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(it) Comidad, le news del 5 agosto 2010

Date Fri, 6 Aug 2010 09:34:48 +0200


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, puà reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce âCommentarioâ e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
LE COSPIRAZIONI CRIMINALI DELLA GUERRA DI CLASSE DEI RICCHI CONTRO I POVERI
Lo scandalo giudiziario della associazione affaristica soprannominata
"P3", Ã stata l'occasione per il ceto politico e per i media per
riproporre lo slogan della cosiddetta "questione morale". Questa
formula à perà qualcosa di pià di un semplice slogan della propaganda,
infatti rientra nei meccanismi della "falsa coscienza", cioà una
visione del mondo che la maggioranza delle persone adotta
involontariamente in funzione auto-protettiva. "Questione morale" Ã
una formula invocata da molti per credere di trovarsi di fronte ad una
patologia del sistema, e non al suo fisiologico modo di funzionare.

L'affarismo criminale costituisce un'espressione della guerra di
classe dei ricchi contro i poveri, e consiste nello sfruttare le
occasioni derivanti dall'occupare una posizione di potere legale che,
di per sÃ, comporta anche molteplici opportunità di aggiramento e
violazione della legge. "Affarismo criminale" Ã una di quelle
espressioni che in grammatica e retorica si definiscono come
"pleonasmi", cioà ripetizioni/rafforzamenti di uno stesso significato.
Non possono esistere infatti "affari legali", in quanto il di pià di
guadagno, rispetto ad una lecita transazione commerciale o
finanziaria, deriva sempre dalla possibilità di violare una legge.

Nessuna legge puà consentire tout court di derubare i poveri, ma il
fatto di gestire la legge consente di mettere in atto tutti gli
accorgimenti utili a violarla ed a raggiungere il risultato voluto.
Noam Chomsky ha messo in evidenza come negli anni '80
l'Amministrazione Reagan e i grandi gruppi industriali/finanziari
statunitensi si siano accordati per violare sistematicamente la
legislazione sul lavoro, lasciandola disapplicata, o applicandola in
modo rovesciato. Il piano non avrebbe potuto funzionare se alla
cospirazione criminale non avesse partecipato anche la magistratura,
in particolare le Corti Supreme dei vari Stati e la Corte Suprema
federale.

Allo stesso modo, nessuna legge puà esplicitamente stanziare dei fondi
per finanziare la delocalizzazione delle produzioni in altri Paesi, ma
un governo puà chiudere un occhio se dei fondi pubblici legalmente
destinati all'innovazione tecnologica in loco delle industrie private,
vengono invece dirottati all'estero. Ed à infatti cià che accade
abitualmente dagli anni '80, non soltanto negli USA, ma anche in
Italia; anzi sembra la storia della FIAT.

La stampa anglosassone oggi plaude a Marchionne, che si sarebbe deciso
finalmente ad adottare un trattamento "American Style" nei confronti
dei lavoratori italiani, facendo fare una figura da imbecille al
governatore del Piemonte, Cota, che aveva detto che i bravi lavoratori
di Mirafiori, a differenza di quelli di Pomigliano e Termini Imerese,
non rischiavano nulla. In realtÃ, in fatto di frode sistematica nei
confronti dei diritti del lavoro, l' "Italian Style" non à mai stato
da meno di quello americano.

La pur blanda legislazione anti-infortunistica sul lavoro oggi vigente
in Italia, viene lasciata disapplicata dai governi che avrebbero il
compito di vigilare, e cià per consentire alle imprese di risparmiare
sui costi di produzione. Il carico finanziario dell'assistenza agli
infortunati che sopravvivono, viene poi scaricato sulle pensioni di
invaliditÃ, pagate dai contributi dei lavoratori. Non à l'unico caso
in cui l'assistenza viene usata illegalmente per finanziare le
imprese, dato che il governo consente sistematicamente al padronato di
ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni (pagata dai contributi dei
lavoratori) per disfarsi temporaneamente di una parte dei dipendenti,
sfruttando poi maggiormente i lavoratori rimasti in azienda tramite
gli straordinari. Un bel risparmio netto sul costo del lavoro,
ottenuto attraverso un saccheggio illegale della previdenza pubblica.

