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(it) Torino. Stato dâassedio. Punto info al Balon

Date Fri, 12 Feb 2010 22:35:56 +0100



Morti in carcere e in repartino, leggi razziste e liberticide, militari in
strada e caccia allâimmigrato, telecamere e badge, sgomberi e denunce,
ronde e controlli, manganelli ed arresti per chi non ci sta. Analisi e
confronto sulle strategie di resistenza.
Sabato 13 febbraio punto info al Balon, in via Andreis angolo Borgodora
dalle 10,30 in poi.
Venerdà 19 febbraio dalle 21 assemblea con Robertino Barbieri. In corso
Palermo 46.

Di seguito il volantino in distribuzione in questi giorni.

Torino tra ronde, militari, telecamere, sgomberi, repressione
Stato dâassedio

Non ne sentivamo la mancanza. Delle ronde. A Torino Chiamparino si à fatto
le sue, finanziando i City Angels per sorvegliare mercati e strade.
La chiamano sicurezza. E piazzano poliziotti, carabinieri, militari,
finanzieri in piazze e mercati della cittÃ, telecamere in ogni angolo,
controlli e posti di blocco nelle nostre periferie. E ora anche le ronde
con tanto di divisa e distintivo.
Ma voi vi sentite pià sicuri?
Vi sentite pià sicuri quando fermano lâoperaio che abita nellâappartamento
di fronte al vostro e lo deportano in un CIE, perchà lavora in nero e,
quindi, non ha il permesso di soggiorno?
Vi sentite pià sicuri quando sgomberano le case occupate, luoghi sottratti
allâabbandono e allâincuria e resi disponibili per tutti?
Vi sentite pià sicuri quando â per imporre i sondaggi per il Tav â
militarizzano interi quartieri di Torino?
Vi sentite pià sicuri con i nuovi sceriffi di Chiamparino di pattuglia?
Magari a controllare che nessuno si mangi un panino o beva una bibita a
Porta Palazzo e a S.Salvario, dove il sindaco ha prescritto che si mangia
solo nei locali o a casa propria.
Vi sentite pià sicuri quando la polizia picchia gli antifascisti che
manifestano contro chi vuole cancellare la memoria di ieri e rendere
ancora pià buio il nostro presente?
Vi sentite pià sicuri quando la magistratura persegue chi â non avendo
altra voce â scrive la propria su un muro?
Vi sentite pià sicuri quando câà chi va alla sbarra per aver manifestato
contro il razzismo, il militarismo, la violenza dello stato?

Noi pensiamo che la sicurezza, quella vera, sia ben altro.
à la sicurezza di prendere un treno senza rischiare di morire perchà i
vari governi hanno investito nellâalta velocitÃ, riducendo personale e
risorse per i treni che servono a chi viaggia per lavoro o per studio.
à la sicurezza di un lavoro che non mutili e uccida, in un paese dove la
vita di chi si guadagna il pane vale meno di un estintore, di un ponteggio
sicuro, di un casco, di un paio di scarpe.
à la sicurezza di unâassistenza sanitaria che garantisca a tutti, e non
solo a chi puà permetterselo, prevenzione e cure.
à la sicurezza di una scuola che dia accesso al sapere anche a chi non ha
i soldi per pagare libri e tasse.
à la sicurezza di poter arrivare alla fine del mese, facendo pagare la
crisi ai padroni che lucrano sulle vite di chi lavora.
à la sicurezza di andare in giro senza rischiare che un poliziotto troppo
diligente ci faccia assaggiare il sapore del suo manganello, perchà non
gli piace come siamo vestiti o per uno sguardo poco amichevole. I casi
come quello di Federico Aldrovandi, ragazzo di 18 anni ammazzato di botte
dalla polizia, o del tifoso Sandri, sparato da un killer di Stato
sullâautostrada, sono solo la punta di un iceberg fatto di sopraffazioni e
violenze quotidiane delle cosiddette forze âdellâordineâ.

Ma, giorno dopo giorno, ci raccontano che siamo in emergenza, che il
pericolo si annida in ogni angolo, che la violenza dilaga. Mentono sapendo
di mentire. Persino le statistiche drogate del ministero dellâinterno ci
dicono che in Italia i reati, di anno in anno, sono in costante
diminuzione. Ma le galere si riempiono sempre piÃ, scoppiano, perchà in
galera ci finiscono i poveri, ci finiscono quelli che non ci stanno alle
regole di una società basata sul dominio, lo sfruttamento bestiale,
lâingiustizia elevata a norma dello Stato.
E in galera câà chi entra vivo ed esce morto, vittima di pestaggi o cure
negate. Cucchi e Lonzi sono diventati noti perchà i loro familiari non si
sono arresi e lottano contro le falsità diffuse per nascondere due omicidi
di Stato. Ma purtroppo non sono eccezioni.
Nei CIE, le galere per immigrati in attesa di deportazione, violenze,
pestaggi, umiliazioni, stupri sono il pane quotidiano. E per chi si
ribella botte e galera.

La sicurezza, quella vera, Ã un mondo di liberi ed eguali.

FAI Torino
Corso Palermo 46 â ogni giovedà dalle 21
338 6594361
fai_to@inrete.it
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