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(it) Unicobas Scuola & Università /Info/Web - PESANTISSIME ACCUSE ALLA CUB

Date Mon, 29 Jun 2020 09:27:17 +0300


UnicobasInfoWeb. 18.6.2020. Sindacalismo "di base": s'erano tanto amati. PESANTISSIME ACCUSE alla CUB da parte dell'SGB. ---- SINDACATO GENERALE DI BASE. Agli iscritti SGB: "Si tratta del coinvolgimento di dirigenti nazionali e locali della Cub in meccanismi di collusione con aziende afferenti alla criminalità organizzata negli appalti del casertano e le modalità con le quali il suo gruppo dirigente ha affrontato la questione... Appare d'obbligo premettere che le prove documentali e testimoniali, alla base delle nostre dichiarazioni sono tutte agli atti della inchiesta che si è aperta a seguito del nostro esposto ed è a disposizione degli inquirenti... Si tratta nello specifico di ditte dell'attuale appalto dei servizi di pulizie dell'ASL di Caserta, e cioè di diversi ospedali, poliambulatori, uffici sanitari di tutta la provincia. L'appalto precedente all'attuale fu annullato e il responsabile dell'azienda arrestato e condannato in via definitiva per mafia e con lui un capoarea: quest'ultimo confermato insieme a tutti gli altri dalla ditta subentrante.

In questa fase di cambio appalto con l'assegnazione all'Associazione Temporanea di Impresa (due aziende di cui una campana con sede ad Ivrea) l'azienda campana ha gestito gli accordi sottoscritti dalla Cub e altri sindacati, mediante cui è stato portato l'orario di lavoro da 6,40 ore a 4 ore (per alcuni lavoratori) e da 4,5 ore a 2,5 ore (per altri lavoratori) generando una perdita del 40% dello stipendio che da 850 euro è passato a 500 euro.

I lavoratori sono stati costretti a sottoscrivere tali contratti dietro minaccia di licenziamento da parte di questi dirigenti sindacali, tuttora con cariche regionali, provinciali e nazionali, che si occupano degli appalti in particolare della nettezza urbana, pulizie e sanificazioni. Questo fatto ha riguardato circa 250 lavoratori e di questi una trentina si sono ribellati e si sono rivolti a noi denunciando un sistema di minacce continuo gestito dai capi area, alcuni dei quali aderenti alla Cub e per i quali vi è il forte sospetto che siano stati designati in tali ruoli anche a seguito di episodi pesantemente intimidatori sfociati in pestaggi."

RELATA REFERO. "Sindacalismo di base"? ECCO IL TUTTO:

SGB SINDACATO GENERALE DI BASE SINDACATO GENERALE DI BASE - SGB Via Zampieri, 10 - 40129 Bologna - Tel 051.389524 - segreteria@sindacatosgb.it -

Agli iscritti SGB.

Sui motivi della mancata confluenza in Cub ci sembra necessario fare precedere l'avvio della discussione congressuale da un chiarimento sulle motivazioni scatenanti la decisione di interrompere il percorso di confluenza in Cub ed il relativo patto d'adesione. Si tratta del coinvolgimento di dirigenti nazionali e locali della Cub in meccanismi di collusione con aziende afferenti alla criminalità organizzata negli appalti del casertano e le modalità con le quali il suo gruppo dirigente ha affrontato la questione. Tutto ciò ha dimostrato una inadeguatezza politica oltre che etica. Un arretramento repentino rispetto ai piccoli passi avanti che avevamo registrato nel processo di confluenza. Appare d'obbligo premettere che le prove documentali e testimoniali, alla base delle nostre dichiarazioni sono tutte agli atti della inchiesta che si è aperta a seguito del nostro esposto ed è a disposizione degli inquirenti. Questi hanno convocato i rappresentanti Sgb firmatari dell'esposto l'ultima volta pochi giorni fa, determinando così la possibilità, di potere finalmente intervenire pubblicamente sull'argomento, seppure con il riserbo dovuto ad una indagine ancora in corso. Si tratta nello specifico di ditte dell'attuale appalto dei servizi di pulizie dell'ASL di Caserta, e cioè di diversi ospedali, poliambulatori, uffici sanitari di tutta la provincia. L'appalto precedente all'attuale fu annullato e il responsabile dell'azienda arrestato e condannato in via definitiva per mafia e con lui un capoarea: quest'ultimo confermato insieme a tutti gli altri dalla ditta subentrante. In questa fase di cambio appalto con l'assegnazione all'Associazione Temporanea di Impresa (due aziende di cui una campana con sede ad Ivrea) l'azienda campana ha gestito gli accordi sottoscritti dalla Cub e altri sindacati, mediante cui è stato portato l'orario di lavoro da 6,40 ore a 4 ore (per alcuni lavoratori) e da 4,5 ore a 2,5 ore (per altri lavoratori) generando una perdita del 40% dello stipendio che da 850 euro è passato a 500 euro. I lavoratori sono stati costretti a sottoscrivere tali contratti dietro minaccia di licenziamento da parte di questi dirigenti sindacali, tuttora con cariche regionali, provinciali e nazionali, che si occupano degli appalti in particolare della nettezza urbana, pulizie e sanificazioni. Questo fatto ha riguardato circa 250 lavoratori e di questi una trentina si sono ribellati e si sono rivolti a noi denunciando un sistema di minacce continuo gestito dai capi area, alcuni dei quali aderenti alla Cub e per i quali vi è il forte sospetto che siano stati designati in tali ruoli anche a seguito di episodi pesantemente intimidatori sfociati in pestaggi.

