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(it) Chiamata per una Settimana di azioni contro la Macchina delle Espulsioni 1 â 6 giugno 2010 (en)

Date Sat, 10 Apr 2010 23:27:08 +0200



Chiamata per una Settimana di azioni contro la Macchina delle Deportazioni
1 â 6 giugno 2010
Le deportazioni sono diventate una parte integrale del sistema delle
Regime europeo sullâimmigrazione. Centinaia di rifugiati/e e di
migranti sono forzatamente deportati/e ogni giorno per fare cià che le
persone hanno fatto per milioni di anni: emigrare alla ricerca di una
vita migliore, scappare dalla povertÃ, dalle persecuzioni, dagli
abusi, dalle discriminazioni, dalla guerra etc. Il diritto di
viaggiare e vivere dove si vuole à negato a tutti e tutte coloro che
hanno un diverso colore della pelle, passaporto e conto in banca.
Queste persone sono trattate come âcriminaliâ e incarcerati in
prigioni speciali che chiamano con altri eufemismi (centri di
rimozione, case rifugio e cosà via). Gli abusi razzisti e sessisti e
la violenza fisica, agiti dalla polizia che si occupa di immigrazione
e dalle guardie private, sono istituzionalizzati e legittimati
dall'uso della forza nelle operazioni di deportazione.
Dietro le deportazioni si nasconde un misto di razzismo, nazionalismo
e imperialismo in un contesto di capitalismo globale: mentre il
capitale e i cittadini/e dell'Unione Europea e degli altri paesi del
âprimo mondoâ sono liberi di viaggiare dove vogliono, le/gli altri/e
dal lato sbagliato dei confini costruiti artificialmente, i cui paesi
sono fatti a pezzi dai privilegi europei e dal capitalismo e dalle
conquiste imperialiste, sono illegali, criminalizzati e impediti
nell'esercizio dei diritti fondamentali. Loro semplicemente cessano di
essere persone; diventano âimmigrati illegaliâ, che si âtrattengono
troppo a lungoâ [overstayers] e âmancati richiedenti asiloâ di cui si
puà fare a meno quando non si ha pià bisogno di sfruttare il loro
lavoro o quando cercano di rivendicare i propri diritti. Come
conseguenza, le lotte comuni e le comunità sono divise e prevale una
cultura di sospetto e della sorveglianza.
Quando gli ordini di deportazione sono emanati, fa comodo dimenticare
le cause dellâimmigrazione. Le armi prodotte in Occidente e i
conflitti armati, le guerre di aggressione alla ricerca di petrolio e
di altre risorse naturali, i regimi repressivi appoggiati dai nostri
democratici governi, i cambiamenti climatici e la sottrazione delle
terre... tutto cià puà essere rintracciato allâinterno delle nostre
economie capitaliste, dello stile di vita consumistico e degli
interessi imperialisti. La lotta contro le deportazioni non à solo una
singola campagna: le persone scelgono o sono forzate a migrare per
varie ragioni.
Per far funzionare il sistema dei voli di deportazione, i governi
europei appaltano ad una serie di privati o semi-privati il lavoro
sporco che sarebbe toccato a loro. Le compagnie aeree sono un
ingranaggio centrale della macchina delle deportazioni. Non solo sono
una delle prime cause che contribuiscono alla morte del pianeta, ma
molte compagnie aeree, nella loro ricerca di profitto, sono contente
di portare persone verso una possibile morte - sia essa una
deportazione individuale o di massa. Gli interessi dietro la macchina
delle deportazioni includono altri tipi di opportunisti, quali le
compagnie che provvedono al trasporto e all'accompagnamento durante le
deportazioni forzate e le compagnie di sicurezza delle multinazionali,
come Serco e G4S, che gestiscono le prigioni per immigrati/e e portano
avanti le deportazioni a nome delle autorità per l'immigrazione.

Inoltre, ci sono agenzie fantasma e inspiegabili, agenzie
inter-governativei, come l'Agenzia europea per il controllo delle
frontiere esterne (Frontex) e l'Organizzazione Internazionale per la
migrazione (IOM), il cui ruolo à diventato sempre pià influente negli
ultimi anni e con le quali i governi europei cercano di portare avanti
operazioni unitarie e coordinate. Questo non solo per risparmiare
soldi, ma anche per mettere le deportazioni in mano a corpi europei e
internazionali, che spingono la responsabilità su un altro livello al
di là dei governi nazionali e delle autorità per l'immigrazione.

Infine, La Frontex ha recentemente assunto ulteriori poteri per le
deportazioni di massa attraverso voli charter a nome dei governi
europei, comprando equipaggiamento e sperimentando nuove tecnologie
per il controllo dei confini dell'EU. Dopotutto, un super stato,
razzista e imperialista, come Fortresse Europe ha bisogno di un
esercito mercenario come Frontex per proteggere i propri confini
artificiali.

Deportati e deportate, inclusi bambini/e, sono spesso ammanettati e
accompagnati dalla sicurezza come criminali pericolosi (l'etichetta
âcriminaleâ à usata da chi à al potere). Ci sono stati numerosi
segnalazioni di maltrattamenti fisici e abusi razzisti e sessuali, che
uomini e donne hanno subito da parte delle guardie per l'immigrazione
o degli âaccompagnatoriâ privati durante le deportazioni (sia
individuali che di massa). La proposta di avere qualcuno/a che
monitori i diritti umani sui voli per le deportazioni, come ha
recentemente suggerito un membro della Commissione europea, puÃ
impedire alcune di queste pratiche ma puà anche legittimare le
brutalità della deportazione stessa.

Siamo consapevoli che resistere contro le deportazioni à un percorso
continuo e non confinato ad alcuni giorni o a settimane di azioni: le
persone cercano di attraversare i confini in condizioni
pericolosissime ogni giorno; gli scioperi della fame e le lotte nelle
prigioni per immigrati; i/le deportati/e e i passeggeri consapevoli
che si rifiutano di sedersi tranquillamente a bordo di un volo che
passa inosservato; le comunità che si uniscono per difendere i loro
membri; le proteste regolari e azioni contro varie componenti della
macchina delle deportazioni... e molto altro ancora deve essere fatto
perchà milioni di persone continuano ad essere forzatamente deportate
ogni giorno.

Questo appello à rivolto a tutti/e coloro, individualità e gruppi in
Europa, che vogliano unirsi in una settimana di azioni decentralizzate
e coordinate contro la macchina delle deportazioni nella prima
settimana di giugno 2010. Questo appello à rivolto a tutti/e i
migranti e rifugiati e chi li sostiene dentro e fuori l'Europa.
Organizziamoci nelle nostre realtà locali in azioni o proteste durante
la settimana con un unico grido:
STOP ALLE DEPORTAZIONI!
NO ALLA FORTEZZA EUROPA!
LIBERTÃ DI MOVIMENTO PER TUTTI E TUTTE!


Stop Deportation is a loose network of groups and individuals who
campaign and take action against deportation, with a particular focus
on mass deportation flights.

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