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(it) Il Movimento Operaio Anarchico nel Perà (1890-1930)

Date Wed, 21 Jul 2010 11:44:39 +0200


Il Movimento Operaio Anarchico nel Perà (1890-1930)
JoÃl Delhom
Università de Bretagne-Sud
CRELLIC-LIRA
Relazione presentata nel Congresso annuale della Society for Latin
American Studies, University of Birmingham, 6-8 avril 2001, sessione
Labour History and the History of Labour in Latin America
L'auge economico, tuttavia, produsse un nuovo tipo di lavoratore
urbano-industriale o rurale-industriale, sociologicamente differente
dell'artigiano o del contadino tradizionali e sottomesso a nuove forme
di relazioni lavorative. Guidato dall'esperienza dei suoi primi
conflitti e per una stampa liberale radicale che propugnava la
costituzione di Sociedad de Resistencia, quel proletariato adottÃ
gradualmente nuove forme di lotta ed organizzazione, lontane del
classico mutualismo. Questo entrà in una tappa di decadenza a partire
da 1910, mentre le prime organizzazioni anarchiche orientavano i
conflitti lavorativi del proletariato, opporsisi alla strategia della
ConfederaciÃn de Artesanos âUniÃn Universalâ (CAUU). Egemonico fino a
1920, l'anarco-sindacalismo incomincià allora ad essere discusso dai
marxisti che conquistarono la direzione del movimento operaio a
partire da 1926.


Nascita del sindacalismo anarchico

à probabile che l'immigrazione di alcuni militanti operai aiutassero
all'organizzazione del proletariato peruviano; si à menzionato per
esempio a due spagnoli, ad un argentino ed un cileno. Pià tardi, in
1912, anno in cui si organizzà uno sciopero generale, arrivarono anche
due italiani cosà come un argentino, i tre delegati della FederaciÃn
Obrera Regional Argentina. Ma l'impulso organizzatore non venne dello
straniero. Da finali del secolo XIX, esistevano vincoli tra alcuni
dirigenti operai e la massoneria o, di forma pià ampia, i gruppi di
propaganda liberale, i quali si impegnarono ad elevare la condizione
intellettuale, morale ed economica dei lavoratori. Ã un aspetto che
merita investigazioni complementari, benchà siano già abbastanza
significative le relazioni tra il dentista, membro della Gran Logia
MasÃnica del PerÃ, Christian Dam ed il panettiere Manuel Caracciolo
LÃvano, uno dei pià distaccati militanti anarco-sindacalisti; tra il
giornalista direttore di La Idea Libre, Glicerio Tassara, e il gruppo
che edito La Protesta; tra il musicista Josà B. Ugarte ed il Centro di
Studi Sociali 1Â de Mayo. La Lega de Libres Pensadores, costituite da
C.Dam, si dedicavano all'educazione e all'assistenza dei lavoratori;
d'altra parte, Dam e Ugarte erano stati membri fondatori del partito
radicale UniÃn Nacional, creato dallo scrittore Manuel GonzÃlez Prada
in 1891 ed il cui programma ostentava un chiaro compromesso sociale.
Distaccato lavoro di coscientizzazione ed educazione di classe ebbero
allora alcuni pubblicazioni liberali di critica sociopolitica: La Luz
ElÃctrica (1886-1897), Integridad (1889-1891), Germinal (1889;
1901-1906), El Libre Pensamiento (1896-1904), La Idea Libre
(1900-1920), prima che apparissero organi di definita orientazione
anarchica: Los Parias (1904-1910), La Simiente Roja (Â1905-1907?), El
Hambriento (Â1905-1910?), Humanidad (1906-1907), El Oprimido
(Â1907-1909?) e La Protesta (1911-1926).

Il primo caso di azione rivendicativa che utilizza lo sciopero come
mezzo di pressione lo costituisce lo scipero dei tipografi per
miglioramenti salariali in dicembre di 1883. Ma fu probabilmente lo
sciopero dei panettieri di Lima, in gennaio di 1887, quella che ebbe
maggiori ripercussioni conducendo alla creazione, in aprile dello
stesso anno, della Sociedad Obrera de Panaderos "Estrella del PerÃ",
un'organizzazione che svolse un ruolo precursore nella formazione
della coscienza di classe del proletariato. In 1896 succedà il primo
gran conflitto industriale: lo sciopero i tessitori di Vitarte
(agosto), seguita dai movimenti dei tabaccai (settembre), i tipografi
(settembre), ed i pasticcieri della capitale. Gli operai di quelle
industrie incominciavano già ad essere influenzati da alcuni leader
anarchici. I tabaccai, per esempio, non dubitarono di distruggere il
nuovo macchinario che causava disoccupazione. Quel tipo di azioni
luddiste erano eccezionali ed i lavoratori normalmente ricorrevano
alla mediazione di politici (deputati, ministri e perfino presidente
della Repubblica) che non ostacolava una severa repressione. Il nuovo
secolo si aprà a Lima con lo sciopero degli autisti in gennaio di 1900
e, soprattutto, l'esitoso sciopero dei panettieri in aprile-maggio
di1901. Benchà ricorressero anche a commissioni di arbitraggio, gli
ultimi organizzarono di forma esemplare la solidarietà del gremio e
tentarono di ostacolare il funzionamento delle imprese di
panificazione. 1904, anno di forte rialzo dei prezzi delle
sussistenze, fu determinante per la maturazione ideologica: la
Sociedad Obrera de Panaderos, diretta da Manuel C. LÃvano disaderito
della CAUU e passà a chiamarsi FederaciÃn de Obreros Panaderos
''Estrella del PerÃ'', cedendo il primo passo verso un sindacalismo
moderno che rappresentasse gli interessi del proletariato. La
separazione si doveva al rifiuto delle pratiche collaborazioniste
della ConfederaciÃn de Artesanos. I panettieri adottarono come
obiettivo la giornata di otto ore e celebrarono in 1905 per la prima
volta nel paese, la festa del Primo Maggio. In marzo di 1904
incomincià anche ad essere pubblicato a Lima il mensile Los Parias che
fu la prima pubblicazione acrata importante del paese. Principalmente
animata da M. GonzÃlez Prada, era favorevole al sindacalismo ed
aspirava al "comunismo proletario." In maggio, lo sciopero dei
braccianti del Callao, prima in costargli la vita ad un lavoratore,
costituà inoltre un'importante esperienza di lotta e di solidarietà di
classe, benchà fosse risolta grazie all'intervento del presidente
AndrÃs A. Caceres.


