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(it) germinalts: NO AI CPR IN FVG NE' ALTROVE!

Date Thu, 6 Sep 2018 10:49:38 +0300


Il decreto Minniti-Orlando (https://bit.ly/2mbNZsQ) sulla protezione internazionale e l'immigrazione (2017) prevede, tra le altre cose, l'estensione della rete dei centri di detenzione di migranti "irregolari". ---- I Centri permanenti per il rimpatrio (CPR) sostituiscono i CIE (Centri di identificazione ed espulsione), aumentandone il numero: l'obiettivo della legge è la creazione di 20 CPR (uno per regione), per un totale di 1.600 posti. I CPR - come già i CIE e i CPT - sottopongono a regime di privazione della libertà per il solo fatto di non possedere un permesso di soggiorno. Chi viene rinchiuso nei CPR si trova in uno stato di detenzione, privata/o della libertà personale e sottoposta/o ad un regime di coercizione, subendo giornalmente vari tipi di soprusi da parte dei dipendenti delle cooperative e delle imprese che gestiscono e speculano sui CPR.

La finalità della reclusione nei CPR è formalmente il rimpatrio, opzione inaccettabile per chi si è trovata/o costretta/o a giocarsi la vita per attraversare frontiere; più in generale, la finalità dei CPR è rafforzare il mantenimento di tutta la comunità di non cittadine/i in una condizione di inferiorità legale, terrore, ricattabilità e sfruttabilità. Attualmente sono 5 i CPR aperti in Italia: Bari, Brindisi, Ponte Galeria (Roma), Palazzo San Gervasio (PZ) e Torino. In alcune città dove si intende aprire un CPR - come Montichiari (BS) e Modena - le persone migranti e native stanno creando reti di opposizione e mobilitazioni sul territorio per impedirne l'apertura. In FVG, il presidente Fedriga ha dato la disponibilità all'apertura di ben più di un CPR, accogliendo il sostegno dei sindaci di Trieste, Udine e Gorizia (qui: https://bit.ly/2KhwBN7). Tuttavia la scelta di dove aprire il primo è per ora ricaduta su Gradisca d'Isonzo, dove c'è un ex CIE oggi parzialmente utilizzato come CARA (Centro di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati). Il CPT/CIE di Gradisca, noto per essere tra i più terribili, era stato aperto nel 2006 e chiuso nel 2013 grazie alle rivolte portate avanti dai migranti rinchiusi al suo interno. In queste ultime settimane sono iniziati trasferimenti di persone dal CARA di Gradisca di Isonzo e sono parzialmente cominciati i lavori per adibire la struttura a CPR. Il cantiere è stato direttamente affidato, per un importo pari a 2.750.000.000 euro, al 1° Reparto del Genio dell'Aeronautica Militare, saltando i tempi delle gare d'appalto ed enfatizzando la retorica emergenziale e la pratica di guerra al migrante (vedi qui:https://bit.ly/2LJJkgX). La gestione dell'attuale CARA da parte della cooperativa Minerva, nota per i subdoli mal-trattamenti riservati dai suoi operatori ai richiedenti asilo (LINK VIDEO), scadranno a fine 2018. Gli accordi attuali tra Comune di Gradisca e Regione sono che a quel punto verrà chiuso il CARA ed aperto il CPR ad inizio 2019. Ci opponiamo e ci opporremo totalmente alla creazione e all'apertura di un CPR e sappiamo che unendoci, organizzandoci e coordinandoci tra tutte/i le antirazziste/i e le/i solidali della regione possiamo bloccarne l'apertura. Per questo dopo due partecipati incontri in-formativi organizzati a Trieste contro il CPR lanciamo ora due ulteriori appuntamenti in preparazione di una prima manifestazione regionale. Invitiamo inoltre tutte le realtà e le persone antirazziste in regione ad agire nelle varie città in questo senso.

SABATO 8 SETTEMBRE:
- h. 17:00: PRESIDIO CONTRO L'APERTURA DEL CPR IN PIAZZA UNITÀ D'ITALIA (TRIESTE).
- H. 20:00: ASSEMBLEA REGIONALE PER COORDINARE ATTIVITÀ NELLE VARIE CITTÀ IN PREPARAZIONE DI UNA PRIMA MANIFESTAZIONE A GRADISCA PER METÀ-FINE SETTEMBRE CONTRO L'APERTURA DEL CPR.
- portati dove sederti! -

Assemblea NO CPR

https://germinalts.noblogs.org/post/2018/09/02/no-ai-cpr-in-fvg-ne-altrove/
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