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(it) Comidad, le news del 31 maggio 2012

Date Fri, 1 Jun 2012 12:45:26 +0200


NEWSCOMIDAD - Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la voce
"Commentario".
DIVINIZZAZIONE DELLA NATO STA PER TERRORISMO DELLA NATO
Prevedibile e puntuale è arrivato il calo di brache di Putin sulla questione
siriana, anche se la diplomazia russa può accampare l'alibi di essere riuscita ad
ottenere dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU una risoluzione che non scarica
completamente la responsabilità della strage di Hula sul regime siriano. Di fatto
anche questa risoluzione può essere oggi usata dalla NATO, e dal suo devoto e
umilissimo servitore - l'inviato ONU Kofi Annan -, come un viatico per un'ulteriore
intensificazione dell'aggressione della stessa NATO; perciò ogni dettaglio ed ogni
sfumatura della risoluzione sulla necessità di ulteriori indagini, sono già andate a
farsi benedire. [1]

Il governo russo dovrebbe sapere molto bene che le risoluzioni ambigue vengono
trasformate dalla NATO in autorizzazioni a far tutto ciò che le pare. Infatti,
appena il giorno dopo l'ambigua risoluzione ONU, i Paesi "occidentali", con la
parziale eccezione della Gran Bretagna, hanno formalizzato il loro stato di guerra
con la Siria cacciando i suoi ambasciatori.

In effetti i resoconti degli osservatori ONU avevano smentito le affermazioni
occidentali, date per scontate sino a qualche giorno fa, le quali raccontavano che
le vittime civili fossero state causate da un bombardamento governativo. Risulta
infatti che molte vittime siano state passate per le armi. A sentire le fiabe
occidentali, i pacifici oppositori del regime siriano, stanchi della repressione,
sarebbero stati costretti a passare alla insurrezione armata. Ma allora le armi chi
gliele ha date? Sembrerebbe proprio che le armi da guerra crescano sugli alberi.

C'era quindi quanto bastava per chiedere da parte della Russia un'inchiesta che
appurasse non soltanto ciò che avviene sul terreno siriano, ma soprattutto da dove
partano le milizie che conducono l'aggressione nei confronti della Siria. Si sarebbe
trattato semplicemente di mettere sul terreno della discussione ciò che ormai è
evidente, e cioè che l'attacco armato alla Siria sta partendo da un Paese della NATO
come la Turchia, e da altri Paesi militarmente coordinati con la NATO, come il
Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita.

Questa ennesima ambiguità diplomatica della Russia non è un compromesso, ma un vero
cedimento, poiché alimenta ancora una volta la fiaba di stretta marca occidentale:
la NATO è considerata come una sorta di entità superiore che nulla ha a che vedere
con le umane miserie, ma che si degna ogni tanto di sporcarsi le mani per andare a
risolvere quelle miserie. Che la NATO possa essersi sporcata le mani ben prima, allo
scopo di creare i pretesti e le circostanze utili alle proprie aggressioni, questa è
un'ipotesi che non può neanche essere presa in considerazione.

Insomma, un terrorismo della NATO in Siria o altrove non esiste, e seppure esistesse
non ci deve riguardare, perché non ti puoi mica mettere a criticare le divinità.

In realtà, proprio il fatto che oggi il potere della NATO sia incontrastato, e venga
addirittura considerato scontato come se facesse parte del paesaggio, dà la misura
della sua crescente e micidiale pericolosità. L'impunità e l'insospettabilità
possono diventare esse stesse dei moventi criminosi, ed oggi la NATO può fare tutto
quello che vuole anche perché non è mai costretta a dare spiegazioni su nulla.

Ogni potere è abuso di potere; il potere non conosce senso di responsabilità o
lungimiranza, tutto in esso è schematico; perciò, se non ha da temere di essere
contrastato o smascherato, non si porrà freni. Tanto più che l'emergenza-terrorismo
e la caccia ai "terroristi" ti gratificano immediatamente con dei bei business
miliardari a spese del contribuente; come, ad esempio, quello dei droni, che vede
ora la collaborazione tra USA e Italia. La NATO non è un'organizzazione
esclusivamente militare, ma è un intreccio affaristico tra militarismo e finanza,
cioè un ente assistenziale per ricchi; e non c'è nessun pretesto migliore del
terrorismo per costringere i poveri a versare l'elemosina ai ricchi. [2]

Anche molti che si dichiarano in astratto avversari della NATO (nemici non si può
dire: sarebbe troppo violento), si rifiutano poi di prendere atto che la NATO è
un'agenzia di destabilizzazione a livello globale; una destabilizzazione che
coinvolge direttamente la situazione interna di molti degli stessi Paesi
"alleati"(sudditi) della stessa NATO. Non esistono mai fenomeni puramente
ideologici, perciò questo stare "contro" la NATO e dentro la NATO corrisponde ad
ambiguità/ubiquità anche per ciò che concerne le frequentazioni e gli sportelli di
pagamento. Un giornalista di presunta origine libica, un certo Farid Adly, ha
scritto un libro che riconfeziona la propaganda NATO sulla Libia in funzione del
pubblico di sinistra. Il libro è falso già dalla copertina, che mostra un "insorto"
in stile Dolce&Gabbana, con sciarpa e chioma al vento. Ebbene, il nostro Farid ha
collaborato con il "Manifesto", con Radio Popolare e con il ... "Corriere della
Sera". [3]