Contributo concettuale di GonzÃlez Prada

Tutti gli storici menzionano il ruolo determinante di Manuel GonzÃlez
Prada nella formazione ideologica dei lavoratori del PerÃ, ma fino ad
ora non à stato analizzato attentamente il tenore della sua
contribuzione. Da fini degli anni 1880, GonzÃlez Prada si era
guadagnato una fama di inconforme opposto alle oligarchie, al
caudillismo ed il clero. Quando ritornà dall'Europa, in 1898, la sua
popolarità fu crescendo a causa del tono molto radicale delle sue
critiche ai poteri stabiliti. Nel suo discorso di agosto di 1898 nel
locale dell'UniÃn Nacional, il saggista aveva designato l'operaio ed
il contadino come la parte sana del paese. La settimana seguente, il
suo amico C. Dam l'invità a dare un'altra conferenza nella Lega de
Libres Pensadores che fu ostacolata dal governo. Ideologicamente, i
due uomini evolsero di forma simile, passando del liberalismo radicale
all'anarchismo, del quale furono alcuni dei primi propagandisti a
Lima. La Lega svolgeva un ruolo di educazione popolare e
coscientizzazione politica mediante riunioni pubbliche nelle quali
participavano intellettuali e lavoratori. G. Prada scrisse alcuni
articoli per il settimanale El Libre Pensamiento, l'organo della Lega,
ma a partire da 1902, lo scrittore strinse le sue relazioni coi
circoli operai e sembra che stesse in contatto epistolare con vari
leader provinciali.

Da ottobre di 1904 a Luglio di 1909, esercità un'influenza diretta
nell'incipiente movimento anarchico, scrivendo assiduamente, sotto
pseudonimi o di forma anonima, nel mensile Los Parias. Ã molto
significativo che, il 1Â maggio di 1905, la FederaciÃn de Obreros
Panaderos l'invitasse a pronunciare una conferenza che fu di somma
importanza nella storia sociale del paese. Si tratta del discorso "El
intelectual y el obrero", nel quale affermava l'autore la necessitÃ
dell'unione solidale di tutti i lavoratori senza distinzione di classe
sociale nella prospettiva della futura rivoluzione. Definiva anche il
ruolo che corrisponde all'intellettuale nella sua relazione con le
masse:

Quando auspichiamo l'unione o alleanza dell'intelligenza col lavoro
non pretendiamo che a titolo di una gerarchia illusoria,
l'intellettuale si eriga a tutore o guida dell'operaio. All'idea che
il cervello esercita funzione pià nobile del muscolo, dobbiamo il
regime delle caste [...].

Quell'idea che sigillà la solidarietà tra i giovani universitari della
classe media ed i proletari, fu adottata pià tardi da VÃctor RaÃl Haya
del la Torre nel suo Fronte di lavoratori manuali ed intellettuali. La
proposta di fronte rivoluzionario multiclasista prendeva in
considerazione la specificità di un paese come PerÃ, dove il
proletariato urbano era scarso ed il rurale si sentiva completamente
emarginato della societÃ, mentre una crescente classe media aspirava a
consistenti trasformazioni sociali. Quella prima celebrazione della
solidarietà internazionale dei lavoratori costituà una pietra miliare
nell'evoluzione dell'operaismo peruviano verso il sindacalismo. Si
fissà come meta comune l'ottenimento della giornata di otto ore "dando
cosà inizio ad un maggiore e nuovo impulso tanto nel movimento operaio
capitalino come in certi settori minerari e costieri agricoli" (Yepes
del Castello).

L'anno seguente, informato di quello che succedeva in Francia, G.
Prada difese in un articolo di Los Parias la campagna per la giornata
di otto ore, obiettivo che era stato già compreso negli statuti della
FederaciÃn de Obreros Panaderos dal 1904. In questa occasione, i
panettieri avevano convocato uno sciopero generale che fu parzialmente
riuscito. Ã interessante sottolineare l'argomentazione di G. Prada:

Secondo l'iniziativa che sembra derivata dai socialisti francesi,
tutte le manifestazioni che facciano oggi gli operai devono convergere
a creare un'irresistibile agitazione per ottenere la giornata di otto
ore. Certo, per l'emancipazione integrale sognata per l'anarchia,
quello non vale molto; ma in relazione allo stato economico delle
nazioni ed allo sviluppo mentale degli operai, significa moltissimo: Ã
in avanti un gran salto in un terreno dove non puà camminarsi nà a
rastrelli. Se la rivoluzione sociale deve verificarsi lentamente o
palmo a palmo, la conquista delle otto ore deve guardarsi come un gran
passo; se deve realizzarsi violentemente ed in blocco, la diminuzione
del tempo dedicato ai compiti materiali à una misura preparatoria:
alcune delle ore che il proletariato dedica oggi al maneggio delle sue
braccia potrebbe consacrarli a coltivare la sua intelligenza,
facendosi uomo cosciente, conoscitore dei suoi diritti e, quindi
rivoluzionario. Se l'operaio conta su molti nemici, il maggiore si
trova nella sua ignoranza.

