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(it) Comunicato FdCA su Rosarno: Dalle lupare al cappuccio bianco - il KKK di cosa nostra

Date Tue, 12 Jan 2010 21:31:51 +0100



"La schiavitù non fu il frutto né dell'"inferiorità" dei neri, né
della perversità dei bianchi. Ha fiorito fino a quando dava profitto.
Il pregiudizio razziale fu creato e fatto crescere per giustificare,
in ogni caso, lo sfruttamento della manodopera di colore." - Daniel
Guerin
Quanto successo a Rosarno è sicuramente un pugno nello stomaco per
quanti/e credono e si battono per un mondo diverso, in cui le
contrapposizioni di razza, di lingua e religione siano solo un brutto
ricordo, per quanti/e vedono nell'unità dei lavoratori e delle
lavoratrici, di qualsiasi provenienza, l'unica forza in grado di
costruire una società più giusta, di liberi/e ed eguali.
Le violenze dello Stato e dei nuovi Ku Klux Klan calabresi armati di
fucili e bastoni di ferro, in odor di 'ndrangheta agricola nei
confronti della comunità di immigrati ci fanno purtroppo venire in
mente i racconti dello zio Tom di altri tempi.
Schiavi e schiave senza nessun diritto, uccisi dal lavoro e dalla
clandestinità imposta da uno stato stupratore e mafioso che ha tutti
gli interessi per tenere nel buio migliaia di persone in disumane
condizioni di vita, ammassati in fabbriche abbandonate e in edifici
senza elettricità e in alcuni casi senza acqua per poterli sfruttare
nel più grande silenzioso omertoso. Uomini e donne con la stessa pelle
di coloro che in America piantavano e raccoglievano cotone, trattati
come animali da lavoro e bastonati dalla polizia e dal razzismo della
gente incarognita dall'influenza di una sottocultura che propina alle
masse ignoranza e litigiosità per chiudere gli occhi sui reali
problemi del paese, e usata e manovrata da chi comanda per creare
disordine sociale quando necessario.
Quello che succede in Calabria è la stessa cosa, non illudiamoci, che
avviene in Puglia, che avviene in Campania, che avviene in tutto il
Sud, e non solo, dove la legge è usata dall'illegalità per tenere
uomini e donne legati alle catene dello sfruttamento più bestiale.
La schiavitù dei lavoratori e delle lavoratrici clandestini in terra
di 'ndrangheta, di mafia, di camorra, di grandi proprietari conviene a
tutti: ai padroni mafiosi delle piantagioni di agrumi e pomodori, che
hanno manodopera gratis o quasi che non si può neanche sindacalizzare
e deve stare alle regole di aguzzini, al governo che attraverso le
immagini che fa vedere in tv si permette di fare leggi insulse e
razziste come quella del 30% di numero di stranieri nelle scuole che
per caso è stata fatta passare nelle giornate della rivolta dei neri.
La rivolta degli schiavi è la rivolta di tutti, perché va contro il
razzismo di Stato, contro lo sfruttamento della mafia e per una
dignità che spetta a tutti e tutte. E' una rivolta che porta dentro di
sé il coraggio e la disperazione di chi non ha più nulla da perdere e
di chi, a differenza di molti italiani, non ha paura della mafia
perché non fa parte della sua cultura.
Che a chi lavora in nero siano concessi immediatamente cittadinanza,
diritti e casa, che i terreni dove lavorano gli schiavi di oggi siano
coltivati da cooperative di lavoratori, stranieri e italiani non
importa, che alle merci sia restituito il suo valore in lavoro: questo
è necessario perché uomini e donne non siano più venduti e comprati,
perché il lavoro dia vita e diritti e non lotta tra sfruttati, perché
si possa ricominciare a comprare al mercato pomodori o arance che non
grondano sangue, perché si arresti questo degrado indecente in cui la
classe dominante, quella eletta e quella nascosta, ha fatto
precipitare questo povero paese dove viviamo. Nel frattempo,
disobbedienza civile alle leggi razziste e liberticida che ci
circondano: che chi è riuscito a scappare dalle retate sia aiutato a
vivere, e a vivere libero.


FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
11 gennaio 2010

http://www.fdca.it


[Da: Federazione dei Comunisti Anarchici <fdca -A- fdca.it>]
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