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(it) Confederazione Unitaria di Base CUB: SOLIDARIETA' ALLE PROTESTE IN BIELORUSSIA: C'E' BISOGNO DI COSTRUIRE UN MOVIMENTO SINDACALE LIBERO PER PROMUOVERE LA TRASFORMAZIONE DEMOCRATICA E SOCIALE

Date Mon, 24 Aug 2020 08:06:36 +0300


Foto degli operai dell'azienda chimica GrodnaAzot in sciopero dal 14 Agosto. ---- Il regime di Lukashenko potrebbe davvero avere i giorni contati. Le elezioni farsa del 9 agosto,sono state solo la scintilla che ha fatto montare l'indignazione di una popolazione sempre di più stanca di vivere in un regime autoritario che disconosce le più elementari libertà democratiche, che nega i diritti umani e che soffoca qualsiasi forma di opposizione. ---- Questi giorni in Bielorussia non ci sono però solo manifestazioni pacifiche, brutalmente represse dai reparti antisommossa, che rivendicano elezioni libere, ma gruppi di lavoratori sempre più numerosi stanno entrando in sciopero costituendo comitati di lotta, criticando anche le crescenti disuguaglianze sociali causate da privatizzazioni e controriforme, come quella che ha innalzato l'età pensionabile.
Sono impressionanti infatti le immagini dei fermi produttivi in alcune delle principali fabbriche del paese, con migliaia di operai con le mani incrociate fuori dai cancelli.
Il movimento sindacale nel paese è diviso: da una parte ci sono i sindacati indipendenti, da sempre oggetto di repressione da parte del governo, come il Congresso Bielorusso dei Sindacati Democratici, che appoggiano le proteste e che hanno chiamato alla costruzione di un comitato nazionale di sciopero.
Dall'altra parte la Federazione dei Sindacati della Bielorussia, sindacato di stato e sostenitore del Governo, che si è schierato contro le proteste e gli scioperi. Questa organizzazione aderisce alla Federazione Sindacale Mondiale (FSM) che è storicamente vicina ai governi dei regimi dell'est e non solo, a cui dall'Italia fanno parte SGB e USB. Da qui si spiega anche il perchè dell'assordante silenzio di alcune organizzazioni nostrane in merito a cosa sta succedendo in Bielorussia.
E' sicuramente vero che le forze occidentali stanno cercando di porsi alla testa di questa rivoluzione, contrapponendo al capitalismo autoritario e paternalista di Lukashenko, la prospettiva di una "cura" neoliberale, che vorrebbe dire piene libertà economiche per gli imprenditori, diritti formali solo sulla carta e abolizione delle garanzie sociali già ridottissime per i lavoratori.
Questa volta, però, la classe operaia e un grande movimento popolare sono in campo. E fino a che ciò sarà vero, sarà difficile trasformare questa lotta antiautoritaria e sociale in una cospirazione capitalistica.Non è un caso che i sindacati indipendenti chiamino a continuare e a rendere ancor più di massa gli scioperi, dicendo che non si può più tornare indietro, perché solo così sarà possibile contrastare efficacemente la brutale repressione che sta mettendo in campo il regime. La mobilitazione dei lavoratori bielorussi, però, fa paura non solo al regime locale e ai leader occidentali, ma anche a Putin, dato che Bielorussia e Russia sono paesi strettamente legati da un punto di vista storico, culturale ed economico: basti pensare ai loro tessuti produttivi fortemente intrecciati. Per questo c'è il rischio che la mobilitazione possa espandersi, assumendo anche una valenza sovranazionale, mettendo in difficoltà il regime oligarchico russo. Non è un caso che le diplomazie occidentali e russe, si siano già attivate per trovare una soluzione alla crisi.
La vera libertà per i lavoratori e per gli studenti della Bielorussia potrà raggiungersi soltanto se saranno in grado di estendere la loro partecipazione e la loro mobilitazione, costruendo forme di democrazia dal basso nelle aziende e nei quartieri. Per questo c'è bisogno della più ampia convergenza dei lavoratori in lotta e dei sindacati indipendenti per la costruzione di un grande movimento sindacale libero che sappia orientare la lotta dei lavoratori verso un futuro di democrazia, di diritti sociali e di autogoverno.

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