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(it) Comidad, le news del 12 agosto 2010

Date Thu, 12 Aug 2010 22:11:01 +0200


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, puà reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce âCommentarioâ e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
A "LA REPUBBLICA" PIACE IL TREMONTI PRIVATIZZATORE
il segretario del Partito Democratico, Bersani, ha dichiarato che la
formazione di un governo Tremonti potrebbe costituire una tappa
necessaria per porre fine al berlusconismo (magari in attesa di un
governo Fini). In effetti l'operazione politica in questione à stata
preparata da un'intervista rilasciata dallo stesso Tremonti a "La
Repubblica", in cui il ministro veniva santificato
dall'intervistatore, che era uno degli esponenti pià autorevoli del
quotidiano, Massimo Giannini.
Il commento, ovvio, che à venuto spontaneo a molti à stato che,
evidentemente, Bersani e "La Repubblica" pensano che persino uno come
Berlusconi abbia il diritto di essere rimpianto. Non c'Ã dubbio
inoltre che l'eventuale caduta di Berlusconi sarebbe presentata come
una sconfitta del suo presunto "populismo", quindi ne deriverebbe un
ottimo alibi per farla pagare a carissimo prezzo a quel popolo che -
sempre secondo la fiaba imposta da "La Repubblica" - lo avrebbe
idolatrato.
In realtà l'ultimo governo Berlusconi à stato già un governo Tremonti
mascherato, dato che il ministro dell'Economia à colui che ha assunto
tutti i provvedimenti significativi, lasciando al suo
fantoccio/prestanome le leggi riguardanti questioni puramente ludiche
e ad personam, come il legittimo impedimento, o la possibilità di
continuare a dire sconcezze al telefono senza il timore di essere
scoperto. Ma la vera impronta politica dell'attuale governo Ã
consistita nell'accelerazione sfrenata delle privatizzazioni,
cominciate con la Legge 133/2008 (il Decreto Tremonti, appunto), che
ha regalato ai privati i patrimoni immobiliari delle Università e
delle aziende idriche.

Il cosiddetto "Federalismo Demaniale" Ã un'altra creatura di Tremonti,
anche se la responsabilità ufficiale à stata lasciata ad una mezza
figura come Calderoli. La "riforma della Scuola" porta a sua volta il
nome della passacarte Gelmini, ma costituisce anch'essa una spinta
alla privatizzazione della Scuola, attraverso il sabotaggio della
istruzione pubblica, nella prospettiva della trasformazione delle
scuole pubbliche in enti che appaltino il servizio a privati. Al
ministro Bondi à stata invece lasciata la responsabilità ufficiale per
la privatizzazione degli Enti Lirici e di altri beni culturali.

Nella sua produzione ideologica, Tremonti à riuscito a fare invidia
anche alle pià scatenate banderuole, ma in fatto di privatizzazioni
puà vantare invece una altrettanto invidiabile coerenza. Tremonti ha
infatti realizzato negli ultimi due anni cià che non gli era riuscito
sei anni fa, cioà mettere le mani sul patrimonio immobiliare pubblico.
A suo tempo la Corte dei Conti aveva bloccato il piano di Tremonti di
alienare il Demanio dello Stato a favore di affaristi privati. La
Corte aveva deciso in base al semplice argomento che non si puÃ
svendere un patrimonio alla decimillesima parte del suo valore solo
perchà all'asta si presenta un solo acquirente che offra una cifra
irrisoria.

Stavolta l'ostacolo della Corte dei Conti à stato aggirato con vari
espedienti giuridici, come le Fondazioni Universitarie, e le
Fondazioni per gli Enti Lirici o per gli Scavi di Pompei. Le
Fondazioni sono società miste pubblico/privato, in cui perà il privato
non ha altra funzione che di rubare, dato che la ricchezza
patrimoniale à messa per intero dallo Stato. Anche il Federalismo
Demaniale costituisce solo una via traversa per cedere i patrimoni
immobiliari pubblici ai privati: i beni demaniali sono stati ceduti a
Comuni e Regioni, e questi enti locali si incaricano di "affidarli" a
ditte private. Cosà la Corte dei Conti non puà mettere i bastoni tra
le ruote, dato che l'affare à di competenza delle autonomie locali e
non pià dello Stato.

Pochi giorni fa la Corte dei Conti aveva bloccato la privatizzazione
della società di navigazione Tirrenia, mettendo allo scoperto che
l'affare era viziato dai consueti giochetti: la sottovalutazione del
valore patrimoniale della societÃ, ed un'asta a cui si presentava un
solo compratore, che rilevava il tutto con quattro soldi. Ma Tremonti
non si à perso d'animo, infatti ha fatto commissariare la Tirrenia,
l'ha screditata di fronte all'utenza sabotando il servizio, ed ora si
prepara a smembrarla ed a cederla pezzettino per pezzettino. Nessuno
si stupirà di sapere che anche la Tirrenia possiede, oltre alle navi,
anche un patrimonio immobiliare sterminato.

