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(it) Comidad, le news del 15 aprile 2010

Date Wed, 14 Apr 2010 22:29:59 +0200



NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, puà reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce âCommentarioâ e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
CHE SIGNIFICA CUBA NEL LINGUAGGIO AFFARISTICO
Il giornale âIl Fatto Quotidianoâ ha ritenuto di dover acquisire
punteggio in fatto di anticomunismo, dedicandosi alla questione della
repressione del dissenso a Cuba. In deroga alle regole che il
quotidiano aveva affermato di darsi, lâinformazione si à attenuta ai
criteri della propaganda, quindi nessuna precisazione delle fonti,
nessun riscontro incrociato, nessuna possibilità per il regime cubano
di fornire la propria versione; tutto cià in ossequio al precetto che
quando si tratti di denunciare regimi comunisti, o comunque invisi al
colonialismo del sedicente âOccidenteâ (cioà alle multinazionali ed al
Fondo Monetario Internazionale), si viene esentati dallâonere della
dimostrazione.
Per questa sortita, il quotidiano di Padellaro e Travaglio si Ã
guadagnato una menzione di merito nientemeno che da parte del
commentatore Pierluigi Battista sulle colonne del âCorriere della
Seraâ. Nel coro mediatico Battista rappresenta la voce "obiettiva e
credibile" del regime berlusconiano, una voce che svolge anche il
ruolo prestigioso dell' "anticomplottista" ufficiale, quello che ha il
compito di dettare agli altri giornalisti cià che va accreditato come
"veritÃ" e cià che va screditato come "teoria del complotto". La
menzione da parte di Battista ha assunto percià il tono di un vero e
proprio benvenuto ad "Il Fatto Quotidiano" nel club dei giornali
âaffidabiliâ per la âdemocrazia occidentaleâ.
Richiamandosi ad un elementare senso di giustizia, alcuni
commentatori, come ad esempio Gianni MinÃ, hanno fatte proprie le
rimostranze del governo cubano, e si sono chiesti come mai le torture
che gli USA praticano nella base cubana di Guantanamo vengano
considerate appena come un problema in via di risoluzione, mentre se a
pochi metri pià in lÃ, nel territorio controllato dal regime
castrista, avviene un suicidio in carcere, cià sia sufficiente a far
gridare il mondo al crimine comunista. Questa impostazione, per quanto
giusta, rischia perà di rimanere sul piano moralistico, dato che il
problema vero non à quello di assolvere il regime cubano concedendo
anche a lui un pochino di quel beneficio del dubbio che di solito si
elargisce larghissimamente agli Stati Uniti. Il punto à che esiste il
colonialismo, con le conseguenti guerre coloniali e psico-guerre
coloniali.

La propaganda contro Cuba non à semplicemente propaganda contro Cuba,
costituisce invece un pretesto per attuare il tentativo di disarmo
psicologico di ogni aspirazione anticoloniale in ogni parte del
pianeta. Quando in Italia si investe tanto sul mito negativo di Cuba,
à in realtà dellâItalia che si sta parlando, cercando di inculcare
nella mente degli oppressi che ogni tentativo di ribellione non puÃ
che portare a mali peggiori di quelli che si vorrebbero combattere. Si
puà pensare quello che si vuole del regime cubano, anche averne una
pessima opinione, ma il problema essenziale non cambia: occorre
decodificare il vero significato del messaggio "Cuba" nella
comunicazione ufficiale.

Ogni operazione affaristica à sempre allâinsegna della psico-guerra.
In base alla propaganda, chi si oppone alle privatizzazioni - cioà Ã
contro il regalare i beni pubblici alle multinazionali -, lo fa sempre
per motivi âideologiciâ. A livello subliminale il termine "ideologia"
richiama immediatamente i suoi confratelli: âodio ideologicoâ, e
âfanatismoâ; da fanatismo a "violenza" e "terrorismo", poi il
passaggio à scontato. Quindi lâequazione à già pronta: chi si oppone
alle privatizzazioni à un terrorista. Cercare di porre limiti
allâaffarismo deve quindi essere visto come evocare e scatenare i
demoni del male assoluto: il terrorismo, il gulag, ecc., ecc.

Lâaffarismo ha il suo linguaggio che, ad onta delle sue pretese di
naturalezza, à in realtà un linguaggio iper-ideologico e
iper-simbolico, e in questo linguaggio âCubaâ e "regime castrista"
hanno un preciso significato di monito a non contrastare le pretese
dellâaffarismo se non si vuole risprofondare nelle tenebre del
passato.

âIl Fatto Quotidianoâ ha quindi svolto il suo ruolo, che era quello di
catturare e allevare unâarea dâopinione potenzialmente di opposizione,
per condurla per mano allâobiettivo di considerare lâanticolonialismo
una sorta di attività criminale. "Il Fatto Quotidiano" appartiene a
quel tipo di giornali che vengono considerati "di riconoscimento",
cioà che i suoi lettori adottano come fosse un distintivo. I lettori
di questa categoria di giornali costituiscono un'area di opinione ben
precisa e individuabile, formando cià che nell'attuale gergo della
comunicazione viene indicato come una "community". Giornali del genere
sono anche "La Repubblica" e "il Manifesto". Ognuno di questi
giornali-community ha la sua specializzazione nella psico-guerra: "il
Manifesto" ha l'incarico di creare una islamofobia di sinistra, "La
Repubblica" se la prende con Chavez, mentre ad "Il Fatto Quotidiano" Ã
stato assegnato ora il compito di guidare l'anticastrismo e di esporre
al pubblico ludibrio quelli che la propaganda ufficiale dipinge come
gli ostinati succubi del mito/tabà della rivoluzione cubana.

La specifica iniziativa de "Il Fatto Quotidiano" che ha riscosso la
calorosa approvazione di Battista, riguarda la chiamata a raccolta
dei propri lettori sotto l'icona della "dissidente" cubana, la
"blogger" Yoani Sanchez. Non possiamo sapere se Yoani Sanchez sia
sincera oppure, come alcuni ritengono, sia un agente segreto straniero
reclutato all'epoca del suo soggiorno in Germania. Il lettore attento
perÃ, anche se non ha a disposizione tutti i fatti, puà ugualmente
imparare a riconoscere le fiabe facendo caso ad alcune costanti: la
fanciulla coraggiosa perseguitata dalla grigia ed ottusa gerontocrazia
(Ã proprio la situazione della fiaba biblica di "Susanna e i
Vecchioni"), la nuova tecnologia di internet che diventa un'arma delle
nuove generazioni contro un passato che non vuole decidersi a
scomparire, ecc. Anche per narrarci la situazione in Iran si era fatto
ricorso agli stessi identici ingredienti, i pià adatti ad emozionare e
coinvolgere un target composto da giovani blogger.

Unâarea di opposizione viene percià accompagnata da "Il Fatto
Quotidiano" in un giro vizioso, che parte dalla denuncia indignata e
circostanziata delle nefandezze del berlusconismo, per giungere perÃ
ad accettare, e dare anzi per scontata, la materia prima di cui Ã
fatto il berlusconismo stesso, e cioà lâanticomunismo.

15 aprile 2010
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