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(it) alas barricadas: [Argentina] Né un senato né una legge ci renderanno liberi - Inviato da Gavroche (en, ca) [traduzione automatica]

Date Thu, 30 Aug 2018 10:48:33 +0300


Testo: Né la terra né le donne sono territori di conquista. Aborto legale per la sovranità per prosperare sui nostri nuovi destini ---- NON UN SENATO, NÉ UNA LEGGE CI RENDERÀ GRATIS ---- Siamo convinti che solo la lotta e l'organizzazione ci danno la libertà. Non vogliamo più morti per aborti clandestini. Ciò che accadde l'8 agosto mostrò l'immensità del movimento femminista e la debolezza e l'esaurimento del parlamento, del sistema del "rappresentante borghese". Pibas, torte e gli uomini trans continueranno abortire, continueremo ad assistere a rendere il più sicuro possibile, però, questi "presunti rappresentanti del popolo" che guadagnano centinaia di migliaia dei quali pesi rappresentano solo il businessmen- lo faranno limitato la possibilità di legalizzare l'aborto. Legalizza il diritto di decidere sui nostri corpi.

Congresso sentito nei discorsi elettorali, cercando di cogliere qualche minuto di "fama" di guadagnare un paio di nuovi voti, sentiamo come abbiamo riso in faccia, come ci denigrato, come mentire, come desinformaban. Abbiamo sentito e visto come un gruppo di persone ciniche, totalmente estranee alla realtà di persone che lavorano seduti in una riunione come prendere il tè a divagare quindi scegliere di continuare con le catene hanno messo nei nostri ventri Che cosa sanno della vita e sceglierli?

Noi siamo quelli che mettono il corpo, quelli che passano il freddo, la fame, la paura, l'umiliazione, il dolore. Noi siamo quelli che portano la spada della "giustizia" - sempre patriarcale e borghese - sul nostro capo, per essere stigmatizzati, criminalizzati, perseguitati. Siamo derubati delle nostre vite in stanze piene di terra con qualunque cosa abbiano a disposizione per eseguire un aborto, dopo aver riempito le loro tasche con i soldi che otteniamo, molte volte, togliendo il piatto di cibo dal tavolo. Piangiamo i compagni che lo Stato uccide condannandoci a nasconderci. Dovevamo organizzarci, per polmone, per poter accompagnare le persone incinte che vogliono decidere del loro corpo e della loro vita. Noi siamo quelli che dobbiamo raccogliere da "un puchitos" e ci destreggiamo per caricare un cellulare, uno sale, compra ciò che è necessario e aiuta il partner che vuole abortire. Siamo noi che trasportiamo decine di casi alle nostre spalle e collassiamo a volte perché chiediamo fino a quando la nostra testa esplode. Dobbiamo rispondere alle chiamate, dare abbracci e lacrime secche perché l'ipocrita condanna sociale pesa sulle ragazze che vogliono decidere cosa sanno dai loro comodi seggiolini?

Sono interessati solo a mantenere il business dell'illegalità che include le pratiche private, il traffico internazionale di farmaci: 15 miliardi di pesos all'anno, solo in Argentina. E in quella rete ci sono i Laboratorios Beta (con sede a Buenos Aires), l'unico che fabbrica e commercializza Misoprostol, un gigante che muove ogni anno un miliardo di pesos con quel monopolio; i medici che fanno pagare tra 30 e 50 mila pesos per eseguire un aborto in una clinica; vogliono solo generare più soldi a spese dei nostri corpi. Oltre a mantenere il potere della Chiesa, quell'istituzione ipocrita, che è piena di denaro dallo Stato e limita la libertà di decidere delle donne incinte e delle persone; ma non dice nulla, ma al contrario, garantisce che i preti violino i bambini.

Dalla ASL chiamiamo, oggi più che mai, raddoppiare il sostegno politico, finanziario e logistico ai Consigli e ai gruppi di donne e sessi dissidenti che accompagnano i casi di aborto. Sono loro che in tutto il paese portano informazioni sicure sull'uso di Misoprostolo e riducono i rischi. Allo stesso modo, come operatori sanitari, dobbiamo solo impegnarci a continuare ad approfondire l'organizzazione sindacale al fine di garantire l'accesso alle interruzioni legali della gravidanza che esistono oggi e ora cercano di adeguarle.

Le strade stanno morendo sempre più verdi, migliaia di compagni sono usciti per combattere. Le strade hanno parlato, e socialmente lo stigma sta iniziando a essere cancellato. Dobbiamo ripensare alla democrazia che vogliamo, chiaramente questo rappresentante non esiste più, le istituzioni di questa democrazia borghese non saranno mai dalla nostra parte. Proprio come lo stato non risolve le crisi, non garantisce nemmeno la libertà di nessuno. Scommettiamo di creare la democrazia diretta della città, di costruire una vera autodifesa e di affrontarci quando la necessità lo richiede. Non siamo più solitari, siamo tutti insieme, siamo milioni.

Su quelli che combattono!

-Azione socialista libertario

https://www.alasbarricadas.org/noticias/node/40585
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