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(it) Comidad, le news del 2 dicembre 2010

Date Thu, 2 Dec 2010 15:18:58 +0100


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, puà reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce âCommentarioâ e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
LA FINTA RIFORMA GELMINI E IL FURTO DEI BENI DEMANIALI DELLO STATO
La "riforma" universitaria che porta il nome del ministro Gelmini si Ã
avvalsa di una copertura mediatica con rari precedenti, a cominciare
dai commenti entusiastici de "Il Sole-24 ore", organo della
Confindustria. Sebbene Maria Stella Gelmini sia un personaggio
impresentabile, assolutamente privo di una storia personale che possa
accreditarne gli intenti riformatori, le poche critiche che i media
ufficiali le hanno riservato hanno riguardato la questione dei
"tagli", come se l'impianto del DDL potesse vantare davvero la sua
motivazione in un progetto di razionalizzazione del sistema
universitario. In un'intervista a "Repubblica-Radio TV", il dirigente
del Partito Democratico Paolo Gentiloni non ha esitato a dichiarare
spudoratamente che la "riforma" Gelmini sarebbe risultata in grado di
spiazzare le sinistre grazie ai suoi criteri di "concorrenzialitÃ" tra
gli atenei. Anche giornalisti della "destra antagonista", come Massimo
Fini, hanno mostrato, ancora di recente, di credere ai presunti
intenti anti-baronali del DDL Gelmini, concentrando percià le critiche
solo sull'aspetto dei "tagli".

In realtà la sedicente riforma Gelmini costituisce un guscio vuoto, un
mero elenco di tagli, in cui i veri contenuti avrebbero dovuto essere
inseriti in modo subdolo ed accessorio. In molti hanno notato che la
"riforma" condanna la gran parte dei ricercatori universitari a
cercare scampo nell'emigrazione intellettuale; ma questo risultato,
sebbene conseguente all'attuale status servile dell'Italia ed allo
sfruttamento coloniale delle sue risorse, poteva essere raggiunto con
i consueti tagli imposti dalle Leggi Finanziarie, senza la messinscena
trionfale di una pseudo-riforma.

Lo show mediatico della "riforma" doveva in realtà servire a coprire
il passaggio di beni demaniali dello Stato alle UniversitÃ, un
passaggio che era stato già prospettato nell'articolo 16 comma 2 del
Decreto Tremonti, divenuto la Legge 133/2008, la stessa Legge che
poneva le condizioni per la privatizzazione dell'acqua e dei patrimoni
immobiliari delle aziende idriche.
http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm

In una lettera a Micromega-online del 26 novembre, un ricercatore
dell'Università di Roma Tor Vergata poneva il problema con molta
incisivitÃ, rilevando che il trasferimento alle Università dei beni
demaniali attualmente in loro uso, comporterebbe anche il passaggio di
proprietà di vasti terreni edificabili, con tutte le relative
opportunità di speculazione edilizia, che costituiscono un obiettivo
che unifica le aspirazioni sia dei gruppi affaristici legati al
governo che di quelli legati all'opposizione, il che spiegherebbe il
silenzio-assenso tenuto sinora dal PD sulla questione. Nel momento in
cui le Università diventassero a tutti gli effetti Fondazioni a
diritto privato, come prevede la Legge 133/2008 voluta da Tremonti, di
questi terreni edificabili i Rettori ed i loro soci privati potrebbero
fare quello che pià gli aggrada, senza dover rispondere alla Corte dei
Conti; percià si spiega anche il caloroso sostegno dei Rettori e della
Confindustria alla Gelmini. Si tratterebbe in definitiva di
privatizzazioni mascherate, ottenute, come sempre, dai confindustriali
senza sborsare un soldo di loro. Il saccheggio dei patrimoni
immobiliari pubblici costituisce il denominatore comune alla base di
quasi tutte le attuali "riforme", nelle quali il pià gretto latrocinio
viene camuffato con slogan idealistici ed "epocali", in conformitÃ
alle tecniche di pubbliche relazioni messe a punto trenta anni fa dai
Neocon statunitensi.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/facolta-di-costruire-cosi-la-riforma-gelmini-regala-i-beni-demaniali-dello-stato/

In effetti perÃ, qualche giorno prima, l'emendamento che aveva
inserito surrettiziamente questo trasferimento, era stato a sua volta
emendato. In una lettera/piagnisteo del deputato PD Walter Tocci,
circolata su Internet, si lamentavano i "peggioramenti" al DDL
Gelmini, tra cui "la soppressione del trasferimento dei beni demaniali
in uso agli atenei". Le tesi di Tocci sono state riprese anche in un
comunicato della FLC-CGIL. La lettera di Tocci poneva in evidenza
anche la condizione di commissariamento in cui gli emendamenti del 20
novembre alla Camera avevano posto il ministero dell'Istruzione e
dell'UniversitÃ, che avrebbe dovuto rispondere in tutto e per tutto al
Ministero dell'Economia, cioà a Tremonti.
http://sciencebackstage.blogosfere.it/2010/11/universita-ddl-gelmini-e-gli-ultimi-aggiustamenti.html

Si puà quindi dire che, come Dio, Tremonti ha dato e Tremonti ha
tolto. Perchà Tremonti si à rimangiato - almeno per ora - il ghiotto
trasferimento dei beni demaniali dello Stato agli atenei, soprattutto
visto che cià costituiva un "obiettivo trasversale", che faceva gola
sia al governo che all'opposizione?

Il motivo appare evidente: Tremonti sta usando il trasferimento dei
beni demaniali come strumento di pressione, per contrattare o la
sopravvivenza del governo, oppure una propria candidatura alla
Presidenza del Consiglio contro gli altri candidati in lizza, cioÃ
Fini, Draghi e l'outsider Maroni. Tremonti in questo momento non si
fida neppure degli zombi da lui stesso creati, come la Gelmini, perciÃ
non aveva esitato a farla commissariare per evitare che cambiasse
padrone; ma questo commissariamento à caduto per un ulteriore
emendamento del FLI nella seduta del 30 novembre.
http://www.corriere.it/politica/10_novembre_30/universita-emendamenti_d5db1e9c-fc74-11df-8fb3-00144f02aabc.shtml

Il provvedimento del trasferimento (chiamiamolo pure furto o
saccheggio) dei beni demaniali potrebbe essere stato scorporato per
inserirlo in qualche altro Decreto, magari la Legge di StabilitÃ
Finanziaria; sempre che Tremonti ottenga cià che vuole. Sembra andare
in questo senso un ordine del giorno della Camera approvato nella
seduta del 24 novembre, che impegna il governo a ripristinare i
"finanziamenti" alle Università in provvedimenti successivi, ivi
compreso il trasferimento dei beni demaniali .

http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:uPltdU20FrsJ:www.camera.it/_dati/leg16/lavori/odg/cam/fascicoli/20101124/20101124o3687.htm+trasferimento+beni+demaniali+agli+atenei&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it

In questo caso il DDL Gelmini appena approvato alla Camera potrebbe
anche essere abbandonato al suo destino al ritorno in Senato. Potrebbe
anche accadere che le opposizioni presentino l'eventuale
reintroduzione del trasferimento dei beni demaniali in qualche altro
provvedimento come una loro vittoria contro i "tagli". Su questo punto
non sarebbe difficile ingannare un'opinione pubblica ignara delle
incombenti privatizzazioni, che potrebbe essere indotta a credere che
i beni demaniali acquisiti dagli atenei, verrebbero davvero usati per
sostenerne finanziariamente l'attivitÃ.

2 dicembre 2010
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