Una parte delle ore di lavoro "liberate" sono servite per assumere a tempo determinato parenti ed amici dei capi area e dei sindacalisti Cub. Questo accadeva nello stesso momento in cui erano in atto iniziative di sciopero e, successivamente, in costanza di contratto di solidarietà. Periodi questi in cui sarebbe vietato assumere personale ex novo. Contro i lavoratori che si ribellavano veniva messo in atto un sistema di mobbing e di trasferimenti coatti in sedi fino a 200 km di distanza. Inoltre i dipendenti, a turno, venivano fatti mettere in malattia dai capi area, in accordo con i sindacalisti e quindi pagati dall'Inps per 6,40 euro l'ora anziché 4,5 come avveniva nella normalità lavorativa. La differenza veniva poi "riscossa" dai capo area che arrivavano a minacciare i lavoratori anche presso i loro domicili. In questo clima - che fra l'altro ha visto, poco prima che i lavoratori si rivolgessero a Sgb, comparire manifesti anonimi attaccati sulla sede Asl e del comune di Caserta nei quali si denunciavano i comportamenti dei sindacalisti Cub - sono partite vertenze individuali e collettive per annullare gli effetti degli accordi capestro. A queste vertenze hanno corrisposto reazioni minacciose dei capi area arrivate fino al tentativo di licenziamento di uno dei lavoratori più combattivi. In tutto questo periodo, la dirigenza Cub nazionale è stata informata da Sgb sin dalla nostra conferenza di organizzazione e le è stato inutilmente chiesto di intervenire. Dopo diversi mesi, a seguito di un incontro con la segreteria nazionale Cub già avvisata della nostra intenzione di presentare un esposto alla magistratura sui fatti accaduti, siamo riusciti finalmente ad ottenere il 10 gennaio scorso un incontro, nelle intenzioni risolutivo, con il segretario nazionale Cub e la presenza di alcuni lavoratori dell'azienda. L'incontro che si doveva tenere nella sede Sgb di Caserta, all'ultimo momento è stato spostato nella sede di Napoli della Cub. Incontro poi che è cambiato nella forma e negli obiettivi a causa del veto, posto dal segretario nazionale Cub, alla presenza dei lavoratori vittime dei soprusi. Il segretario nazionale Cub si è invece presentato con uno dei sindacalisti firmatari degli accordi in questione ed ha tenuto costantemente una modalità minacciosa nei confronti del nostro rappresentante territoriale. L'incontro non poteva quindi che concludersi male, determinando la conseguente decisione di depositare l'esposto alla magistratura. Successivamente al deposito dell'esposto, e a fronte poi della nostra richiesta di sospensione dalle cariche ricoperte di tutti coloro coinvolti nella vicenda, il gruppo dirigente nazionale Cub ha risposto con un attacco nei nostri confronti e con una ricostruzione falsa ed infamante dell'incontro del 10 gennaio, inventandosi di sana pianta, fra le altre cose, una aggressione fisica al loro segretario nazionale e la presenza all'incontro di un loro dipendente in qualità di testimone.

