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(it) Comidad, le news del 21 gennaio 2010

Date Thu, 21 Jan 2010 08:26:44 +0100



NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, puà reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce âCommentarioâ e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
HAITI NON Ã COSÃ POVERA DA NON POTER ESSERE ANCORA DERUBATA
Risulta ormai evidente che il terremoto di Haiti à divenuto il
pretesto dellâennesima invasione militare statunitense. Di fronte a
questa plateale aggressione militare, ordinata da SantâObama con i
soliti pretesti umanitari, qualcuno si à spinto ad ipotizzare che lo
stesso terremoto sia stato lâeffetto di super-armi segrete di cui gli
USA sarebbero in possesso. Ma in tal modo ci si spinge nel campo della
pura speculazione, dato che lâesistenza di tali armi puà essere solo
immaginata. Laddove non câà da immaginare, ma solo da constatare, Ã
invece sul ruolo che ancora una volta stanno svolgendo i media di
tutto il mondo, impegnati a fornire giustificazioni alla presenza
militare statunitense.

I toni con cui i media enfatizzano presunti episodi di banditismo,
rappresentano la scontata giustificazione della presenza dei marines
per le strade della capitale haitiana; perciÃ, dietro il paravento del
pietismo mediatico, si à immediatamente potuto scorgere lâintento di
criminalizzare un intero popolo, presentandolo come vittima e
carnefice di se stesso, in base ad uno schema precostituito e
ricorrente di psico-guerra colonialistica.

Inoltre nessun commentatore ha neppure provato a spiegare i motivi
logistici per i quali à presente di fronte alle coste haitiane anche
una portaerei statunitense, che, chiaramente, puà servire da supporto
solo per velivoli da caccia e non per il trasporto di mezzi di
soccorso. Si tratta di unâomissione significativa, ed anchâessa indica
un atteggiamento di complicità dei media.

à scomparso inoltre dai mezzi di comunicazione quello che avrebbe
dovuto costituire lâovvio interlocutore di qualsiasi iniziativa di
soccorso, e cioà il governo haitiano, come se il crollo delle cupole
del palazzo presidenziale avesse cancellato di colpo la presenza di
qualsiasi autorità civile sul posto. Non risulta infatti che
lâintervento militare statunitense sia stato in nessun modo
concordato, e la solita ONU si à soltanto affannata a legittimarlo a
posteriori. Una razza subalterna di ex schiavi non ha neanche il
diritto di chiedere aiuto, ma altri devono pensarci per loro, perciÃ
oggi i militari statunitensi controllano l'aeroporto di
Port-au-Prince, e il criminale Clinton coordina gli "aiuti", tra cui
si annoverano le ONG, e persino Bertolaso, il che à una garanzia.

Le ipotesi giornalistiche sul numero delle vittime del sisma sono
state improntate da subito ad un allarmismo privo di riscontri, e che
appariva soltanto mirato a giustificare il fatto che si scavalcasse
ogni procedura del diritto internazionale.

La super-arma di cui gli USA sicuramente dispongono sono i media
mondiali, che possono creare lâemergenza anche laddove non ci sia,
oppure presentare una vera emergenza con i contorni adatti a far
apparire le scelte statunitensi come le sole possibili per far fronte
alla tragedia in atto. Dato che catastrofi naturali non mancano mai,
ne deriva la legittimazione di un colonialismo âumanitarioâ, il quale
in sà non rappresenterebbe una novitÃ, poichà da sempre il
colonialismo ha accampato pretesti umanitari, spacciandosi per âaiutoâ
o âcivilizzazioneâ di popoli barbari.

Nella propaganda dei media appare poi particolarmente sospetta
lâinsistenza sulla miseria degli Haitiani, come se due secoli di
ingerenze, aggressioni e massacri da parte statunitense fossero stati
dettati unicamente dal pio desiderio di soccorrere dei bisognosi. In
realtà nessuno à cosà povero da non poter essere ancora derubato.

