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(it) unicobas Scuola & Università Documenti: SCUOLA - SOSTEGNO - DISABILITA'

Date Sat, 20 Jun 2020 09:51:27 +0300


Immissione in ruolo immediato dei docenti specializzati sul sostegno E' utile ricordare in primis che l'ordinanza N. 3362/2020 emessa dal Consiglio di Stato chiede al Ministero dell'Istruzione di produrre la documentazione utile volta a dimostrare di aver recepito l'ordine imposto dal TAR del Lazio con la sentenza N. 149/2019 in relazione all'attivazione della rilevazione del fabbisogno nelle singole scuole. ---- L'ordinanza scaturisce affinché si prenda coscienza del fatto che ‘l'Organico di Diritto di Sostegno annualmente stabilito dal Ministero dell'Istruzione è illegittimo e totalmente insufficiente perché non rispetta e non tutela effettivamente le necessità degli alunni disabili.'
La cronica carenza di docenti specializzati sul Sostegno si scontra con l'esigenza di garantire agli alunni con disabilità le opportune competenze di chi insegna e la continuità didattica nell'arco del triennio o del quinquennio scolastico, questioni considerate prioritarie dal MIUR e ribadite dal TAR
del Lazio.
A oggi il ministero non ha ottemperato all'ordine imposto dal TAR con l'inevitabile conseguenza di
avere per l'a.s. 2020/2021 quasi 80000 posti di sostegno attribuiti in deroga.
La strada da percorrere in tal senso è laconversione delle cattedre i deroga in cattedre di diritto.
L'idea alla base della proposta UNICOBAS è quella di garantire un inserimentoa tempo
indeterminato immediato per soli titoli per i docenti in possesso della specializzazione sul
sostegno, (senza passare per il concorso) con la possibilità di inserimento con riserva per gli
specializzandi già a decorrere dall'a.s. 2020/2021.
Riteniamo sia venuto il momento di creare una classe di concorso specifica per il sostegno per
ogni ordine e grado di scuola. Nella quale permanere almeno 10 anni , con la sola possibilità di
utilizzare il passaggio di cattedra (dopo i 10 anni di permanenza) e solo se provvisti di
specifica abilitazione su materia. Inutile nascondere il fatto che molti insegnanti abbiano
utilizzato questo canale per conseguire l'immissione in "ruolo" e successivamente a breve
produrre domanda per andare su cattedra, il tutto a discapito degli alunni DVA. Lo Stato ha
il preciso dovere di tutelare questi soggetti più fragili, garantendo loro continuità.
Ben venga l'immissione in ruolo delle migliaia di attuali docenti specializzati precari; ma occorre
augurarsi ancor di più che il Governo abbia il coraggio di rompere col passato e di varare
definitivamente le nuove classi di concorso per il sostegno, con l'obbligo di permanenza decennale.
Occorre creare quattro nuove classi di concorso per il sostegno, ciascuna per ogni grado di scuola, a
partire da quella dell'infanzia". In questo modo l'insegnante di sostegno rimarrebbe vincolato al
proprio ruolo per un minimo di 10 anni, senza possibilità di utilizzare a breve termine l'immissione
in ruolo su posto di sostegno come transito verso la classe di concorso su posto comune.
Trascorsi i 10 anni i medesimi provvisti di abilitazione su materia potranno grazie al passaggio di
cattedra rientrare su posto comune. Riteniamo che svolgere la professione di insegnante di sostegno
debba essere il risultato di una scelta consapevole e voluta e non semplicemente un ripiego al fine
di ottenere la sede più vicina al luogo di residenza. Lavorare con gli alunni con disabilità richiede
preparazione superiore, e se non è il frutto di una scelta consapevole e voluta,ma semplicemente
una soluzione alla risoluzione di un problema logistico del docente, non farebbe altro che creare
problemi agli alunni, i quali vedrebbero accanto a loro un docente non motivato e pronto ad
abbandonare il proprio incarico nella prospettazione dell'alternativa, che determinerebbe certamente
una lesione del diritto all'istruzione dell'alunno con disabilità, il quale vedrebbe interrotto il suo
percorso di continuità didattica semplicemente perché la scelta del docente è proiettata al proprio
tornaconto personale. Resta comunque garantita la possibilità di chiedere mobilità, assegnazione
