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(it) Comunicato Commissione Sindicale FdCA: La strategia del vampiro!

Date Fri, 16 Jul 2010 21:18:26 +0200


Vampiri. Quelli veri. Quelli insaziabili di profitti, di lauti
guadagni, di finanziamenti pubblici. Quelli che dopo aver spremuto
sangue, sudore e lacrime dai lavoratori e dalle lavoratrici, li
gettano per strada come inutili fardelli. Marchionne si nutre di uno
stipendio da 5 milioni di euro, Bernabè di 4 milioni. Il primo, dopo
avere chiuso la FIAT a Termini Imerese, ha inaugurato la strategia di
sfondamento alla FIAT di Pomigliano: addio a norme e diritti
conquistati con decenni di lotte sindacali e sociali e licenziamenti
per i lavoratori che non ci stanno (vedi Melfi). Il secondo butta
fuori dalla Telecom 3.700 lavoratori. In entrambi i casi, questi
campioni della borghesia buona, tanto cari al centrosinistra,
scaricano sui lavoratori i costi di ristrutturazioni e scalate
finanziarie sospinte dalla crisi; eppure queste imprese proprio in
piena crisi, grazie ai sostegni di banche e governi, continuano a
realizzare sontuosi profitti e dividendi per i
propri azionisti (Telecom quasi 2 miliardi nel 2009). Eccola qui la
strategia del vampiro. Ecco il salto di qualità dell'offensiva
padronale: usare la crisi come arma di ricatto sociale e usare oggi -
come ieri in passato altri governi e lo Stato tutto - l'esecutivo
Berlusconi come strumento di sfondamento politico per delegificare sui
diritti nel mondo del lavoro.

Il conto a chi guadagna poco più di mille euro al mese e a precari
supersfruttati da 700 euro.

Questa offensiva richiede una risposta di pari radicalità. Di fronte
ai ricatti ed ai licenziamenti non c'è nulla da negoziare: occorre
battersi per il ritiro dei licenziamenti alla Telecom, per la
disapplicazione dell'accordo a Pomigliano. La strada del negoziato a
partire dai programmi padronali ha condotto milioni di lavoratori in
un vicolo cieco. E' il momento di mettere in campo la propria forza di
lavoratori e lavoratrici per un livello di scontro qualitativamente
nuovo, di fronte ad un padronato che si permette di farsi beffa dei
lavoratori della Telecom annunciando i licenziamenti nello stesso
giorno della sciopero aziendale. I padroni capiscono solo il
linguaggio del conflitto, tanto più in tempo di crisi.

La vicenda Inse prima e la vicenda Alcoa poi, dimostrano che solo il
conflitto organizzato e frontale porta a risultati: paga solo la lotta
che non si fa imbrigliare da regole formali di un gioco truccato, che
sfida la "legge" della proprietà, che non arretra di fronte alle
minacce e alle intimidazioni dello Stato.

Se l'accordo di Pomigliano verrà generalizzato, occorrerà rispondere
con una generalizzazione della lotta Fiat, come segnale indicatore per
centinaia di vertenze in corso nella difesa del lavoro, per combattere
i licenziamenti con la riappropriazione ed autogestione del lavoro
nelle aziende che licenziano. Il coraggio dimostrato da quel 40% di NO
operaio a Pomigliano, rivela non solo un dissenso sindacale ma un
potenziale di ribellione sociale che prosegue con gli scioperi in
corso in tutte le fabbriche FIAT.

A cui occorre dare sostegno e sbocco con mobilitazioni sindacali
diffuse, dal basso, ricostruendo alla base la capacità di lotta e di
rivendicazione.

Per la partecipazione alle lotte, per la democrazia diretta.

Per il lavoro, per il salario, per i diritti e le libertà sindacali.


Commissione Sindacale
Federazione dei Comunisti Anarchici - FdCA

16 luglio 2010

http://www.fdca.it


[Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca -A- fdca.it>]
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