In effetti Haiti risulta interessante per il colonialismo statunitense
sia per le sue risorse di materie prime (scienziati francesi vi hanno
anche scoperto recentemente giacimenti di petrolio, e cià spiega
perchà della missione "umanitaria" italiana faccia parte anche l'ENI),
sia per la sua posizione geografica strategica sul piano militare e
commerciale, sia per la sua riserva di manodopera a costo quasi zero.
I predecessori di Obama, Bush e Clinton, non hanno mai allentato la
morsa su Haiti, ed hanno sempre posto come condizione per il ritorno
del Paese alla ânormalità democraticaâ la consueta ondata di
privatizzazioni a vantaggio delle multinazionali. Il presidente
haitiano Aristide, inviso alle multinazionali, dovette svolgere il suo
mandato tra l'ostilità degli organismi finanziari internazionali, ed
anche dei media "progressisti" del sedicente Occidente, che gli
rimproveravano di non essere sufficientemente puro e immacolato da
risultare "degno" di opporsi alle aggressioni statunitensi (come se
per opporsi alle rapine occorresse una patente rilasciata dal
rapinatore); cosà i media "progressisti" hanno plaudito al colpo di
Stato che ha cacciato definitivamente Aristide nel 2004.

La povertà non à uno spiacevole effetto collaterale del sistema
affaristico, ma costituisce, al contrario, il fondamento di tutto il
sistema. Il filosofo anglo-olandese Bernard de Mandeville, vissuto tra
il â600 ed il â700, affermava che per gli affari i poveri sono la
principale risorsa, la materia prima basilare, perchà à pià facile
derubare i poveri che i ricchi, e perchà li si puà costringere piÃ
agevolmente a condizioni di lavoro umilianti e sottopagate: âLa fame Ã
una piaga spaventosa, senza dubbio, ma chi puà prosperare e digerire
senza di essa?â (La Favola delle Api).

Per quanto avvolte di retorica autocelebrativa, le tesi di Mandeville
erano perà troppo esplicite e rischiavano di aprire gli occhi alle
vittime del sistema degli affari. Dalla seconda metà del â700, con il
filosofo scozzese Adam Smith, la propaganda affaristica - o sedicente
scienza economica - ha scelto percià una strada diversa, pià sottile e
insinuante, ed invece di limitarsi a celebrare lâesistente, ha
confezionato, ad uso delle vittime dellâaffarismo, il mito di un
âmercatoâ governato saggiamente da una âmano invisibileâ. La dottrina
esoterica della âmano invisibileâ aveva lo scopo di confondere le idee
alle vittime dellâaffarismo, e di convincerle che sarebbero potute
accedere ai vantaggi del paradiso del âmercatoâ, se solo avessero
abbassato le difese e si fossero aperte fiduciosamente allâaggressione
del colonialismo.

Nasceva cosà lâutopia del cosiddetto âcapitalismoâ, uno slogan fumoso
e contraddittorio, che conferiva alle rapine affaristiche la
dimensione impersonale di una ineluttabile legge dellâeconomia. Il
termine "mercato" à cosà radicato nell'immaginazione delle persone,
che oggi queste davvero credono che i rapporti affaristici
internazionali siano regolati dalla compravendita, quando invece sono
ancora la pirateria ed il saccheggio la prassi abituale delle
multinazionali in molti Paesi, come il Congo, ed ora, di nuovo, anche
ad Haiti.

Quando perà la propaganda non basta, e le vittime di turno non si
lasciano convincere dei vantaggi di un âlibero mercatoâ inesistente e
mai esistito, ecco che allora si torna alle aggressioni militari in
grande stile, sempre con il pretesto di grandi e nobili ideali, ma
sempre con lo scopo preciso di derubare gli affamati.

Un proverbio cinese, che fu reso famoso da Mao Tse Tung, dice: âSe
qualcuno ha fame, non dargli un pesce, ma insegnagli a pescareâ. Ma
probabilmente il proverbio sarebbe pià realistico se consigliasse di
insegnare allâaffamato come non farsi fregare il pesce.

21 gennaio 2010
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