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(it) Lettera aperta al pubblico dagli anarchici prigionieri in Turchia [tr, en]

Date Fri, 1 Jun 2012 12:37:57 +0200


LETTERA APERTA AL PUBBLICO DAGLI ANARCHICI PRIGIONIERI IN TURCHIA
Come si sa il 1 Maggio 2012 si sono verificati degli attacchi da parte
di alcuni anarchici del Blocco Anarchico del Corteo verso banche e
compagnie nei dintorni di Mecidieköy-Şişli. Noi siamo 9 tra le 60 (?)
persone prese in custodia con l'accusa di aver partecipato a questi
attacchi. Come 9 anarchici prigionieri, arrestati per decisione della
Corte Criminale e incarcerati nella prigione Metris Tipo T, scriviamo
questa lettera.
La maggior parte di noi sono stati presi in custodia dalle squadre
della Lotta al Terrorismo la mattina del 14 Maggio alle 5 e alcuni di
noi il giorno successivo. I nostri computer, i nostri telefoni, le
nostre memorie flash, i nostri libri e alcuni altri oggetti personali
sono stati sequestrati dai poliziotti che sono venuti nelle nostre
case e che erano in numero variabile tra 10 e 20. Nel dipartimento di
Lotta al Terrorismo ci è stata rivolta l'accusa di aver danneggiato la
pubblica proprietà in nome di un'organizzazione terroristica. Mentre
queste persone (che si collocano in punti molto differenti del
ventaglio del pensiero anarchico e molte delle quali si sono viste per
la prima volta sotto custodia) sono state accusate di far parte di
un'organizzazione terroristica e di aver organizzato insieme l'azione,
alcune di esse durante gli interrogatori dietro insistenza sono state
costrette ad ammettere di essere i leader di questa organizzazione. A
parte la costruzione delle tragicomiche assurdità che si possono
rilevare (quali l'accusa della polizia agli anarchici di avere un
leader, che è del tutto contraria alla natura dell'anarchismo e quindi
impossibile), questa imputazione con l'accusa a persone che per lo più
non si conoscono affatto di essere membri della stessa organizzazione
terroristica rende le cose ancora più comiche. A casa di nessuna delle
persone accusate di essere membri di un'organizzazione terroristica
sono state trovate armi o munizioni. Ma invece libri che sono stati
trovati nelle case, di autori come Kropotkin, perfettamente legali e
che sono reperibili in qualsiasi libreria del mondo, negli
interrogatori della polizia sono stati considerati e usati contro di
loro come documenti organizzativi. Alcuni articoli relativi a notizie
anarchiche che hanno letto, i video che hanno condiviso su siti come
facebook e altri social network, sono stati presentati al processo
come prove dell'appartenenza a un'organizzazione terroristica.