Queste falsità sono poi state "sostenute" dalla dichiarazione più volte ripetuta in diverse comunicazioni, di averci querelato. Ovviamente queste querele non hanno lasciato alcuna traccia, o più probabilmente non sono mai esistite. Per quanto ci riguarda invece, abbiamo chiesto che tutti gli atti prodotti dalla dirigenza Cub, anche quelli falsi e denigratori, fossero inseriti nel fascicolo dell'inchiesta aperta dopo solo una settimana dalla presentazione dell'esposto. Un, particolare non secondario, riguarda il fatto che i documenti denigratori nei nostri confronti, sono stati palesemente prodotti dalla dirigenza Cub anche in base ad una bozza del nostro esposto di cui non sappiamo come, è venuta in possesso. Tale bozza non era comunque esaustiva rispetto al testo poi depositato e che ripetutamente alcuni dirigenti nazionali Cub, dopo averci accusato di tutto e di più, ci hanno per varie vie chiesto di avere in copia, ricevendo ovviamente solo dinieghi. Con l'apertura dell'inchiesta, il clima si è ulteriormente aggravato e nel mese di febbraio Il nostro rappresentante territoriale, firmatario dell'esposto, ha subito una intimidazione attraverso una "visita bonaria" da parte di un "ambasciatore" che lo "avvisava" del pericolo che correva nel continuare a denunciare l'operato dei rappresentanti Cub. A questa intimidazione abbiamo risposto con una petizione che ha raccolto 7.500 firme e per un po' di tempo non vi sono state più intimidazioni . Dopo un mese però, lo stesso nostro compagno, è stato nuovamente minacciato, questa volta da persone armate, sotto casa sua. La struttura SGB, operante nell'azienda degli appalti in oggetto, ha poi dovuto fare fronte a discriminazioni nei confronti dei propri iscritti, fino a tempi recentissimi, in pieno periodo covid, durante il quale gli stessi sono stati tenuti per lungo tempo e con intento punitivo, senza dispositivi di protezione individuale mentre i delegati Cub si facevano fotografare (in favore dell'azienda) con tutti i dispositivi di protezione individuale in bella mostra. Per quanto attiene invece l'indagine ci risulta stia proseguendo a più vasto raggio. Il cambio di appalto ponte provvisorio di 6 mesi, nato per assumere a tempo indeterminato le assunzioni clientelari di cui abbiamo detto e che si trascina da molti mesi, è di fatto stato bloccato. Le dichiarazioni pubbliche quindi di azienda e sindacati amici, rilasciate a seguito della nostra mobilitazione e con le quali prospettavano che l'appalto sarebbe servito a ripristinare l'orario e i diritti scippati ai lavoratori, si è rivelato essere l'ennesimo bluff. Siamo ancora in un regime di sospensione della Legge sugli appalti che si trascina dietro i diritti dei lavoratori. È ora quindi di riprendere l'iniziativa e il 26 giugno prossimo saremo nuovamente in presidio sotto la ASL di Caserta per chiedere l'annullamento della gara d'appalto ponte a favore di un bando con scadenze ordinarie ed il contestuale ripristino integrale di orari, diritti e tutele contrattuali.

Infine, vogliamo sottolineare che i tentativi di ridurre il tutto ad una questione locale, non solo non rispondono a verità, ma hanno uno scopo auto assolutorio per chi li porta avanti e contemporaneamente denigratorio nei nostri confronti, così come i tentativi di accreditare un presunto ed imminente cambiamento nella federazione campana della Cub. Tutto questo non fa che peggiorare il nostro giudizio su quella parte della dirigenza nazionale Cub allora coinvolta che, vogliamo però specificare, non coinvolge il restante e diffuso corpo militante e di iscritti. Questi fatti, che riteniamo gravi, e l'avviato percorso di fusione (tra due soggetti con pari dignità) trasfigurato in una sorta di annessione per incorporazione hanno determinato la scelta di sospendere prima e interrompere poi il percorso di confluenza in Cub.

Bologna 18/06/2020

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