Le cospirazioni criminali costituiscono quindi pratiche comuni nella
guerra di classe dei ricchi contro i poveri, e cià che viene alla luce
attraverso le inchieste giudiziarie riguarda il livello intermedio (o
basso, come nel caso della "P3") delle cospirazioni, quello in cui
vanno a confliggere gli interessi di cosche affaristiche diverse; ma
il delitto non emerge mai quando esso corrisponde all'interesse del
padronato nel suo insieme. Questo à il motivo per il quale non ci sono
inchieste giudiziarie che riguardino il Fondo Monetario Internazionale
o la Confindustria, che pure sono quegli organismi che gestiscono in
prima persona, insieme con i governi, il delitto che viene compiuto in
nome dell'interesse comune del padronato.

Esistono teorie cospirazionistiche ingenue che attribuiscono la
cospirazione ad un'unica centrale che si riproduce attraverso i
secoli; ma anche questa visione à l'effetto di una falsa coscienza che
vorrebbe scaricare la responsabilità di tutto su una patologia
esterna al sistema, che sia riuscita ad impadronirsi del sistema
stesso. In realtà i ricchi cospirano contro i poveri senza che nessuno
glielo ordini o glielo suggerisca, in base al semplice principio che i
proventi del delitto possono consentire di comprarsi anche la legge.

Le cospirazioni criminali diventano inoltre corruzione epidemica, un
vero e proprio meccanismo di controllo sociale, che stratifica i gradi
di complicitÃ. Le sedicenti "riforme" che imperversano da trenta anni
in Italia, determinano un caos diffuso nella Pubblica Amministrazione,
che moltiplica e veicola le opportunità criminali anche per i livelli
medio-bassi dei cosiddetti colletti bianchi. Defraudare qualcuno dei
suoi diritti diventa molto pià facile quando la "riforma" ti
rifornisce di strumenti di potere, di possibilità di abusarne, ed
anche di alibi efficientistici per mascherare ogni sopruso.

Il termine "riforma", in questo significato di destabilizzazione a
fini di affarismo criminale, fu adottato e lanciato alla fine degli
anni '70 da organismi internazionali come il Fondo Monetario
Internazionale, la Banca Mondiale e l'Organizzazione per la
Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Per imitazione, il
termine "riforma", in questo senso distorto, Ã poi penetrato nel
linguaggio politico dei vari Stati. Si comprende percià che oggi
definizioni come "riformista" o "riformatore" hanno assunto lo stesso
significato di "occidentale", indicano cioà una condizione di
sudditanza coloniale e di pratica criminale. Il colonialismo necessita
prioritariamente di destabilizzare il tessuto sociale del Paese da
colonizzare, rompendo le garanzie sociali preesistenti, e
sostituendole con una rete di complicità e collaborazionismi, cioà di
cospirazioni criminali; o, se si vuole usare una locuzione pià consona
al linguaggio giuridico italiano, associazioni a delinquere.

Il potere mondiale degli Stati Uniti si fonda infatti non soltanto
sulla aggressività militare, ma soprattutto su questa alleanza
organica con le cleptocrazie dei vari Paesi. Ormai à chiaro a tutti
che gli Stati Uniti non possiedono la potenza militare che si
illudevano di avere negli anni '50 e '60, ed infatti non riescono mai
a vincere le loro guerre. Le continue aggressioni militari
statunitensi sortiscono comunque l'effetto di destabilizzare e
corrompere gran parte del tessuto sociale dei Paesi occupati,
generando una serie di relazioni con i gruppi reazionari e criminali,
che si costituiscono in cleptocrazie, ceti dominanti che vedono negli
Stati Uniti il loro naturale protettore e punto di riferimento. La
guerra di classe globale degli Stati Uniti riesce cioà a collegarsi
con le guerre di classe interne ai vari Paesi, costituendo stabili
alleanze.

In questo senso, le basi militari USA e NATO non sempre rivestono una
funzione militare in senso stretto, ma costituiscono zone franche per
ogni genere di traffico illegale, in cui la criminalità locale possa
trovare un riferimento ed un asilo. Delle oltre cento basi militari
USA e NATO in Italia, poche infatti possono davvero esibire un
personale ed un armamento adeguati, che ne giustifichino la funzione
militare.

Analogamente, la pià grande base militare statunitense all'estero,
Bondsteel in Kosovo, risulta essere soprattutto un aeroporto ed un
ammasso di magazzini e capannoni, in cui vengono detenute merci di
contrabbando e persone sequestrate. Il Kosovo costituisce il caso di
uno Stato coloniale creato in funzione di una base militare straniera,
ed esplicitamente governato e gestito dalla criminalità organizzata; Ã
un caso talmente evidente e macroscopico che non puà essere digerito
nell'ambito della formula della "questione morale", quindi si
preferisce semplicemente far finta di nulla.

5 agosto 2010
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