L'autore assegna all'auto-educazione un valore rivoluzionario, quello
che diventa tutte le misure che possono favorirla in un obiettivo
valido di lotta, a condizione che non si perda di vista la meta
finale. Da questa prospettiva, pià ampia della puramente economica,
rompere l'alienazione individuale à una condizione sine qua dispari
dell'emancipazione collettiva. Al contrario di molti
anarco-sindacalisti predomina in G. Prada una concezione al quanto
individualista che non fa del sindacato la prefigurazione della
società futura. Con tutto, il suo pensiero si mantiene vicino alla
linea dell'anarchismo sindacalista auspicato da P. Kropotkin e F.
Pelloutier, per i quali le riforme parziali sono innanzitutto
l'occasione di fomentare lo sciopero generale rivoluzianaria. Di forma
pragmatica, il sindacato costituisce una scuola di anarchismo,
proporzionando agli individui un'esperienza di lotta solidale ed
anti-autoritaria. D'altra parte, la posizione dello scrittore non puÃ
essere sindacalista rivoluzianaria perchà non rispetta la neutralitÃ
ideologica del sindacato richiesta dalla Carta di Amiens di 1906.
L'articolo che scrisse in occasione del 1Â maggio di 1907, celebrato
simultaneamente in Il Callao ed a Lima, mostra la sua diffidenza in
quanto alla lotta per riforme immediate, giudicate abbastanza
illusorie poichà non colpiscono i fondamenti dello sfruttamento. Quel
testo, scritti vari mesi prima del congresso anarchico internazionale
di Amsterdam, (agosto di1907), anticipa le critiche dirette da Errico
Malatesta al sindacalismo rivoluzionario difeso da Pierre Monatte.
Come l'anarchico italiano, G. Prada si fida pià della solidarietÃ
morale generata per un ideale comune che nella solidarietà economica;
non prende il sindacalismo solo come un fine in sà stesso, bensà come
uno dei mezzi di azione per arrivare alla rivoluzione acrata, la quale
sorpassa ampiamente gli interessi di una sola classe e si propone la
liberazione integrale dell'umanità oppressa economica, politica e
moralmente. Il fatto che G. Prada non abbia contribuito a La Protesta
potrebbe essere interpretato come un disaccordo con l'orientazione
anarco-sindacalista del giornale.

In giugno di 1906, pubblicà un articolo di chiarimento ideologico sul
quale spiegava le differenze tra il socialismo che qualifica di
riformista ed autoritario, e l'anarchismo, spesso confusi per gli
attori del movimento sociale peruviano. Adverte allora:

Tra socialisti e libertari possono capitare marce convergenti o azioni
in comune per un obbiettivo immediato, come succede oggi con la
giornata di otto ore; ma mai un'alleanza durevole nà una fusione di
principi [...].

Di fronte ad interpretazioni conservatrici di "glorificazione" del
lavoro, insisteva, dunque, nel significato vero del Primo maggio, come
celebrazione universale del sacrificio dei Martiri di Chicago. In
1909, lo definiva come un giorno privilegiato per dimostrare la
solidarietà proletaria nella lotta sanguinante per la rivoluzione
emancipatrice. Respingeva senza nessuna ambiguità ogni soluzione
riformista e conciliatrice, come la pratica molto frequente
dell'arbitraggio politico nei conflitti lavorativi:

[...] non incorreremo nell'ingenuità o semplicioneria di immaginarci
che l'Umanità deve redimersi per un accordo amichevole tra i ricco ed
i poveri, tra il padrone e l'operaio, tra la fune del boia ed il collo
dell'impiccato. Ogni iniquità si fonda sulla forza, ed ogni diritto Ã
stato rivendicato col bastone, il ferro o il piombo. Il resto Ã
teoria, semplice teoria.

In novembre di 1906, mentre avevano cessato il lavoro i braccianti del
Callao, lo scrittore patrocinà per lo sciopero generale armato. Mesi
pià tardi, in maggio di 1908, dopo il massacro in Iquique di 600
scioperanti per l'esercito cileno, (dicembre di 1907), auspicà anche
il sabotaggio. Li considera non solo gli unici mezzi efficaci di lotta
contro i capitalisti, ma pensa anche come Kropotkin che ogni lotta
armata costituisce una forma di preparazione del popolo per la
rivoluzione finale. G. Prada agisce anche come censore e pungiglione
quando lamenta il conservatorismo e la mancanza di solidarietà dei
sindacati peruviani, ancora sottomessi per l'azione politica che come
egli divide le masse e debilita la sua azione.

In due articoli pubblicati in gennaio e febbraio di 1906 in Los
Parias, G. Prada denuncià la strategia retrograda e corruttrice della
CAUU, qualificata di "tenaglia del politico per prendere l'operaio" e
celebrà "l'evoluzione rigenerante" intrapresa dai panettieri con la
direzione di M. C. LÃvano. Senza ignorare l'esistenza di un settore
intermedio, considerava che le società si dividono essenzialmente in
due classi nemiche "quella dei possessori e quella dei diseredati" o,
detto con altre parole, "gli sfruttatori" e "gli sfruttati''. In
quell'ultima, alla che attribuisce una missione storica di
rigenerazione, distingueva tra "servi" e "proletari", cioà tra
contadini, in situazione neofeudale, ed operai. Agli artigiani di
Lima, lavoratori proprietari dei suoi mezzi di produzione e spesso
patroni di altri operai, li identificava come alleati obiettivi degli
sfruttatori. Ma quello che desiderava G. Prada era che si producessei
una presa di coscienza di quella classe intermedia affinchà si unisse
agli altri lavoratori e rigenerassi il PerÃ:

Da finali dei 1890, G. Prada denunciava il carattere iniquo del
capitalismo che sfrutta il lavoratore e lo mantiene nella miseria:
"Mercà alle società anonime, tutto à stato monopolizzato ed à goduto
per un diminuto circolo di trafficanti egoisti ed assorbenti.". Ha
enfatizzato la disuguaglianza fondamentale che caratterizza la
relazione di produzione moderna e la diventa moralmente inaccettabile,
secondo lui:

Dove c'Ã cambio di denaro per forza muscolare, dove uno paga il
salario e l'altro lo riceve in rimunerazione di lavoro forzoso, lÃ
esiste un padrone ed un servo, un sfruttatore ed un sfruttato. Ogni
industria legale si diminuisce ad un furto legalmente organizzato.

