenti di Addesso. A
terra, ammanettata, à stata pià volte manganellata come anche le sue
compagne. Il suo rifiuto le à costato anche un pugno in faccia
dallâispettore-capo in persona.
In settembre le ribelli e i ribelli del CIE sono stati condannati a sei
mesi. Uno di loro a dicembre lâha fatta finita uccidendosi. Sapeva che,
per gente come lui, le gabbie non finiscono mai. E la forza che lâaveva
sorretto nel deserto, nel mare, nel CIE per migranti, lâha infine
abbandonato.

Le cinque ragazze, finiti i sei mesi, sono state (ri)portate nei CIE.
Joy da qualche giorno à in quello di Ponte Galeria, a Roma. Qui da due
settimane gli immigrati scioperano e protestano contro le restrizioni
imposte dalla cooperativa Auxilium, subentrata alla Croce Rossa nella
gestione di un centro tra i peggiori dâItalia. Auxilium ha deciso di
tenere chiusi in cella i reclusi, permettendo lâuscita solo per lâora
dâaria. Câà qualcuno che ancora dubita che i CIE siano galere?
Per Joy e due sue compagne, Hellen e Florence, il CIE di Ponte Galeria Ã
lâanticamera dellâespulsione in Nigeria. Nonostante la ragazza abbia
intrapreso il percorso per ottenere il permesso in base alla legge che
âdovrebbeâ tutelare le vittime di tratta, la vogliono buttare fuori. Le
sue accuse allâispettore capo del CIE Addesso la condannano alla
deportazione. Un poliziotto prova ripetutamente a stuprarla, lo Stato la
butta fuori per tapparle la bocca.

In Nigeria la aspettano gli stessi papponi che lâhanno portata in Italia
con il miraggio di un lavoro da parrucchiera, che già hanno minacciato la
sua famiglia perchà lei non ha ancora saldato il âdebitoâ con i suoi
sfruttatori.

Agli angoli delle nostre strade sono tante quelle come Joy, nate senza
futuro, con in corpo la violenza dei papponi e quella dello Stato.

Se un giorno qualcuno ci chiederà dovâeravamo quando deportavano la gente,
quando davano la caccia agli schiavi nelle campagne, quando uomini e donne
morivano in mare e nei cantieri, quando i caporali stringevano le catene
al collo di qualcuno, quando un uomo in divisa stuprava una ragazza nel
CIE, vorremmo poter rispondere che eravamo lÃ, con gli altri, a resistere
alla barbarie. Anche se un giudice ci chiamerà delinquenti, perchÃ
sappiamo bene che i delinquenti, quelli veri, siedono sui banchi del
governo e nei consigli di amministrazione delle aziende.
Se non ora quando? Se non io, chi per me?

Federazione Anarchica - Torino
Corso Palermo 46 â ogni giovedà dalle 21
338 6594361
fai_to@inrete.it
________________________________________
A - I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe http://ainfos.ca/cgi-bin/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it
A-Infos Information Center