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(it) Comunicato Comm. Sind. FdCA: FIAT. Contro il comando del capitale, solidarietà operaia

Date Wed, 4 Aug 2010 00:53:08 +0200


Sono anni che il padronato italico vuole adeguare le normative e la
prassi aziendali al vento liberista anglosassone.
Più recentemente si è trattato di tentativi per eliminare l'anomalia
italiana, la FIOM, ma anche molto sindacalismo, quali titolari di
funzioni aziendali che vanno dall'intervento nell'organizzazione del
lavoro alla contrattazione di modalità di esecuzioni, di carichi di
fatica e straordinari, ma anche qualifiche e carriere.
L'obiettivo padronale è quello di limitare il ruolo sindacale alla
semplice contrattazione del prezzo di vendità della forza-lavoro, il
comando sul lavoro vivo torna al CAPITALE. Nessun margine di azione ai
delegati. Il sindacato può ben gestire il Cral, il fondo pensioni,
quello sanitario, ma deve cessare di essere agente contrattuale anche
su qualità ambientali, lavori usuranti, sicurezza sul lavoro.

FIAT diventa così punta di diamante della Confindustria, della
controriforma sui diritti dei lavoratori, accelera un disegno che il
governo tarda a concretizzare e che la mediazione con le parti sociali
non recepisce se non su tempi biblici. Così facendo, FIAT spiazza i
sindacati tutti, incluso Epifani che ha bisogno di tempo per
trasformazioni così drastiche e impolitiche. Il nuovo modello
contrattuale rivela tutte le implicazioni sottointese alla stesura del
gennaio 2009. Il re è nudo.

Ma quanti sono disponibili a subire questa imposizione?

Marchionne accelererà con i licenziamenti di delegati perché scopre
che non solo nei referendum, ma anche negli scioperi l'opposizione
FIOM trova consensi più ampli degli iscritti abituali, nonostante le
difficoltà a partecipare a scioperi dopo mesi di cassa integrazione
passata e futura.

L'unica disdetta immediata è quella sui permessi aziendali e
sindacali, con immaginabili molti mal di pancia di delegati della
burocrazia sindacale anche concertativa: che senso ha iscrivirsi al
sindacato e fare il delegato se si riducono i "privilegi" del ruolo?

Ma non doveva essere Brunetta a fare da apripista nel pubblico? La
guerra di un Uomo contro lacci e lacciuoli, novello Ercole?

Avanziamo alcune ipotesi sulle prossime settimane.

La prima. Dopo lo scorporo del settore auto dagli altri settori,
Marchionne vuole aumentare il valore azionario della FIAT con progetti
stratosferici di investimenti oculati e mirati per profitti futuri
magnifici. Così valorizza il prezzo degli azionisti storici e porta
all'incasso le sue azioni personali. Nel contempo aumenta il debito
con le banche che sono contente dell'incremento del "valore" FIAT.

La seconda. Marchionne rincompatta il fronte Confindustria contro
l'inefficenza del governo ed accelera in tempi meno paludosi una
rivoluzione delle relazioni industriali con vari attori compiacenti. A
Detroit con Obama dice: "FIAT fa quello che il governo (italiano) non
fa"; un progetto di crescita industriale per il paese. Batte cassa per
ottenere il sostegno a prossima rottamazione, visto che il mercato
europeo è molto fiacco per il settore auto piccola-media cilindrata.

Intanto... con strano tempismo si crea la rottura tra Fini e
Berlusconi, forse si prepara il terreno per la discesa in campo di un
uomo di Confindustria? Si potrebbero creare così le condizioni per
costringere i governi (presente e futuro) a destinare i famosi 30
miliardi chiesti dalla Marcegaglia per reggere alla competizione.

Altrimenti si dimostrerebbero le difficoltà di fare impresa in Italia,
soprattutto se si è senza soldi, alimentando l'alibi a non fare nulla!

Una cosa è certa: la concertazione è finita, l'impresa è oggi cardine
dell'economia ed ogni altro attore lo è davvero solo se dentro di essa
e se assume l'impresa come il solo luogo per recitare il suo copione:
come azionista, come dirigente, come lavoratore.

A meno che, attorno ai soggetti ed agli organismi collettivi e di base
in FIAT e nelle altre aziende, non si coaguli una mobilitazione ed un
movimento di solidarietà politica, sociale e sindacale che contrasti
oggi il progetto di Marchionne e del governo e ricostruisca autonomia,
dignità e libertà di azione sindacale dal basso, in ogni fabbrica in
ogni categoria. A questo lavorano gli attivisti sindacali anarchici e
libertari.

Commissione Sindacale
Federazione dei Comunisti Anarchici - FdCA

3 agosto 2010

http://www.fdca.it
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