Ci si vuole convincere che il terrorismo è esclusivamente l'arma dei poveri e dei
deboli, mentre i ricchi e potenti queste cose non avrebbero bisogno di farle, perché
sono ad un altro livello. Si dice che anche fra i deboli e i poveri ci sono i
cattivi ed i fanatici, quindi che la minaccia terroristica sia cosa loro sarebbe del
tutto scontato. Quindi non c'è neppure bisogno di dimostrare che Assad abbia
effettivamente bombardato il suo popolo; basta dire che è un dittatore, ed il gioco
è fatto. Un gioco facilissimo, dato che i buoni non esistono e, seppure esistessero,
nessuno li riconoscerebbe come tali; ecco allora che la NATO può arrogarsi il
diritto di aggredire chiunque; ovviamente chiunque sia debole. E gli altri potenti
"emergenti" come la Russia - e i vari BRICS - lasciano fare, perché non si possono
perdere gli affari già avviati. C'è solo da sperare che i militari russi costringano
Putin a tener duro; altrimenti in Siria ci sarà parecchio lavoro per i droni, ed
anche le stragi di bambini non faranno più scandalo, perché opera di dio.

La cattiveria ed il fanatismo dei deboli e dei poveri sono in grado di spiegare
tutto, e rendono credibile ogni fiaba. Ciò vale ovviamente anche per le vicende del
terrorismo nostrano. Il comunicato a firma degli "informali" sull'attentato di
Genova non aveva alcun titolo per essere ritenuto attendibile, perché arrivato a
troppa distanza di tempo dai fatti, e poi perché il mitomane estensore del
comunicato dimostrava di sapere poco o nulla di Ansaldo Nucleare. Tanto più che non
sta scritto da nessuna parte che un attentato debba essere per forza rivendicato. Il
successivo comunicato "informale" del Kommando Bestia poi era talmente ridicolo da
risultare un po' troppo indigesto anche per i nostri media dallo stomaco forte. [4]

Il direttore dell'AISI (un Piccirillo che già sa il fatto suo) piombava allora in
parlamento a proclamare che la minaccia "informale" sarebbe incombente. Si è dovuto
scomodare persino il capo della polizia Manganelli per sostenere l'insostenibile,
pur di fronte all'evidenza che gli estensori dei comunicati sono dei cittadini al di
sotto di ogni sospetto. A conferma del fatto che Manganelli non sa neppure di cosa
parla, c'è anche il dettaglio che egli ha declinato la sigla FAI al maschile: il
FAI. In tal modo Manganelli ha fatto torto non solo alla vera Federazione Anarchica
Italiana fondata nel 1945, ma anche al FAI-Fondo Ambiente Italiano.

Meno male che c'è la solidarietà occidentale contro il terrorismo. Voi non volete
credere che gli "informali" costituiscano una minaccia in Italia?

Peggio per voi. Allora ve li trasformiamo addirittura in una minaccia mondiale,
nella nuova Al Qaeda.

Le autorità di polizia britanniche sono infatti accorse anch'esse a puntellare la
consistenza della minaccia ai giochi olimpici di Londra da parte dei cosiddetti
anarchici informali; proprio quelli che esibiscono il logo con l'ingorgo di
freccette e stellette. La pseudo-notizia ha trovato origine su un giornalaccio
scandalistico di Murdoch (lo stesso dello scandalo delle intercettazioni), ed in
Gran Bretagna non ha avuto risonanza, ma è stata pomposamente rilanciata dai nostri
media, i quali si sono fatti forti dell'avallo delle autorità di polizia
britanniche. [5]

Del resto anche Al Qaeda è un'organizzazione "informale", cioè una
non-organizzazione, in cui qualche decina di deficienti veri fa da copertura a
migliaia di agenti della CIA e di mercenari della SAS. Questa "al-qaedizzazione"
della minaccia anarco-informale fa supporre che i media stiano preparandosi a
fabbricare anche un Magdi Allam in versione anarchica, uno che percorra, una ad una,
le stesse tappe della mistificazione; dapprima spiegandoci la differenza tra
"anarchismo moderato" ed "anarchismo terrorista", poi ammettendo che l'anarchismo è
intrinsecamente violento; ed infine convertendosi e facendosi battezzare in nome del
vero dio: la NATO.


[1]
http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2012/05/28/Siria-strage-Hula-Onu-condanna-Assad-violati-impegni-presi_6942248.html

[2]
http://www.corriere.it/esteri/12_maggio_29/droni-usa-italia-bombe_b464e5f2-a986-11e1-a673-99a9606f0957.shtml

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-30/armano-droni-italiani-063850.shtml?uuid=AbVtRXkF

[3] http://www.ibs.it/code/9788842817864/adly-farid/rivoluzione-libica-dall.html

[4]
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/dopo-gruppo-olga-spunta-kommando-bestia-lettera-minatoria-tempo/240209/

[5]
http://www.repubblica.it/esteri/2012/05/27/news/terrorismo_olimpiadi_minacce_anarchici-36004374/

Un ringraziamento al compagno Pepsy per la segnalazione di link


31 maggio 2012




SEGNALAZIONE


I FANTASMI DEL CAPITALE di Arundhati Roy

Arundhati Roy ha scritto il pluripremiato romanzo Il dio delle piccole cose. Roy e'
anche una giornalista e una militante. "I fantasmi del capitale" è un suo articolo
molto lungo, ma vale la pena darci una occhiata per come viene descritto il business
della povertà, come le multinazionali costituiscono fondazioni che si insinuano in
organizzazioni non governative, istituzioni di beneficenza, volontariato, azioni
umanitarie e soccorrevoli, mettendo in evidenza le funzioni di depistaggio,
corruzione, anestetizzazione e intossicazione delle opposizioni sociali.

(L'articolo è riportato in allegato e nella sezione "Testi di riferimento" del sito
www.comidad.org).


[Da: "webcomidad" <webcomidad -A- comidad.org>]

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