Mostrando la continuità storica dello sfruttamento (schiavitÃ,
vassallismo, proletizzazione), affermava che il produttivismo
capitalista trasforma il lavoratore in proletario, cioà in macchina di
carne ed ossa, la forma pià finita dell'alienazione. Distingueva cosÃ
in due concezioni dell'attività produttiva umana: da un lato, il degno
lavoro libero "per trasformare il Globo in una dimora comoda e
salubre, concedendosi le ore necessarie al sollazzo, all'istruzione ed
il sonno" e, per un'altra, il vile sfruttamento che consiste in
"brigare e sfruttarsi affinchà altri usufruiscano i benefici [...] non
conoscendo pià piaceri che il sorso di aguardiente e la procreazione."

Sottolineava la duplicità del discorso ideologico dominante che tende
a mascherare la realtà grazie all'alleanza complice di intellettuali e
capitalisti: "[...] nelle società moderne il letterato ed il
capitalista sfruttano l'ignorante e l'operaio, ipocritamente,
predicando l'evangelica massima dell'amore al prossimo, parlando di
libertÃ, uguaglianza e fraternitÃ.". Da là l'importanza del suo
discorso "El intelectual y el obrero" che cerca di invertire
l'alleanza delle classi medie istruite con l'oligarchia, in beneficio
dei settori popolari.

In 1905 segnalava anche la spoliazione realizzata dall'imperialismo
economico nordamericano alla difesa del modello agro-esportatore
promosso dall'oligarchia nazionale. Anticipava al discorso
antimperialista che prevalse a partire dagli anni 1920. D'altra parte,
oppose le politiche restrittive dei paesi industrializzati in materia
di immigrazione lavorativa alle sue aggressioni coloniali a nome del
liberalismo economico, sottolineando il carattere mondiale del
processo di proletizzazione.:

Per introdurre i suoi tessuti, il suo oppio, il suo alcool e la sua
Bibbia, le grandi potenze aprono a cannonate Asia ed Africa; ma
vogliono chiudere le sue porte non solo al giallo ed al nero, ma anche
al bersaglio senza borsa strapiena di oro.

Di là la sua predica internazionalista, conseguenza logica della
solidarietà di classe:

Le moltitudini hanno appena visto che il commercio non ha patria; che,
nonostante l'Alsazia e Lorena, il francese ricco à fratello del
capitalista tedesco, la stessa cosa che, nonostante Tacna ed Arica, la
zuccheriera peruviana à amico e compatriota del latifondista cileno.
Tutti i grandi ladri costituiscono una massoneria internazionale,
formano una casta sparsa nel globo, ma strettamente unita e giurata
per lottare col suo nemico comune: il proletario.

L'intellettuale rivoluzionario aspirava chiaramente il modello
politico pià ugualitario che poteva concepire, quello del comunismo
libertario teorizzato da Kropotkin, Malatesta ed ElisÃe Reclus, il cui
lemma era "ad ognuno secondo le sue necessitÃ." Influenzà anche al
movimento operaio il discorso anarchico di G. Prada in quanto allo
Stato ed alla Chiesa, analizzati come complici attivi dello
sfruttamento capitalista.

Apogeo e crisi del movimento operaio anarchico

I gremi inizialmente pià influenzati per l'anarchismo furono
soprattutto i panettieri ed i tipografi, ma anche i sarti, calzolai e
scalpellini; pià tardi furono molto attivi i lavoratori del settore
tessile che riuscirono avere influenza sui braccianti delle valli
agricole vicine alla capitale. In 1907, esisteva già a Lima il Centro
di Studi Sociali âHumanidadâ, molto frequentato dai tessitori di
Vitarte. Deve anche mezionarsi il Centro Socialista 1Â de Mayo col suo
organo El Oprimido, nel quale participà spesso il dentista C.Dam e che
fuse in 1908 con il gruppo ''Humanidad'', dando origine al Centro di
Studi Sociali 1 de Mayo. A Lima stendià anche la sua attività il
Centro Razionalista Francisco Ferrer che editava il mensile PÃjinas
Libres, nome che riprende il titolo del primo libro di GonzÃlez Prada
(Parigi, 1894). Il gruppo Luchadores por la Libertad che riuniva i piÃ
distaccati militanti operai ed ad alcuni intellettuali, pubblicà a
partire da febbraio di 1911 il giornale La Protesta. Ebbe un'attiva
partecipazione nella formazione ideologica ed organizzazione dei
lavoratori: à di notare che costituà un Comità de PreparaciÃn Sindical
in Luglio di 1911. L'anarchismo attecchà anche nelle province,
particolarmente nelle località di Huacho, SayÃn, Burrone, Trujillo,
Chiclayo, Ica... Quell'influenza tra i lavoratori del campo à anche un
aspetto che dovrebbe essere studiato pià profondamente, come il
discorso indigenista della stampa proletaria. In Arequipa si costituÃ
in 1905 il Centro Social Obrero. Vari giornali furono editati in
Chiclayo. Dove fu fondata la ConfederaciÃn de Obreros 1Â de Mayo in
1907. In Trujillo apparve La Antorcha e si fondarono Centri di Studi
Sociali come ''Luz'' e ''Hijos del Pueblo''. In Huacho fu creata il
Centro di Studi Femminili âLuz y Libertadâ (1918). Ci fu anche un
Centro di Studi in Pomalca con scuola e biblioteca.

