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(it) Gruppo anarchico Cencellada - Femminismo antipunzionale: l'eliminazione della mela marcia non salva l'intero paniere (ca, en) [traduzione automatica]

Date Fri, 6 Jul 2018 07:18:37 +0300


o perché la prigione di alcuni non è la libertà di tutti noi ---- La violenza che viviamo ogni giorno può essere diretta, ma è anche simbolica e strutturale. La violenza istituzionale e il suo impegno sono evidenti in casi recenti come il caso mediatico di La Manada. Nonostante denunciare il bias androcentrica, e perfino misogina di molti dei giudizi, il femminismo non chiede più anni di carcere come una soluzione ai nostri problemi, come prefigurato nella maggior parte dei media, ma sta cercando di Mostra quanto sia scandaloso non considerare questi fatti come una violazione. ---- Non vogliamo riprodurre le dinamiche delle strutture gerarchiche di dominio con le quali ci sottopongono, generando così tante disuguaglianze, e quindi non crediamo che il percorso giudiziario e penale sia l'unica alternativa per le donne. Inoltre, nel caso di donne emigrate o con altri tipi di difficoltà o situazioni, l'accesso alla giustizia può costituire un problema nella loro situazione amministrativa.

La costruzione di problemi sociali in un codice penale impedisce allo Stato di essere ritenuto responsabile delle conseguenze delle sue politiche e facilita il suo uso elettorale per la lotta contro l'insicurezza. il populismo punitiva è una formula politica e criminale conservatore emerse del neoliberismo e applausi proviene in gran parte dalla percezione distorta del funzionamento sociale del sistema carcerario e la sua relazione immaginaria per la sicurezza sulla strada, sfruttando le insicurezze della comunità. Un esempio di questo è il recente uso di omicidi di minori attraverso un discorso populista per la difesa della prigione permanente rimasta. Oggi, lo stupro delle donne entra nella strategia di marketing.

"Adottare l'incarcerazione come strategia è astenersi dal pensare ad altre forme di responsabilità", afferma Angela Davis. La violenza sessista, i problemi sociali, sono problemi collettivi e come tali devono essere coperti. Eliminando la punta visibile dell'iceberg invece intervenire comprende l'intera struttura che è patriarcato ignoriamo che v'è un intero sistema sociale che mantiene e genera e persino vive, di tale violenza e danno luogo assumere eliminato il problema. Il heteropatriarchy funziona perché sembra lo stato naturale delle cose e che punta a certi individui come "strani esseri" o "non-persone" ci avrebbe rilascio come società a qualsiasi responsabilità collettiva e la necessità di fumetti di revisione per ogni persona socializzato come un uomo.

Sono soluzioni facili e veloci a fenomeni complessi, che depoliticizzano i fatti ed eliminano dal discorso il concetto di "oppressione strutturale", contribuendo piuttosto a nulla alla trasformazione sociale a favore del controllo sociale. La Mª Luisa Maqueda critica questo discorso paternalistico affermando che "la" colonizzazione legale "ci priva del controllo sui nostri bisogni e sull'autonomia delle nostre decisioni".

Crediamo in un femminismo per smettere di socializzare come vittime e implementare il sostegno reciproco tra pari e l'autodifesa. Ci manca una struttura auto-organizzante che risponda alle violenze ricevute, ma allo stesso tempo e senza volerlo noi stessi generiamo un altro oltraggio: investiamo gran parte del nostro tempo nel non morire. Quello che vogliamo è vivere.

Valladolid, giugno 2018

http://alasbarricadas.org/noticias/node/40275
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