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(it) alternativa libertaria fdca: Governo giallo-verde nel paese dei balocchi

Date Sat, 13 Oct 2018 09:12:01 +0300


Il programma economico del cosiddetto governo del cambiamento (reazionario) prosegue in perfetta esecuzione con i due protagonisti al potere, Di Maio e Salvini, che si alternano nel compiere l'agenda: sparare una stupidaggine al giorno, in modo anche apparentemente casuale, sovraffollando i social e i media con le loro dichiarazioni * shock *, in bilico tra una banalità esasperante e quello che gli strateghi chiamano fuoco di sbarramento per distrarre il nemico. ---- Naturalmente le due forze di governo, M5s e Lega, puntano ognuno a veder realizzati i propri obiettivi simbolo, ma ancora non si è capito come si potrà coniugare le cifre ( si parla di 30 miliardi) con il rigorismo invocato dall'Europa. ----
"In politica economica le parole della politica hanno un peso e negli ultimi mesi le parole sono cambiate molte volte e quello che ora aspettiamo sono fatti." Così si esprimeva Mario Draghi in conferenza stampa a Francoforte al termine della riunione di politica monetaria, riferendosi all'Italia e alle dichiarazioni del suo Governo, che hanno fatto innalzare lo spread.
Sull'Italia e le sue politiche di bilancio, Draghi
ha detto che la Banca centrale europea si
atterrà a ciò che hanno detto il primo ministro
italiano, il ministro dell'economia e il ministro
degli esteri, e cioè che l'Italia rispetterà le regole".
Le promesse, del governo del "cambiamento",
rimangono quindi al palo e la BCE, si è
assicurata la continuità politica sugli indirizzi
di politica economica stabiliti.
Il capitalismo ha le sue ferree regole e la mancanza
di un programma serio di politiche sociali,
farà in modo che a pagarne le conseguenze,
come sempre, saranno i ceti popolari.
La riduzione presunta delle tasse sarà a tutto
vantaggio delle imprese e dei redditi alti, il
reddito di cittadinanza si sta delineando come
un sussidio caritatevole a tempo e con vincoli
di sfruttamento maggiori.
La crisi economica ha posto alle élite la necessità
di dover salvare la baracca, anche a costo
di dover sacrificare tutto il resto del mondo, lo
sfascio del pianeta prosegue e si aggrava sempre
di più cosi come lo smontaggio dei diritti e una
precarizzazione sempre maggiore in tutte le
sfere della vita.
La più grande preoccupazione delle classi dominanti
riguardo la società é investire sulla
repressione e sulle forme di controllo anche
nell'ambito del digitale.
Un programma che il ministro dell'interno
pare ben deciso a promuovere al massimo,
dall'inserimento dei teaser alle misure sul preteso
decoro urbano, alla riapertura dei manicomi.
Una pretesa sicurezza che passa attraverso
la normalizzazione ideologica e il ripristino
di politiche familiari di stampo patriarcale e
reazionario, come dimostra il decreto Pillon e
i soliti attacchi alla 194. E che, allo scadere
dei 5 anni, sarà il vero lascito del presente governo,
oltre alla
vasta collezione
di polemiche, e
di cui si potrà
servire proprio
lui, l'indomito
ministro che
malgrado la
"persecuzione"
della magistra-
tura ha provato ad affrontare le orde degli
invasori scagliandole contro le aristocrazie europee
e che ha promosso la sicurezza e il decoro
nel paese.
Mentre da una parte si fanno promesse,
dall'altra la politica salviniana colpisce i più
deboli: i migranti e, per una presunta politica
di legalità, migliaia di famiglie occupanti che
vengono sbattute in mezzo alla strada.
I proprietari di questi immobili, in maggior
parte, banche, assicurazioni, immobiliari,
fanno marcire nel degrado case vuote da anni
in attesa di tempi migliori per i loro affari
speculativi ora apertamente difesi da questo
governo. La Legalità non sempre va d'accordo
con la Giustizia, la presenza dicase lasciate
vuote per anni si scontra con la necessità e la
legittimità di miglia di famiglie che da anni
ormai rispondono che se la casa è un diritto,
occupare è diventato un dovere per garantire la
propria sopravvivenza.
Senza nessuna remora il ministro e i suoi burocrati,
assieme alla borghesia che rappresentano,
non hanno problemi ad acuire la crisi sociale,
e anzi, ci sguazzano in una distopia orwelliana
in un misto di fango e sangue (della classe
lavoratrice). La riduzione in clandestinità e
l'azzeramento di ogni politica di accoglienza,
oltre a concretizzare un allarme sociale al momento
più invocato che reale, il vero business
dell'immigrazione, grandi profitti con mano
d'opera a basso costo e i soldi passati dall'Unione
Europea per l'integrazione da intascare
e trasformare in gestioni che sostengano le politiche
securitarie e razziste come da promessa
elettorale.
Per chi si ostina a organizzarsi si può sempre
ricorrere ai cecchini e ai manganelli.

Per affrontare questo momento servirebbero,
a quanto pare, dei poteri magici, visto le dimensioni
della sfida che abbiamo davanti.
Purtroppo soltanto la realtà può guidarci: la
nostra forza di cambiamento, ora latente tra
gli sfruttati e le sfruttate, risiede soltanto nelle
nostre braccia, cuori e menti, uniti nella costruzione
di una realtà diversa.
Dobbiamo rispondere: alla dispersione politica
ai discorsi di odio, alla codardia riformista
e agli abbagli spontaneisti, alla macellazione
sociale cui siamo sottoposti ogni giorno, dentro
mezzi di trasporto invivibili e pesantemente
sfruttati nei luoghi di lavoro. L'attività di
militanza di Alternativa Libertaria/fdca si
predispone a questo lento compito, con tutte
le proprie difficoltà e umiltà, di unire il disperso
e organizzare il disorganizzato, nelle
scuole/università, nei quartieri, nei luoghi di
lavoro, ovunque organizzarsi contra la prepotenza
dei padroni, opponendo alla divisione
la solidarietà, affrontando senza remore tutti
i sistemi di oppressione, ovunque si presentino.
Un lavoro lungo e paziente di costruzione
dell'offensiva lenta e inesorabile contro le classi
dominanti. L'accumulo di forza da parte del
proletariato che lotta e conquista, sperimentando
al contempo nuove forme di organizzazione
e di pensare la società (l'autogestione
per esempio), nella necessità di migliorare le
proprie condizioni materiali sul momento ma
al contempo con la coscienza che la società che
vogliamo costruire si prepara oggi e adesso, senza
perdere di vista l'orizzonte rivoluzionario.
È costruire da ora gli strumenti che porteranno
alla dissoluzione dello Stato e del Capitalismo,
non per un'insurrezione fortuita, ma perché le
classi oppresse avranno costruito strutture di
autogoverno sufficientemente forti per dispensare
quelle a cui ci relega la borghesia.Da un
approccio materialistico della storia il mondo
cambia e neanche il capitalismo è eterno
L'Alternativa Libertaria è la costruzione,
mattone dopo mattone, di una società comunista
anarchica L'unica alternativa possibile.
Genova, 20/9/2018
102° Consiglio dei delegati
Alternativa Libertaria/fdca

http://alternativalibertaria.fdca.it/wpAL/wp-content/uploads/2018/10/ottobre18.pdf
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