A partire da 1911, l'influenza anarchica nel movimento operaio diventÃ
predominante. Afferma Pereda Torres: "Il secondo deccenio del presente
secolo trovà alla dirigenza anarco-sindacalista in possesso dei
principali gremi delle città di Lima e del resto del paese [...]." Il
primo sciopero generale di solidarietà ebbe luogo in aprile di 1911 in
appoggio ai tessitori di Vitarte; il suo risultato fu di notte la
soppressione del lavoro. Il governo approvà anche in gennaio di 1911
una legge di infortuni sul lavoro di fronte alla pressione operaia.
Come conseguenza del conflitto, si fondarono l'Unificacion Obrera
Textil di Vitarte in maggio di 1911 e l'UnificaciÃn Obrera Textil de
Santa Catalina in novembre dello stesso anno ''vere organizzazioni
sindacali'' e ''nuclei di formazione e azione del anarco-sindicalismo
della città di Lima'', secondo Pereda Torres. Afferma lo storico che
''queste organizzazioni si costituirono in modelli per i gremi dei
muratori, sarti e lavoratori di ferrovia, che optarono definitivamente
per il sentiero libertario. Gli scioperi per le otto ore ed aumenti
salariali si succederono ed intensificarono in 1912 e 1913, anni di
crisi economica, dando luogo alla costituzione di nuovi sindacati. Nel
campo che si andava organizzando in rivendicativa Sociedades de
Auxilios Mutuos per l'influenza anarchica, ci furono anche conflitti
violenti: in aprile, le forze repressive ammazzarono a decine di
braccianti delle valli agro-industriali di Chicama e Santa Catalina,
(Prov. di La Libertad). Finalmente, l'UniÃn General de Jornaleros del
Callao conquistà le otto ore in gennaio di 1913 grazie ad un nuovo
sciopero generale. Si creà allora una nuova federazione, la di Obreros
MarÃtimos del Callao. Di fronte alla moltiplicazione degli scioperi e
cedendo alla pressione patronale, il governo del populista Guillermo
Billinghurst promulgà in gennaio di 1913 un Regolamento Scioperi
destinato a lottare contro i metodi anarchici di azione diretta,
benchà pretendesse di garantire il diritto di sciopero. Nonostante, i
conflitti si estesero agli operai del petrolio di Talara, Negritos,
Lobitos e Lagunitas, nel nord del paese. Ad iniziativa dell'appena
creata Sociedad de Galleteros y Anexos, si costituà in marzo di 1913
una prima FederaciÃn Obrera Regional Peruana (FORP), che non riuscà a
perdurare. Alla fine dell'anno, i lavoratori poterono costituire una
stampa proletaria che funzionà fino agli anni 1930 e pubblicà numerosi
giornali. La propaganda sindacale si intensificà a partire da 1914, a
causa della degradazione delle condizioni di vita e lavoro. Come le
classi popolari non beneficiavano bene della bonaccia esportatrice
dovuta alla Guerra Mondiale e dovevano soffrire il rialzo esorbitante
degli articoli alimentari, si organizzarono nuovi sindacati di
mestieri, calzolai, muratori, sarti, lavoratori della ferrovia...).
Anche la repressione diventà pià violenta, morendo numerosi lavoratori
in province in 1916 ed anni seguenti. Secondo alcuni storiografi, la
FORP fu sciolta e sostituita in dicembre di 1918 per la prima
FederaciÃn Obrera Local de Lima (FOLL).

1919 fu l'anno del culmine dell'anarco-sindacalismo nel PerÃ. Un nuovo
sciopero generale paralizzà Lima ed Il Callao dal 13 al 15 di gennaio
di 1919 fino a conquistare la giornata di otto ore. La FederaciÃn de
Trabajadores en Tejidos del PerÃ, costituita in gennaio, fu anche
frutto del movimento, come la FederaciÃn Grafica e quella di Autisti.
Lo sciopero era stato iniziato dai tessitori e fu rapidamente
appoggiata dagli altri sindacati, come gli studenti di San Marcos.
VÃctor RaÃl Haya della Torre, il principale leader degli universitari,
fu acquisendo dopo una gran influenza tra i lavoratori tessili grazie
alla creazione in 1921 delle Università Popolari GonzÃlez Prada. Un
fronte unico di sindacati, gremio ed organizzazioni popolari, chiamato
Comità Pro-Abaratamiento de las Subsistencias fu costituito dalla
FederaciÃn de Trabajadores en Tejidos in aprile di 1919 per lottare
contro l'elevazione del costo della vita. Quel Comitato diretto dagli
anarchici Carlos Barba (calzolaio), NicolÃs Gutarra, (ebanista), ed
Adalberto FonkÃn (tessitore), organizzà uno scipero generale in
maggio-giugno che fu severamente soffocato dalle autoritÃ, morendo
vari manifestanti (legge marziale). Il 4 Luglio, Augusto B. LeguÃa
approfittà della situazione per impadronirsi del potere in mezzo
all'entusiasmo popolare. Quello stesso giorno, il Comite
Pro-Abaratamiento occupà il locale della CAUU per trasformarlo nella
sede della seconda FederaciÃn Obrera Regional Peruana, costituita l' 8
Luglio di 1919 in base ai principi di 1913. In agosto fu costituita la
FederaciÃn Obrera MarÃtima y Terrestre del Callao. A partire dagli
anni 1920, gli scioperanti si dividevano tra applicazione dell'azione
diretta o dell'arbitraggio previsto per la nuova Costituzione per
risolvere i conflitti lavorativi. Nel Primo Congeso Local Obrero de
Lima ed Il Callao, organizzato in aprile di 1921 dalla FORP, fu
esposta la questione dell'azione politica dei lavoratori. Sembra
essere che gli anarchici riuscirono a dichiararla incompatibile col
sindacalismo ma che non poterono ottenere del Congresso che si
pronunciasse in favore del comunismo libertario come obbiettivo dei
lavoratori organizzati. Le idee socialiste, divulgate da 1918,
incominciavano già a diffondere nel proletariato: i sindacati del
tessile furono quelli che patrocinarono per la "politica operaia." Per
rinforzare l'organizzazione anarchica, fu immediatamente costituita la
Federazione di Gruppi Libertari che realizà a carico di La Protesta.
In 1922, l'esito dello sciopero della FederaciÃn de Motoristas y
Conductores (settembre) diede luogo alla creazione, in novembre, di
una seconda FederaciÃn Obrera Local de Lima (FOLL) nella quale ''si
acutizzà la polemica tra anarchici e socialisti." In maggio di 1923
uscà il primo numero di Claridad, l'organo dalla FOLL e della Juventud
Libre del Perà , fondato da Haya della Torre e diretto per Josà Carlos
MariÃtegui a partire da 1924, dopo la deportazione di Haya (ottobre
di1923). In ottobre di 1923, i sindacati e gli studenti uniti
riuscirono ad ostacolare la consacrazione del Perà al cuore di GesÃ.

