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(it) i-f-a: Sintesi del gruppo di lavoro sulle migrazioni e frontiere (ca, en)

Date Tue, 3 Sep 2019 08:05:57 +0300


Sono intervenuti compagni e compagne della FAIb, FAIt, FAO, FA, AF, FLA, IFA-Brazil, APO, El Libertario ---- Questi i punti principali emersi dal confronto: ---- Guerra, cambiamento climatico e povertà hanno innescato, ed innescheranno sempre più, imponenti movimenti migratori dalle aree più sfruttate, oppresse e depredate del pianeta verso quelle economicamente più ricche. ---- I movimenti migratori hanno innescato un processo di globalizzazione della povertà, favorito dagli interessi capitalisti e sostenuto dagli Stati. I migranti, grazie a legislazioni nazionali che rendono difficile, se non impossibile, entrare e risiedere legalmente in un paese ricco, sono sottoposti ad un costante ricatto, che rende più facile imporre condizioni di lavoro peggiori di quelle dei lavoratori autoctoni, elidendo diritti e tutele che in alcuni paesi erano state conquistate dai lavoratori e dalle lavoratrici.
I lavoratori e le lavoratrici immigrate in questi anni hanno garantito lauti profitti agli imprenditori del settore ortofrutticolo, nel settore della logistica e nel lavoro di cura, nell'edilizia, in tutti i lavori pericolosi ed usuranti.
Il capitalismo legale ed illegale ha tratto grandi vantaggi dal loro sfruttamento.
Gli stati e gli interessi capitalistici sono sempre stati selettivi per quel che riguarda la definizione dei confini e i movimenti migratori. In ogni caso, taluni tra gli Stati che in precedenza hanno incoraggiato le migrazioni per profitto, ora si oppongono ai nuovi flussi migratori, sia esterni che interni, facendo leva su sentimenti xenofobi, razzisti e sulla paura verso il povero.
Potenti formazioni sovraniste e nazionaliste, con caratteristiche eminentemente reattive e reazionarie, si sono imposte in diverse aree del pianeta, nel sud come nel nord America e in buona parte dell'Europa. Il peggioramento delle condizioni di vita degli sfruttati ad ogni latitudine favorisce l'emergere di identità escludenti, che trasformano i migranti nel nemico, in modo che la guerra di classe ceda il passo alla guerra fra i poveri.
Solo la solidarietà tra tutti gli sfruttati e tutte le sfruttate può innescare un conflitto in grado di sovvertire l'esistente.
Lungo le frontiere ad ogni latitudine si sta combattendo una guerra senza esclusione di colpi contro la gente in viaggio. In questa guerra sono morte e continuano a morire migliaia e migliaia di persone, di cui moltissimi sono bambini. I confini, aperti per le merci e per chi ha denaro, sono chiusi ermeticamente per i migranti e le migranti.
I fascisti spesso offrono manodopera volontaria alla repressione poliziesca.
Si moltiplicano i muri, i sistemi di controllo, che militarizzano sempre di più lo spazio sociale. Carte di identità elettroniche, raccolta di dati biometrici, utilizzo di droni, telecamere termiche sono soltanto alcuni degli strumenti impiegati per il controllo e la repressione dei e delle migranti. Vengono messe in atto delle strutture ai confini mirano a ottenere la complicità delle popolazioni locali nell'appoggio alla repressione, al fine di trarli all'interno del discorso di uno "stato di polizia".
Le popolazioni indigene e gruppi etnici oppressi migrano dalle aree periferiche e rurali verso le grandi metropoli (migrazione interna) per sfuggire le loro condizioni di povertà, ed esse soffrono la stessa violenza e la discriminazioni dei migranti. La trasformazione del migrante in nemico rende più facile l'imposizione di leggi e dispositivi securitari, che elidono la libertà di tutti e tutte.
Molti governi esternalizzano la repressione dei senza documenti, pagando gli Stati lungo le tante rotte di emigrazione, dove violenze, stupri, torture sono diventati terribilmente normali.
L'Unione Europea ha pagato la Turchia, l'Italia paga la Libia, gli Stati Uniti ricattano il Messico. Molti Stati stringono accordi per respingimenti di massa che rendono impossibile fare richiesta di asilo. Altri hanno abolito la protezione umanitaria e altre forme di tutela.
Le questioni di genere sono il problema principale. Le donne spesso sono oggetto di abusi dalla polizia e vengono separate dai loro figli e dalle loro famiglie. Le donne e le individualità LGBTQIA+ vengono recluse in campi di detenzione ai confini e vengono anche deportati nei loro paesi di origine, dove non sono al sicuro e rischiano altrettanti abusi.
I centri di detenzione per immigrati in attesa di espulsione sono vere prigioni nelle quali si viene rinchiusi senza processo né condanna.
Rappresentano una cesura potente tra chi ha diritti di cittadinanza e chi, non essendo cittadino, vi è escluso.
Negli ultimi anni la lotta contro i centri di detenzione per senza carte ha visto impegnati gli anarchici a fianco dei migranti, le cui lotte, rivolte ed evasioni hanno dimostrato che non c'è gabbia che possa contenere un insopprimibile desiderio di libertà.
In questi anni ad ogni latitudine la democrazia rivela il proprio vero volto, costruendo un vero diritto amministrativo e penale del nemico. Poveri e migranti sono nel mirino: possono subire privazioni anche gravi della libertà proprio perché poveri e migranti.
Riteniamo indispensabile un miglior raccordo e supporto alle lotte contro le frontiere, le deportazioni e i centri di detenzione.
In tal senso auspichiamo un costante scambio di informazioni, la costituzione di più robuste reti tra Federazioni di paesi vicini, la preparazione di meeting lungo le frontiere, che siano occasione di scambio e lotta.
Auspichiamo altresì che si realizzino campagne di lotta comuni, oltre al necessario supporto alle iniziative nei vari paesi.

Al fine di sviluppare e approfondire la discussione e le analisi, proponiamo una riunione internazionale dell'IFA sul tema specifico dell'immigrazione e crediamo che questo debba spingerci a incontrarci sulle località ai confini per azioni concrete di solidarietà.

Contro ogni stato, ogni frontiera, per la libera circolazione di tutte e tutti!

http://www.i-f-a.org.gridhosted.co.uk/2019/08/28/ifa-congress-work-group-on-migration-borders-english-italian-spanish/
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