provvisoria o utilizzo ai medesimi ma sempre su posto di sostegno per un minimo di 10 anni
consecutivi.Ovviamente il diritto dell'alunno va contemperato con il diritto del docente
all'assegnazione di una sede a lui più vantaggiosa.
In considerazione dell'aumento costante di certificazioni andrà garantito un più congruo numero di
percorsi di specializzazione, affinché si possa garantire la copertura del fabbisogno richiesto con
personale specializzato.
Il parere pubblicato dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, in data 07/04/2020,
pone in evidenza la necessità di un intervento di immissione in ruolo tempestivo, procedendo
alla stabilizzazione di tutti i docenti in possesso di adeguato titolo, al fine di "permettere alle
scuole di operare a pieno regime fin dal primo giorno del prossimo anno scolastico" potendo
contare su "un organico completo e su un corpo docente stabile e motivato", oltreché
qualificato.
A sostegno della nostra tesi possiamo citare anche la Giustizia Amministrativa che, nella
Sentenza del Consiglio di Stato n. 7789/2019, evidenzia quanto segue:
"le eccezioni alla regola del pubblico concorso, oltre che rigorose e limitate, devono comunque
prevedere adeguati accorgimenti idonei a garantire la professionalità del personale assunto
(sentenza n. 149/2010) e rispondere ad una «specifica necessità funzionale»
dell'amministrazione, ovvero a «peculiari e straordinarie ragioni di interesse pubblico»
(sentenza n. 293 del 2009).
Lo stesso Titolo di Specializzazione, già inquadrato come di livello superiore a quello
dell'abilitazione all'insegnamento in una fisiologica prospettiva di progressività dei titoli
(Consiglio di Stato nell'Ordinanza n. 4344/2017), risponderebbe ai requisiti di congruità alla
verifica della professionalità necessaria, essendo connesso all'obiettivo della selezione dei
migliori (Sentenza del Consiglio di Stato n. 7789/2019).
La ratio alla base della nostra proposta sul sostegno è la valorizzazione del merito.
Una selezione basata sul requisito del Titolo di Specializzazione sul Sostegno, avrebbe anche il
vantaggio di consentire la partecipazione dei docenti residenti nelle regioni maggiormente colpite
dall'emergenza COVID-19, rendendo effettivo il principio di parità di trattamento dei candidati.
La necessità di fronteggiare l'emergenza sul Sostegno, di garantire la continuità didattica e di
rispettare gli standard di economicità ed efficienza, principali corollari del buon andamento della
Pubblica Amministrazione, sposa in toto le «specifiche necessità funzionali» nonché le «peculiari e
straordinarie ragioni di interesse pubblico» che acuite dalla grave situazione emergenziale
attraversata dal Paese, derogano alla regola del pubblico concorso.
La rimodulazione, dell'Organico di Diritto sul Sostegno tramite la progressiva conversione delle
cattedre che, tuttora, vengono assegnate in deroga non è più procrastinabile. Appare evidente,
infatti, che le supplenze per il Sostegno non possano essere attribuite anche nei prossimi anni
scolastici a personale privo di Specializzazione. La proposta da noi illustrata si manifesta ancor più
necessaria se si considera il consistente numero di cattedre in deroga ad oggi esistenti, a fronte di un
numero assai contenuto di insegnanti specializzati sulle attività di Sostegno.
Sarà necessario istituire le suddette Graduatorie a partire dall'anno scolastico 2020/2021, offrendo
al contempo a tutti gli Specializzati (ove l'aggiornamento e l'inserimento nelle Graduatorie
d'Istituto di terza fascia non fosse concretizzabile) la possibilità di richiedere una provincia
differente rispetto a quella indicata per le Graduatorie di Istituto relative al
triennio 2017/2020.
Il tutto garantirebbe:
- continuità didattica per gli alunni con disabilità;
- stabilità per i docenti di Sostegno;
- assenza di discriminazione rispetto ai docenti di Sostegno formatisi nei Cicli TFA precedenti, ai
quali verrà comunque garantito il punteggio maturato, attraverso la strutturazione di una nuova
griglia di valutazione dei titoli.

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