A partire da 1924, con la rielezione di LeguÃa, la repressione diventÃ
pià feroce e l'influenza socialista attecchà nella FOLL. I tessili,
seguiti dagli autisti, elettricisti, grafici ed altri in piÃ,
abbandonarono l'anarco-sindacalismo. Avevano contribuito a propagare
il marxismo-leninismo le Università Popolari, nelle quali gli
anarchici videro presto scuole per ambiziose e mezzi per infiltrare
idee riformiste nel proletariato. Sintomo della gravità della frattura
ideologica, fu che la FOLL non invitasse ai gruppi libertari alla
commemorazione del 1Â Maggio di 1925 (Pareja1978:63). Gli anarchici,
particolarmente i muratori e falegnami, cercarono in vani di creare
una nuova organizzazione operaia libertaria. Finalmente, agli inizi di
1926 smise già di pubblicarsi La Protesta ed in settembre uscà il
primo numero dalla famosa rivista Amauta. A metà di 1926
incominciarono i preparativi per il Segundo Congreso Local Obrero di
Lima ad iniziativa dei Trabajadores en Tejidos. Ebbe luogo con la
direzione di Arturo Sabroso a partire da gennaio di 1927, ma senza la
partecipazione degli anarchici. Il Congresso si pronuncià in favore
del sindacalismo rivoluzionario senza orientazione ideologica
definita. In giugno di 1927, la repressione governativa destrutturà le
organizzazioni operaie imprigionando o confinando i suoi principali
leader. In ottobre di 1928 fu finalmente costituito il Partito
Socialista del Perà e, in maggio di 1929, la ConfederaciÃn General de
Trabajadores del Perà il cui primo Segretario Generale fu Julio
Portocarrero, operaio tessile di Vitarte, ex-anarco-sindacalista e
membro fondatore del Partito Socialista.

Alcuni commenti storiografici

Gli storci hanno cercato di spiegare la perdita di influenza
dell'anarco-sindacalismo a partire da 1920. Secondo Denis Sulmont che
studia poco il periodo anteriore nei suoi libri, l'ideologia anarchica
prosperà "quando i lavoratori non disponevano per le sue
rivendicazioni di un'altra alternativa", permettendo l'organizzazione
e la presa di coscienza di classe. Ma rappresentà dopo:

[...] piuttosto un freno allo sviluppo della classe lavoratrice verso
livelli superiori di organizzazione e coscienza. La strategia di
azione diretta degli anarchici dimostrà i suoi limiti sbattendo contro
l'apparato repressivo dello Stato e le manovre politiche della
borghesia, senza offrire alternative per il proletariato.

Sebbene la conquista della giornata di otto ore rappresentà una
vittoria per l'anarco-sindacalismo, significà anche il suo
intrappolamento posteriore. In effetti, la propaganda anarchica aveva
segnalato che lo sciopero generale era il preludio della rivoluzione
sociale e della liberazione dei lavoratori. Tuttavia, una volta
ottenuta un'importante conquista immediata, continuava il potere della
borghesia e lo sfruttamento capitalista. L'insufficienza del progetto
anarchico e del "sindacalismo rivoluzionario" che pretende fare
direttamente la rivoluzione mediante i sindacati, si manifesterà piÃ
nitidamente dopo del fallimento della lotta per il calo delle
sussistenze.

La stessa argomentazione era stata avanzata in 1972 da Ernesto Yepes
del Castillo chi aggiunge la retrocessione dell'anarchismo al livello
internazionale:

Sotto l'impulso delle nuove orientazioni ideologiche la classe operaia
se nà andà staccando dei suoi retrogusti anarchici. E à che la stessa
crisi che negli anni di post-guerra ofriva all'anarco-sindicalismo a
livello mondiale, non tardà a presentarsi nell'anarchismo locale che,
di un altro lato, ottenuta la giornata di 8 ore, trovà vuoto il suo
arsenale rivendicativo.

Anche Hugo GarcÃa Salvatecci, buon conoscitore dell'anarchismo, si
limitava lo stesso anno ad affermazioni perentorie:

Dando una visione di insieme, possiamo dire che l'Anarchismo peruviano
prese le idee centrali dell'Anarchismo europeo. Eredità anche i suoi
difetti: abuso di retorica e mancanza di coesione. SoccombÃ,
soprattutto, per le sue polemiche interne. Non riuscà ad amalgamarsi.
Combattà il caudillismo ed il dogmatismo, ma finà cadendo in essi.
Inoltre, a differenza di altri paesi, nel Perà non ebbe mai consenso
popolare.

Tuttavia, riconosce che "La tirannia di LeguÃa ostacolà dopo il raggio
della sua azione." Un altro commento di Sulmont, in 1980, coincide con
quell'ultimo ed apporta elementi economici interessanti:

A partire da 1926, si moltiplicarono i licenziamenti e chiusure di
fabbriche e la borghesia si mostrà pià intransigente di fronte ai
richiami. In 1927, i conflitti acquisirono proporzioni allarmanti.
Allo stesso tempo, molte lotte sindacali fallirono e gli operai
persero vari delle sue conquiste anteriori. La repressione contro i
dirigenti del movimento operaio finà con l'apoliticismo
anarco-sindacale.

Anche la repressione à una spiegazione proposta per Yepes del Castillo:

Pià tardi, con l'arrivo di LeguÃa al potere, il risultati
organizzativi ancora recenti e non molto profondi sarebbero
definitivamente liquidati. Utilizzando un'astuta demagogia, il
Presidente della 'Patria Nueva' si ricoprà inizialmente di una veste
popolare al fine di appoggiare - ampliando - le basi di un
sostentamento politico che gli permettesse di affrontare con successo
l'egemonia civilista. Ma pià tardi, passata la crisi politica e
consolidato nel potere, sistematica ed implacabilmente riuscà a
rompere i supporti del movimento lavorativo distruggendo i suoi quadri
dirigenti.

[...] CosÃ, rispetto ai leader anarchici, vari dei pià distaccati
furono deportati all'Europa. In altri casi, LeguÃa riuscà a cooptare
ad alcune delle figure di questo movimento [...]. Il resto, con
distinta fortuna finà in generale orientandosi verso alcuna delle due
grandi correnti che incominciarono a differenziare la scena politica
peruviana: il nazionalismo di corte populista [aprismo] ed il
socialismo.