Tremonti dice di essere laureato in Giurisprudenza, ma sei anni fa la
sua cultura giuridica si era rivelata decisamente carente, perciÃ
stavolta si à fatto assistere da dei consulenti legali, che gli hanno
fornito gli opportuni cavilli per raggiungere l'agognato obiettivo
delle privatizzazioni. Nel 2001 Tremonti era riuscito ad imporre la
privatizzazione dei patrimoni immobiliari degli enti previdenziali,
INPS e INPDAP, ma queste privatizzazioni avrebbero dovuto essere
concluse nel 2008, e invece sono andate a rilento per i soliti
ostacoli legali; perciÃ, anche in questo ramo, i consulenti "legali"
di Tremonti dovranno escogitare qualcosa.

Il fatto à che non si sono mai verificate nella Storia privatizzazioni
"pulite", in cui sia stato rispettato il cosiddetto "profilo della
congruitÃ", cioà la corrispondenza del prezzo di acquisto
all'effettivo valore del bene acquistato. Nel processo secolare di
costruzione della rete di infrastrutture (strade, ferrovie, ponti,
acquedotti, ecc.), gli Stati e gli altri enti pubblici hanno dovuto
acquisire e valorizzare un enorme patrimonio demaniale. Le ricchezze
private, a loro volta, hanno sempre trovato la loro fonte e la loro
origine nel furto di questi beni demaniali, cià attraverso la
complicità dei governi o di altri pubblici poteri, i quali spesso
hanno continuato ad assistere i ladri anche dopo il furto, permettendo
loro di gestire il patrimonio rubato grazie a sussidi, finanziamenti a
fondo perduto, sgravi fiscali, ecc.

I ricchi hanno ovviamente avvolto l'origine e i metodi illegali con
cui riproducono la loro ricchezza in un alone mitologico e
propagandistico, che ne ha occultato il carattere criminale. Questo
monopolio ideologico da parte dei ricchi ha finito per condizionare e
manipolare le stesse opposizioni socialiste e comuniste, percià spesso
non ci si opponeva al capitalismo reale - quello dell'affarismo
criminale assistito dallo Stato -, ma ad un suo fantasma idealizzato.
Il senso comune continua cosà a considerare l'onestà un lusso dei
ricchi, ed ignora che in effetti il crimine costituisce l'interesse di
classe e la coscienza di classe della borghesia affaristica. Nel 1970
il sociologo/criminologo americano Richard Quinney pubblicà un libro,
"La realtà sociale del crimine", in cui, dati alla mano, dimostrava
che la stragrande maggioranza dei reati non à commessa da poveri, ma
dai ricchi ed, in genere, dai cosiddetti "colletti bianchi", e che
perÃ, di questa realtÃ, non esiste una consapevolezza sociale, proprio
a causa della potenza propagandistica dei ricchi.

Allorchà un Paese à soggetto ad una pressione coloniale da parte delle
multinazionali, la prima preda del colonialismo sono proprio i Demani
dello Stato. Non a caso il Fondo Monetario Internazionale pone la
privatizzazione dei patrimoni pubblici come prima condizione per i
suoi prestiti ai Paesi del cosiddetto Terzo Mondo. Ma quando si tratti
di Paesi industriali che non dipendono dai prestiti internazionali,
come nel caso dell'Italia, il FMI ha a disposizione altre tecniche di
colonizzazione, quali l'infiltrazione, la corruzione e la cooptazione
delle classi dirigenti. E del resto un Paese come l'Italia, che ha sul
suo territorio qualcosa come centoquindici basi militari USA o NATO,
certo non puà brillare per spirito di indipendenza.

L'anno scorso si à celebrato il ventennale della caduta del Muro di
Berlino, e ci à stato detto che dovevamo gioire per la fine del
comunismo. Ma poi non ci si à spiegato come mai, dopo le "vittime del
comunismo", ci sono state anche le vittime della fine del comunismo,
tra cui la "socialdemocrazia europea", lo Stato sociale europeo, e
persino l'indipendenza economica dell'Europa, che à stata
"terzomondizzata" al punto da diventare una colonia ufficiale del
Fondo Monetario Internazionale. Anche mentre farneticava di tesi
no-global nelle interviste, Tremonti infatti ha sempre seguito alla
lettera l'agenda delle privatizzazioni dettata dal FMI, e ciÃ
costituisce un oggettivo indizio circa il motivo delle sue personali
fortune politiche e mediatiche.

Perchà allora "La Repubblica" non ci ha detto niente delle
privatizzazioni di Tremonti, quando lo ha posto sugli altari?

Sicuramente perchà a queste privatizzazioni à interessato anche De
Benedetti, il padrone de "La Repubblica" (quando si dice il "conflitto
d'interessi"!), ma bisogna constatare che, salvo l'iniziativa
episodica di alcuni giornalisti, non esiste in generale
un'informazione su questo tema. A posteriori qualche quotidiano
ammetterà che la tale o tal'altra privatizzazione à stata fatta in
modo sospetto, ma la colpa sarà sempre scaricata sul "capitalismo
straccione all'italiana", dato che il dogma delle privatizzazioni in
quanto tale non puà mai essere messo in discussione. La "libera
stampa" costituisce quindi una di quelle mistificazioni di supporto
alla mistificazione principale, quella dell'origine "produttiva" della
ricchezza privata.

12 agosto 2010
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