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(it) Palermo: : Quella strage non fu un romanzo
Date
Wed, 4 Apr 2012 08:33:42 +0200
Quella strage non fu un romanzo
Di seguito, documento sui fatti di piazza Fontana, distribuito a
Palermo in occasione dell'uscita nelle sale cinematografiche de
"Romanzo di una strage" di Marco Tullio Giordana.
***
QUELLA STRAGE NON FU UN ROMANZO
La memoria dei fatti di piazza Fontana dovrebbe essere un patrimonio
collettivo ben piantato nelle teste e nei cuori di tutti gli italiani.
Eppure, soprattutto tra i più giovani, la conoscenza delle circostanze
legate all’orribile strage del 12 dicembre 1969 non è assolutamente
scontata.
Dietro a questa inconsapevolezza non ci sono soltanto i depistaggi e
le tante menzogne che per anni hanno garantito l’impunità dei
massacratori e dei loro complici, ma ci sono anche i vecchi e nuovi
revisionismi della storia, le speculazioni di chi confonde l’opinione
pubblica per promuovere una irrispettosa “pacificazione” tra vittime e
carnefici.
Quella di piazza Fontana fu una strage di stato. L’estrema destra
fascista, con la regia dei servizi segreti italiani e americani,
massacrò 17 persone e ne ferì 88. Si trattò del primo grande attentato
terroristico (già preceduto da altre provocazioni simili) che inaugurò
la strategia della tensione. In un momento di grande effervescenza
della società italiana (si pensi alle proteste studentesche, alle
lotte dei lavoratori, al profondo cambiamento culturale del paese), la
risposta dello stato doveva essere durissima e spietata: creare un
evento traumatico per terrorizzare l’opinione pubblica, trovare un
capro espiatorio, criminalizzare l’opposizione sociale e soffocare le
lotte di emancipazione attraverso una svolta autoritaria.
Per questa strage furono subito incolpati gli anarchici. Giuseppe
Pinelli, un compagno anarchico che di lavoro faceva il ferroviere, fu
interrogato per tre giorni di seguito su disposizione del commissario
Luigi Calabresi. La sera del 15 dicembre veniva scaraventato dalla
finestra dell’ufficio di Calabresi, al quarto piano della questura di
Milano. La polizia si affrettò a precisare, con una serie di palesi
bugie, che si era trattato di un suicidio dettato dal rimorso. E
invece, Pinelli era innocente, e gli anarchici con quella bomba non
avevano proprio niente a che fare.
La campagna di controinformazione promossa dagli anarchici, dalla
sinistra extraparlamentare e da autorevoli figure della cultura e del
giornalismo del nostro paese riuscì a stabilire la realtà dei fatti:
la bomba l’avevano messa i fascisti per conto dello stato. Dopo un
drammatico calvario processuale, l’anarchico Pietro Valpreda –
accusato di aver piazzato la bomba – fu assolto.
Anche se, dopo quarantadue anni, i veri colpevoli sono rimasti
impuniti (perché difficilmente lo stato condanna se stesso), in
numerose sentenze sono più volte emerse le chiare responsabilità e le
oggettive complicità degli apparati dello stato e della manovalanza
neonazista.
Questa è la storia della strage di stato, e non ce ne sono altre.
Una storia dannatamente vera.
Individualità anarchiche
Gruppo Anarchico “Alfonso Failla” – FAI Palermo
c/o Spazio di Cultura Libert’Aria
via Lungarini, 23 - Palermo
da gruppoanarchicofailla-a-gmail.com
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