Sulmont segnala anche la "confusione e divisione" che produsse il
discorso populista di Augusto LeguÃa a partire da Luglio di 1919 nei
settori popolari, benchà miri che "gli operai che appoggiarono a
LeguÃa furono rapidamente delusi" poichà in 1920 si liberà una brutale
repressione contro le organizzazioni sindacali", rimanendo l'appena
nato FORP "quasi paralizzato."

Da parte sua, Piedad Pareja ha mostrato in 1978 che non puà spiegarsi
la perdita di egemonia dell'anarco-sindacalismo per la categoria
socioprofesionale dei lavoratori, trasformazione dei mezzi di
produzione e conseguente proletizzazione, poichà questa non ha avuto
influenza sull'elezione delle ideologie:

"[...] se osserviamo la distribuzione delle organizzazioni per
mestiere e per industria, secondo la sua tendenza politica, [...]
possiamo constatare che indistintamente, artigiani ed operai
manifatturieri si inclinano maggioritariamente primo per un e dopo per
un'altra alternativa politica.

Alcuni marxisti adottano effettivamente una spiegazione molto
soggettiva secondo la quale " l'anarchismo sta pià in concordanza con
la mentalità degli artigiani ed operai della piccola industria che con
la mentalità degli operai del gran industria capitalista " o, detto
pià chiaramente, l'anarco-sindacalismo à una "dottrina
piccolo-borghese." Pareja segnala anche che, fino agli anni 1920, le
elite sindacali furono molto rappresentative della sua base sociale.
Sembra allora che il cambiamento ideologico fosse il risultato della
crescente influenza tra gli operai di Haya della Torre e di
MariÃtegui, specialmente per mezzo delle Università Popolari. Nel suo
prologo allo studio di Pareja anche CÃsar LÃvano ha manifestato che
MariÃtegui riuscà a "decantare ad alcuni dei migliori quadri verso il
marxismo."

Bene si vede che non si à spiegato ancora come, solo in quattro o
cinque anni, la maggioranza del movimento operaio cambià orientazione
ideologica. Sappiamo solo che influirono la repressione governativa e
la propaganda marxista alle quali furono sommessi i leader sindacali.
Quindi, Ã probabile che i lavoratori organizzati non integrassero i
fondamenti ideologici dell'anarco-sindacalismo e seguisse docilmente
una ridotta elite. Sarebbe interessante, allora, studiare il
funzionamento organico dei sindacati ed analizzare le relazioni tra la
Federazione di Gruppi Libertari , costituita in 1921, ed i dirigenti
operai dei sindacati. Ã necessario, dunque, perfezionare le
investigazioni ed orientarli verso le modalità di articolazione di una
serie di elementi esplicativi, tra i quali sta citare: la competenza
ideologica della corrente marxista ed i suoi mezzi di influenza;
l'importanza della disorganizzazione degli anarchici causata dalla
repressione governativa; il grado di coscienza ideologica dei delegati
operaio di secondo piano, cioà dei che si trovano in situazione di
sostituire i leader imprigionati o deportati, ed anche quello delle
masse; l'importanza della trasformazione delle condizioni economiche e
politiche negli anni 1920 (leguiÃsmo) che hanno potuto trasportare un
cambiamento di strategia dei settori mezzi ed anche parte dei
popolari, cioà una ricerca di nuove alleanze politiche. Quell'implica
che si realizzino studi comparativi degli archivi dei principali
sindacati per capire i cambiamenti ideologici dentro il movimento
operaio. Ha seguito quella prospettiva generale un studio recente di
Paulo Drinot a proposito della FederaciÃn de Panaderos ad inizi degli
anni 1930, nel quale l'autore ha comprovato che:

[...] le crisi economiche e politiche dagli inizi del trentessimo
decennio, riducendo la capacità della Federazione ad agire come
un'entità mutuata e sindacale, portarono agli operai panettieri ad
abbandonare l'apoliticismo tradizionale per stabilire alleanze con
gruppi politici, alleanze che potrebbero qualificarsi di
micro-populista.

Sarebbe anche utile analizzare il contenuto della "cultura operaia"
trasmessa dagli organi di stampa proletaria, realizzare studi
comparativi coi casi argentino e spagnolo, etc. Quasi tutto il lavoro
di analisi rimane da fare, poichà fino ad ora fu abbozzato solo e,
disgraziatamente, distorto per apriorismi ideologici. Si à fatto solo
una storia cronologica del movimento operaio e à probabilmente
parziale.

Riferimenti bibliografici

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J. Delhom - Movimiento anarquista Perà -

J. Delhom - Movimiento anarquista Perà -

Prima che finisca il secolo, si stabiliscono nuove fabbriche di
tessuti di cotone e lana (Lima) Arequipa, Cuzco, di farina, pasta,
cioccolato, zucchero, avvinazzate, ghiaccio, fiammiferi, candele,
sapone, cappelli, sigarette, acconciature, etc. In 1893 termina di
costruire la Ferrovia Centrale ed in 1896 fondono varie compagnie
elettriche per costituire le Imprese Elettriche Associate che
permettono lo sviluppo del trasporto urbano e della produzione
industriale (Pereda Torres)1982:75-82 e Yepes del
Castillo,1972:207-219).

Piedad Pareja (1978:53) segnala che alcuni militanti stranieri furono
espulsi in ottobre di 1914 e Luglio-agosto di 1916, Daniel Antuniano,
Antonio Panades, Josà Punge e Josà Chamorro).

