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(it) CAP: Di Stato si muore - Palermo 8 luglio 1960-2010

Date Sat, 10 Jul 2010 14:44:18 +0200


Comunicato/volantino Coordinamento Anarchico Palermitano: Di Stato si
muore - Palermo 8 luglio 1960-2010
"Nel cinquantesimo anniversario dei tragici fatti dell'8 luglio 1960, Il
Coordinamento Anarchico Palermitano promuove e organizza per domani -
giovedi 8 luglio - un presidio informativo a piazza Verdi a partire
dalle ore 17. Gli anarchici parteciperanno poi al corteo celebrativo
indetto dal Circolo "Francesco Vella", con le bandiere listate a
lutto."
DI STATO SI MUORE
Palermo, 8 luglio 1960-2010
Nei primi anni '60, in Italia, i flussi migratori interni, il
passaggio dall'industria alla produzione di massa, il veloce sviluppo
dell'economia del dopoguerra creano scompensi difficili da arginare.

Si fa strada la crisi della rappresentanza di partiti e sindacati
davanti al forte malcontento della classe lavoratrice che deve fare i
conti con la chiusura delle fabbriche e con molti licenziamenti. In
quegli anni, lo stato italiano è privo di una reale cultura
democratica. Prefetti, funzionari di polizia e anche molti esponenti
politici sono le stesse persone che avevano fatto la loro fortuna
durante il fascismo. Le istituzioni non si sono mai veramente
defascistizzate anche a causa dell'opportunismo della sinistra
parlamentare costituita da Partito Comunista e Partito Socialista.

Dall'aprile 1960 c'è il governo Tambroni, formato dalla sola
Democrazia Cristiana e appoggiato dai voti determinanti dei fascisti
del Movimento Sociale Italiano (MSI). È la prima volta che succede, da
quando il fascismo è caduto ed è nata la Repubblica.

L'8 luglio è sciopero generale. Pochi giorni prima, l'insurrezione
popolare di Genova aveva impedito che in quella città, medaglia d'oro
alla Resistenza, si svolgesse il VI Congresso nazionale del MSI. In
tutta Italia si tengono manifestazioni operaie e antifasciste in cui
la polizia spara e ammazza: Reggio Emilia, Roma, Catania, Licata,
Palermo.

A Palermo il corteo operaio è blindato da uno schieramento di polizia
imponente. L'ordine è di disperdere la folla a qualsiasi costo.
Improvvisamente iniziano le cariche. La celere assale brutalmente il
corteo con le jeep spinte a velocità.

I manifestanti si difendono lanciando sassi, bastoni e quello che
trovano. La zona tra il Teatro Massimo e piazza Politeama si trasforma
in un campo di battaglia. Viene eretta una barricata al centro della
strada ma a questo punto i celerini cominciano a sparare sulla folla.

Muoiono ammazzati dalla polizia:
Giuseppe Malleo, 16 anni
Andrea Gangitano, 14 anni
Francesco Vella operaio di 42 anni
Rosa La Barbera, 53 anni.

Oggi, a cinquant'anni di distanza, i fascisti sono saldamente al
timone delle istituzioni.

Oggi, a cinquant'anni di distanza le forze di polizia picchiano e
ammazzano impunemente non solo nelle manifestazioni, ma anche per le
strade e nelle carceri: da Carlo Giuliani a Federico Aldrovandi, da
Stefano Cucchi a Marcello Lonzi, ecc.

Oggi, a cinquant'anni di distanza, "democrazia" è una parola vuota che
racconta un paese mortificato dalla sua classe politica, terrorizzato
da politiche autoritarie e razziste, soffocato da una crisi economica
provocata dai padroni e dal capitalismo.

Oggi, a cinquant'anni di distanza, il ricordo di chi è morto sulla
strada della libertà serve a rinnovare il nostro impegno a resistere
contro ogni fascismo e a rilanciare la lotta per una società veramente
libera dalla brutalità dello stato e del capitale.


COORDINAMENTO ANARCHICO PALERMITANO
http://coordanarchicopa.blogspot.com/
coordanarchicopa at libero dot it
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