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(it) FAI Tera Y Libertad #367 - Marussia Bakunin: storia dell'emancipazione di una donna con un cognome imbarazzante (ca) [traduzione automatica]

Date Fri, 22 Feb 2019 09:39:58 +0200


Un'intensa esistenza di Maria, affettuosamente chiamata Marussia, terza figlia di Mikhail Bakunin, riconosciuta dai suoi contemporanei per le sue elevate qualità scientifiche e morali. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1960, il suo nome rimarrà nell'ombra e sarà dimenticato, soprattutto per la forte presenza di figure maschili - colleghi e intellettuali -, compreso il suo amato nipote Renato Caccioppoli, un grande genio della matematica. ---- Nato in Siberia nel 1873, dopo la morte del padre a Berna si trasferisce a Napoli con la famiglia, ospitata dal l'avvocato socialista Carlo GAMBUZZI, un caro amico di Bakunin che vi fornirà tutte le esigenze della famiglia, sposando quindi la vedova di Bakunin. Lo stesso Malatesta lo aveva definito uno dei primi socialisti italiani.
Ed è a Napoli ha fame e costantemente bollente anni precedenti guerra mondiale I dove crescono "i tre figli Bakunin" Carlo, Sofia e Marussia.
La casa di Gambuzzi era un cenacolo culturale e politico.
Tra gli ideali di libertà, gli stimoli individuali, la generosità e l'affetto dell'avvocato, Marussia e i suoi fratelli hanno potuto frequentare le migliori scuole della città.
María si è laureata molto giovane in chimica pura con un lavoro sull'isometria geometrica, un concetto incomprensibile per molti di noi, ma che per lei era come il pane quotidiano.
Costantemente coinvolto nel laboratorio di chimica tra teoria e sperimentazione sul campo, otterrà la cattedra di Chimica organica e il titolo di professore emerito.
Sposerà il suo insegnante, Agostino Oglialoro, direttore dell'Istituto; non avranno figli.
Una foto emblematica del 1896 la immortala con un'ampia gonna lunga, mantiglia e cappello in mezzo a un folto gruppo di laureati; Lei è l'unica donna.
Certamente Marussia portava un cognome imbarazzante e, anche se sembra che non si sia mai definito anarchico, ha indubbiamente un carattere forte e generoso e un grande senso di giustizia, qualità umane e coraggio in abbondanza che ha sempre manifestato in modo coerente. Alcuni aneddoti della sua vita pagano tali budget.
Camminando in un buggy su Via Toledo a Napoli, ha dovuto domare il cavallo infuriato. In un'altra occasione salvò la sorella caduta in un pozzo appendendola con una corda e afferrandola per i capelli.
Durante il fascismo ha rifiutato di avere un figlio, l'introduzione di analisi chimiche vestite di militari, nonostante il decreto che dispone le autorità per avere figli tutti i militari. Definì l'episodio come un buffone, una messinscena patetica, e fu salvato solo dall'intervento provvidenziale del marito.
Si dice che quando i tedeschi bruciarono le biblioteche universitarie, Maria si sedette vicino alle fiamme con le braccia incrociate. Il comandante tedesco, sorpreso dal gesto, diede l'ordine di ritirarsi ei danni furono limitati. Con questo gesto, Benedetto Croce ha voluto nel 1944 a presiedere l'Accademia Pontiana, un'associazione culturale di vecchia creazione che era stato soppresso dal governo fascista.
Nel maggio del 1938, suo nipote Renato, in occasione della visita di Hitler a Napoli, ingaggiò un'orchestra per suonare La Marsigliese. Grazie al suo intervento, Marussia convinse le autorità infuriate, che volevano imprigionarlo, sull'incapacità del nipote di capire e amare, e lo mandò per un po 'in un ospedale psichiatrico.
Anzi, Maria è ricordata soprattutto come la zia di Renato Caccioppoli, figlio di sua sorella Sofia, la cui attività antifascista si manifestava anche con atti sarcastici con i quali prendeva i capelli del regime. Durante il fascismo, dopo il divieto degli uomini che camminavano cani di piccola taglia (per salvaguardare la loro virilità), Caccioppoli passeggiava, per le strade di Napoli, come una forma di risposta, con un gallo con colletto e guinzaglio.
Nel 1914 il ministro Nitti la incaricò di andare a studiare le scuole professionali del Belgio e della Svizzera, considerate all'epoca all'avanguardia nei metodi di insegnamento. La marussia ha notato con amarezza l'esistenza di un insegnamento diverso per maschi e femmine. Per risolvere il problema della scolarizzazione italiana, affermava con determinazione che erano i ricchi che, per mezzo delle tasse, avevano l'onore di pagare per l'educazione dei poveri.
"Né voti né mille preghiere" è una sua famosa affermazione.
Non dobbiamo dimenticare più della sua casa di via Mezzocannone, con i suoi innumerevoli gatti, che, per molti anni, fino alla fine, è stato un punto d'incontro per gli esponenti del mondo culturale, dei perseguitati e dei rifugiati.
A Napoli, dalla sua memoria c'è una targa sulla porta della Facoltà di Chimica e una passeggiata nella periferia.

cavalletta

https://www.nodo50.org/tierraylibertad/367articulo5.html
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