In 1896, quattro dirigenti operai dell'impresa tessile di Vitarte
furono imprigionati per sei anni per un incendio che non commisero,
Pereda Torres,1982:88). Questo poeta, saggista e brillante polemista
nacque in una famiglia aristocratica da Lima in1844. Dopo un primo
periodo di vincolo col settore progressista del Partido Civil, 1870
-1885, ruppe con l'oligarchia dirigente alla quale incolpà per la
sconfitta della Guerra del Pacifico, 1879 -1883, e fondà un partito
politico rinnovatore, l'UniÃn Nacional (1891), di tipo liberale
federalista il cui progetto democratico si appoggiava sulle classi
medie urbane ed aspirava a migliorare le condizioni sociali dei
settori popolari, operai e contadini. Per ragioni al quanto oscure,
GonzÃlez Prada andà via alla Francia ai pochi giorni della creazione
del suo partito. A Parigi, dove rimase sei anni, e dopo a Barcellona e
Madrid, arricchà la sua formazione intellettuale e la sua ideologia si
radicalizzÃ. Di nuovo nel PerÃ, si andà allontanando dall'UniÃn
Nacional, il cui elettoralismo lo disgustava, fino alla sua
separazione ufficiale in 1902. A partire da 1912 svolse il carico di
direttore della Biblioteca Nazionale, al quale rinuncià in 1914 per
manifestare la sua opposizione al colpo di Stato del colonello Ãscar
Benavides. Fu restituito nelle sue funzioni per un nuovo governo
costituzionale in1916. Morà a Lima il 22 di Luglio di1918.

Scrivono, per esempio, Denis Sulmont che GonzÃlez Prada fu il
"propulsore del pensiero rivoluzionario agli inizi del secolo nel
paese, ed uno dei primi intellettuali in unire relazioni con gli
operai" (1980:19) e Hugo GarcÃa Salvatecci che "L'importanza
dell'Anarchismo nel Perà si manifesta nell'enorme influenza che
esercità GonzÃlez Prada, durante tanti anni, nella nostra gioventÃ, e
per la sua enorme ripercussione nell'origine del movimento sindacale"
(1972:117). Veda anche Pereda Torres (1982:113 sq.), Barba Caballero
(1981:72), Pareja (1978:87).

Lo fa parzialmente Pereda Torres (1982:130-140).

Detti articoli antireligiosi furono riuniti nella prima parte dellibro
Propaganda y Ataque (G. Prada 1939).

Sull'influenza di G. Prada ad Haya della Torre e MariÃtegui, veda il
nostro articolo "Manuel GonzÃlez Prada: un enjeu symbolique dans egli
PÃrou dia annÃes vingt", Delhom1996).

Il 1Â maggio di 1906 era il termine della campagna di agitazione per
le otto ore decisa nel XIV Congreso Nacional Corporativo (VIII della
Confederazione Generale del Lavoro) e Delibera delle Borse del Lavoro
di 1904 in Bourges.

Sulle relazioni tra anarchismo e sindacalismo, veda Maitron (1992:265-330).

Secondo E. Yepes del Castillo, "I primi germogli di
anarco-sindacalismo avevano incominciato ad explicitarse verso 1911,
con la formazione del gruppo 'La Protesta' ed egli chiama 'Comitato di
Propaganda Sindacale"' (1972:271).

Veda ugualmente l'articolo "Primo di Maggio" di 1907, G. Prada1940:101-104).

Posteriormente furono rifusi per costituire uno solo.

Scrive alla fine degli ottanta: "Qui non conosciamo la borghesia
europea; Ã, sÃ, una specie di classe media, intelligente, di buon
senso, lavoratrice, cattolica ma indifferente a lotte religiose,
amante del suo paese, ma disgustata con la politica che riceve solo
danni, delusioni e disonora., G. Prada1976:29).

Sulmont (1977:29, scrive che "la coordinazione politica tra il
movimento operaio ed i movimenti campagnoli fu iniziata dai gruppi
anarchici." Pereda Torres studia un po' quel processo in Huacho
(1982:207-214).

Scrive J. Portocarrero: "Nominiamo presidente ad Emilio Ugarte; a Juan
HÃjar, vicepresidente; ad Enrique Chuti, tesoriere; ad Antonio
Guillinta, protesorero, ed altri compagni in pià completarono il
direttivo.(1987:33-34).

Secondo J. Portocarrero, il tentativo di organizzare la FORP non potÃ
concretarsi (1987:67).

Pereda Torres (1982:199, menziona i seguenti: La Protesta, El Obrero
panadero, El Libertario, Plumadas de RebeldÃa, El Obrero Textil, La
Rueda, El Tranviario, La Voz del Chofer, El Obrero GrÃfico, El Pututo,
La Reforma.

L'indice generale di prezzi con base 100 in 1913 raggiunge 104 l'anno
seguente, 112 in 1915, 123 in 1916; si precipita negli anni seguenti
fino a 142 in 1917, 164 in 1918, 188 in 1919 e 210 in1920. Diminuà in
1921 (199) e 1922 (190) (Yepes del Castello,1972:268).

La FOLL "contà tra le sue pià importanti basi, con la FederaciÃn de
Panaderos Estrella del PerÃ, la FederaciÃn GrÃfica, la ConfederaciÃn
Ferrocarrilera, la FederaciÃn de Zapateros, la UniÃn de Obreros y
Jornaleros del Callao, l'UniÃn Obrera de ConstrucciÃn Civil, la
FederaciÃn de Sastres e distinte Federazioni miniere e operai del
Nord, Centro e Sud, etc.âBisogna aggiungere le organizzazioni del
settore tessile.

Negli anni seguenti, diventarono entrambi socialisti.

Da 1918 esisteva un Comitato di Propaganda Socialista integrato da
FÃlix della Valle, CÃsar FalcÃn, J. C. MariÃtegui, Luis Ulloa, Carlos
del Barzo, Pedro Bustamante ed altri in piÃ. "In dicembre di quello
stesso anno, Della Valle, Falco e MarÃtegui si ritirarono del Comitato
davanti alla decisione, considerata per essi prematura, di Del Barzo
ed Ulloa di trasformare il gruppo di propaganda in Partito
Socialista.(Portocarrero, 1987:70-71).

Ignoriamo quello che succedà con la prima, solo menzionata da Barba Caballero.

Claridad fu sostituita da Solidaridad in settembre di1925.

Sulla repressione, vedasi Portocarrero (1987:122-123; 133-135).



Testo originale:

http://dwardmac.pitzer.edu/Anarchist_Archives/worldwidemovements/peru/Movimiento.html



traduzione: ''La Protesta''
blog: laprotesta.noblgos.org
email: amoryodio@autistici.org



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s'incoraggia la diffusione.
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