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(it) cub.it: Arcelor Mittal: SI PUO' DIFENDERE SALUTE E OCCUPAZIONE

Date Tue, 16 Jun 2020 08:35:49 +0300


FLMU niti Cub Metalmeccanici Telecomunicazioni ---- La Cub ribadisce tre esigenze inscindibili: ---- Difendere l'occupazione.---- Difendere la salute dentro e fuori la fabbrica.---- Mantenere la produzione di acciaio in Italia. ---- Le ricadute occupazionali del piano industriale di Arcelor Mittal presentato al governo rappresentano un disimpegno mascherato dalla gestione degli stabilimenti ex Ilva; I tentativi fatti in direzione di far cambiare la scelta messa per iscritto è un perder tempo. ---- Tanto vale pensare a cosa fare da subito per difendere salute e occupazione. ---- Il vicepresidente della Commissione europea ha detto: "Vogliamo investire lì perché c'è un problema con l'acciaio e il carbone. Se saremo capaci di costruire l'acciaio europeo con l'idrogeno anche a Taranto avremo l'acciaio verde e saremo competitivi". Accogliamo la proposta e discutiamone.
La Cub ribadisce tre esigenze inscindibili:
Difendere l'occupazione. Tra diretti e collegati sono oltre 20.000 i lavoratori che rischiano il posto di lavoro se lo stabilimento dovesse arrivare alla chiusura. Nessun progetto concreto di rioccupazione è realisticamente ipotizzabile e anche le ipotesi di bonifica restano aleatorie se non sostenute dalla lotta dei lavoratori. Laddove sono stati cacciati gli operai, cancellati i protagonisti del conflitto e promessa la bonifica come a Bagnoli non è stato raggiunto nessun risultato.
Difendere la salute dentro e fuori la fabbrica. L'ambiente in Ilva e la salute a Taranto sono strettamente dipendenti non dall'acciaio ma dal processo produttivo che lo produce. Deve quindi essere discussa la tecnologia adatta a superare una condizione certamente inaccettabile e la chiave di volta sta nell'alimentazione degli impianti.
L'economia europea si sta muovendo verso processi di decarbonizzazione e verso politiche industriali volte ad abbassare le emissioni che inquinano e provocano danni alla salute.
Mantenere la produzione di acciaio in Italia. L'Italia manifatturiera, consuma milioni di tonnellate di acciaio l'anno e la scomparsa del suo fornitore principale sarebbe un danno notevole. Molti ritengono che basterebbe comprarlo in Brasile, in india o altrove ma l'inquinamento sarebbe solo spostato su altri e si creerebbero incertezze logistiche e condizioni di fornitura instabili per l'industria metalmeccanica.
Perdere autonomia su una industria di base rappresenterebbe una ulteriore perdita da aggiungere alla deindustrializzazione in atto da anni. L'Italia non può fare a meno della siderurgia, e non può continuare ad ammalarsi e morire di inquinamento.
L'acciaio si può produrre in sicurezza, dei lavoratori e dei cittadini, ammodernando il ciclo così come avviene in altre parti del mondo. Se Arcelor Mittal non è interessata al progetto, vada pure via e lo stato avvii comunque la ristrutturazione degli impianti.
Tutte queste esigenze possono stare insieme se lo stato ritorna a svolgere un ruolo e impone alle imprese anche obblighi sociali. Se ciò vuol dire nazionalizzazione non dobbiamo per questo farci spaventare.
Va aperto da subito il primo grande cantiere di riconversione ambientale; altre opere possono attendere altrimenti Taranto e l'Italia perderanno, dopo la salute, anche il lavoro.

Milano giugno 2020

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https://www.cub.it/images/2020-articoli/20-476-ex-ILVA-cub-riconversione.pdf

https://www.cub.it/index.php/174-organizzazioni-cub/flmuniti-cub-metalmeccanici-telecomunicazioni/13864-si-puo-difendere-salute-e-occupazione
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