La militanza su temi come la libertà animale, i diritti dell'individuo
e l'ecologia in qualità di membri di un'associazione del tutto legale
è stata anch'essa indicata come prova di appartenenza a
un'organizzazione terroristica. Queste persone tenute in custodia per
4 giorni senza poter mai vedere la famiglia e nessun altro, senza il
permesso di chiamare nessuno (inclusi gli avvocati), sono state
sottoposte a ogni tipo di pressione psicologica. Uno dei nostri amici
LGBTT a causa della sua tendenza sessuale è stato apostrofato con
discorsi di odio. Tutti i sospettati sono stati costretti ad ammettere
l'esistenza di un'organizzazione terroristica e a denunciare falsità
sul conto di altre persone. Infatti due persone, non resistendo a
queste pressioni, spaventate da minacce come quella che avrebbero
avuto una sentenza di 15-20 anni per l'appartenenza a
un'organizzazione terroristica, hanno deposto contro persone che non
hanno mai conosciuto. Su insistenza della polizia hanno detto di aver
identificato persone che non hanno mai visto nemmeno una volta in vita
loro e tra le quali la polizia non ha trovato alcuna conversazione su
telefoni, internet o altro; hanno accusato alcuni di essere i leader
dell'organizzazione. La maggior parte dei nostri amici sono stati
fermati per una somiglianza con gli accessori delle persone riprese
nei video, dettagli come il modello e persino il colore delle scarpe,
la borsa e la cintura, che possono essere rintracciati in milioni di
persone. Ovviamente queste prove insufficienti e fuori dalla logica
non possono dimostrare l'esistenza di un'organizzazione terroristica
anarchica. Per questo siamo stati solo accusati di danni a proprietà
pubblica. Vogliamo chiarire questo, che rifiutando noi anarchici ogni
legge e autorità, ritenendo tutti gli stati assassini, non è di
nessuna importanza se lo stato dice o meno che siamo terroristi. Ai
nostri occhi non ha nessuna importanza che ci processi uno stato che
ha ucciso decine di innocenti a Roboski, che ha massacrato l'undicenne
Uğur Kaymaz con 13 proiettili e che per queste cose non ha punito
nessuno. Lo stato che ha massacrato 34 persone il 1 Maggio 1977 per
questa carneficina non ha mai neanche messo in custodia nessuno. Ma
questo 1 Maggio per aver rotto i vetri di 3-5 banche non ha avuto
nessun problema a mettere in custodia 60 persone e arrestarne 9. Due
dei nostri amici arrestati non hanno potuto accedere agli esami finali
all'università, prolungheranno i loro studi, c'è anche la possibilità
da parte dell'università di aprire un'inchiesta nei loro confronti e
che siano sospesi o espulsi. Uno dei nostri amici sta preparando
l'esame di ingresso all'università, ed è evidente che non potrà
studiare a sufficienza in prigione. Un nostro amico che sta facendo la
specializzazione per il fatto di essere stato arrestato non potrà
scrivere la sua tesi. Ci è giunta notizia che tre dei nostri amici
dopo essere stati arrestati sono stati cacciati dal lavoro. Sin dalla
nostra detenzione abbiamo sperimentato in prima persona che la
giurisprudenza che lo stato non smette di lodare è un sistema di
oppressione e che non è niente di diverso da uno strumento di
normalizzazione, che concetti come giustizia e diritto restano
soltanto nella teoria, e vogliamo subito essere liberi. Ma nessuno
fraintenda, non preghiamo nessuno e non mendichiamo niente da nessuno.
Siamo consapevoli che siamo qui a causa delle nostre convinzioni
politiche. Per questo non siamo pentiti di nessuna cosa che abbiamo
fatto o non abbiamo fatto. Il nostro scopo è solo che questa lettera
aiuti il pubblico a conoscere la verità.

Sappiamo che lo scopo di chi ci ha arrestato minacciandoci solo per il
fatto di essere anarchici e di non riconoscere le autorità non è fare
una dimostrazione, è trasformarci in persone che hanno paura di
rivendicare i loro minimi diritti. Ma la cosa che loro non sanno è che
le prigioni della loro fetida civiltà non intrappoleranno i nostri
pensieri e che ci sentiamo più forti di sempre.

Consideriamo tutti gli anarchici del mondo nostri fratelli e da Atene
ad Amed (Diyarbakır), dal Chiapas a Gaza, da Toronto a Seattle, a
tutti quelli i cui cuori bruciano del fuoco della libertà, a tutti i
ribelli del mondo, inviamo saluti, affetto e i nostri appelli di
solidarietà. Sappiano che non sono soli, che anche in questo paese ci
sono persone che combattono. Ringraziamo uno per uno tutti quelli che
finora ci hanno mostrato solidarietà e che hanno anche fatto
manifestazioni per noi. Queste pagine non bastano per ringraziare gli
anarchici di questo paese che, come il resto del mondo, sin
dall'inizio hanno solidarizzato con noi e hanno fatto azioni per noi.
Abbracciamo tutti con i nostri saluti più sinceri. Sappiano che siamo
consapevoli che sono al nostro fianco e che neppure un momento ci
sentiamo soli. Con il desiderio di bei giorni da trascorrere in
solidarietà e rivolta..

Prigionieri anarchici

Beyhan Çağrı Tuzcuoğlu
Burak Ercan
Deniz
Emirhan Yavuz
Murat Gümüşkaya
Oğuz Topal
Sinan Gümüş
Ünal Can Tüzüner
Yenal Yağcı

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