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(sup) Lacrime e sangue

From worker-a-infos-sup@ainfos.ca (Flow System)
Date Thu, 16 Sep 2004 13:42:32 +0200 (CEST)


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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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SPEGNERE LE FIACCOLE
ACCENDERE IL PENSIERO CRITICO
Lacrime e sangue scendono sui volti di ceceni, russi, palestinesi,
iracheni.quanto è lunga la lista? Sono tempi bui, in cui un secolo di
sterminii perpetrati dagli Stati sta raccogliendo i suoi frutti, a suon
di bombe su autobus e treni, e di sequestri di bambini.
Sequestrare dei bambini e circondarli con l'esplosivo è una pratica
infame che nessuna disperazione può giustificare. Ma limitarsi a dire
questo, senza denunciare ciò che lo Stato russo sta facendo da anni in
Cecenia, è un' insopportabile ipocrisia. Quello che i "guerriglieri
ceceni" hanno messo in campo è quanto il governo russo ha insegnato loro
fin dalla nascita uccidendo i loro figli, stuprando le loro mogli,
bruciando interi villaggi con il Napalm. E cosa dimostra lo stesso
intervento dei corpi speciali russi? Una strage freddamente compiuta, a
due anni di distanza da quella nel teatro di Mosca. In nome della
liberazione degli ostaggi, in nome della "guerra al terrorismo", un
massacro di una brutalità quasi burocratica. "Guardate che disprezzo
hanno per la vita questi terroristi ceceni..." ci dicono i mass media. Il
rispetto per la vita che contraddistingue l'esercito russo, invece, è
apparso al mondo intero in tutta la sua potenza. Quando gli ostaggi sono
industriali, banchieri e diplomatici (come è successo qualche anno fa in
Perù) i corpi speciali fanno tutto per evitare la carneficina. I bambini
della povera gente, al contrario, possono crepare come mosche, se la
ragione di Stato lo richiede. Chi sono i terroristi? Come altro chiamare
il democratico e ben accolto Putin, responsabile dei bombardamenti e
delle esecuzioni in Cecenia, zona strategica per le risorse?
Invece di intrupparsi in ipocrite fiaccolate "contro il terrorismo"
(quale?), da cui sono banditi tutti i pensieri critici, sarà il caso di
chiedersi, ad esempio, perché i familiari delle vittime dell'Ossezia
hanno rifiutato i funerali di Stato. Sarà il caso di riflettere sui
contesti e sul mondo in cui viviamo.

Quale sforzo deve compiere chi è vissuto con la promessa del genocidio
per distinguere fra la vita di un bambino russo e quella di chi governa
lo sterminio del suo popolo? Cosa abbiamo fatto noi perché la rabbia
degli oppressi non venisse e non venga stritolata dal nazionalismo e
dalla violenza indiscriminata?

In Cecenia come in Iraq, in Palestina come in Algeria, questo sistema di
dominio non fa che accumulare ghetti e cancrene sociali. L'unica via d'
uscita da una situazione che ci vede tutti ostaggi potenziali non è certo
appoggiare la violenza legalizzata dello Stato, ben più assassina di
tutte le altre, bensì capire chi sono i responsabili diretti dell'odio
che cova nella società, della disperazione, della morte. Allora
cominceremo a capire qual è la differenza fra sfruttatori e sfruttati,
oppressori ed oppressi, terroristi e terrorizzati.

Allora cominceremo a capire qual è l'unica violenza eticamente
accettabile (quella che distrugge il potere e non lo riproduce, quella
che libera l'infanzia e non l'immola).

Allora capiremo che non siamo spettatori di fronte all'orrore del mondo,
ma parte in causa.

individui contro lo Stato d'assedio


Per discutere di questi e altri temi ci incontriamo tutti i lunedì sera a
partire dale 21.30 nello spazio libertario di via Bezzi 36, Rovereto

Per contatti: Adesso -c.p. 45 -38068 Rovereto, (TN)

Da: "anarcotico.net" <info@anarcotico.net>






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