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(it) Alessandria: presidio per Mastrogiovanni
Date
Thu, 1 Jul 2010 10:33:13 +0200
Sabato 26 giugno nel centro di Alessandria abbiamo denunciato la tragedia che
ha portato alla morte
di un uomo di 58 anni, la cui vita à stata interrotta con metodi degni di un
lager nazista.
Come Anarchici non potevamo tacere, non potevamo lasciare che la morte di
Francesco Mastrogiovanni rimanesse circoscritta a semplice notizia di cronaca
ed unicamente gestita nelle grigie
aule della giustizia borghese. Percià abbiamo allestito una mostra fotografica
sulle condizioni inumane
con cui à stato trattato: ricordiamo che lâhanno fatto morire di fame e di
sete legato per quattro giorni ad un letto di contrizione, nel reparto
psichiatrico dellâospedale di Vallo della Lucania.
Causa di tutto cià à stato il ricovero forzato per un T.S.O., dopo lâarresto
da parte di un ingente schieramento di forze del (dis-)ordine per un banale
incidente stradale (ancora tutto da accertare).
Ed una delle motivazioni che hanno portato ad un arresto simile, sono dovute
al fatto che Francesco era anche unâ ânoto anarchicoâ (cosà si legge su alcuni
articoli di giornale usciti sul caso)!!! Ma cià che ha attirato lâattenzione e
conseguentemente lâindignazione di quasi tutti i passanti, Ã stata la
proiezione del video che documentava le ultime ore di agonia di Mastrogiovanni.
Infatti le immagini scioccanti erano quelle riprese dalle telecamere interne
allâospedale, che hanno permesso di inchiodare medici ed infermieri rispetto
alle loro responsabilitÃ. Molte persone si sono quindi fermate a chiedere
maggiori informazioni, i volantini che distribuivamo sono terminati in breve
tempo.
Di seguito alcune foto dellâiniziativa ed il testo del volantino
distribuito.
http://piemonte.indymedia.org/article/9274
VERITA' E GIUSTIZIA PER FRANCESCO MASTROGIOVANNI
Lunedà prossimo 28 giugno presso il tribunale di Vallo della Lucania inizierÃ
il processo contro
19 tra medici ed infermieri accusati della morte di Francesco Mastrogiovanni
lasciato morire di fame e di sete allâinterno della struttura psichiatrica
locale, per quattro giorni legato mani e piedi ad un letto di contrizione e
con evidenti ferite e segni di percosse.
Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare di Castelnuovo Cilento nato il 2
ottobre 1951, Ã morto il 4 agosto 2009 nel reparto psichiatrico dell'Ospedale
San Luca di Vallo della Lucania in circostanze decisamente poco chiare, in
conclusione di una vicenda davvero delirante. Secondo la versione ultima
(all'inizio si era favoleggiato di una serie di fantomatici incidenti a catena
che avrebbe provocato) Ã stato fermato, con uno spiegamento di mezzi notevole,
dalle forze dell'ordine nel suo luogo di vacanza per una ipotetica e per di piÃ
banale contravvenzione al codice stradale, essendosi, a dire del Sindaco di
Pollica, immesso contromano in una strada. In seguito a cià à stato arrestato
(quindi per futili quanto
inesistenti motivi) e condotto allâospedale per un T.S.O. (trattamento
sanitario obbligatorio).
Ma il âmaestro pià alto del mondoâ, come veniva affettuosamente chiamato dai
suoi allievi, era anche un Compagno, un Anarchico. Oltretutto con una storia
politica travagliata alle spalle. Infatti Francesco era amico di Giovanni
Marini, allâepoca impegnato in una contro-inchiesta su uno strano incidente
stradale che aveva provocato la morte di cinque anarchici calabresi, avvenuto
il 27 settembre 1970 a pochi chilometri da Roma dove si stavano recando per
consegnare ad altri compagni i risultati di una loro inchiesta sulle stragi
fasciste che avevano cominciato ad insanguinare lâItalia. Le carte e i
documenti non furono mai ritrovate. Giovanni doveva accertare se era stato un
incidente casuale oppure organizzato e per questo aveva ricevuto molte minacce.
Era il 7 luglio del 1972 quando insieme ad altri compagni tra cui
Mastrogiovanni, si difese, dopo essere stato provocato in precedenza, da una
aggressione fascista nel corso della quale perse la vita uno dei suoi
aggressori: il fascista Carlo Falvella. Lo stesso Mastrogiovanni venne ferito
ad una gamba da una coltellata.
In anni successivi il nostro, fermato da un vigile urbano per una banale
infrazione del codice stradale, venne condotto in questura e qui malmenato.
Sicuramente le vicissitudini occorse a Francesco, gli fecero maturare a ragion
veduta una naturale avversione nei confronti degli uomini in divisa. Cià spiega
perchà nel momento dell'arresto avvenuto nell'agosto dello scorso anno, egli si
diede alla fuga. Quello che invece à difficile da comprendere à per quale
motivo ne sia uscito morto da questa triste vicenda.
Come risulta difficile capire le morti assurde che in questi ultimi anni hanno
colpito persone fermate dalle forze del (dis-)ordine statale, anche per reati
minori, e da questi ultimi ammazzati a suon di botte.
Vengono subito alla mente i casi pià eclatanti di Federico Aldrovandi,
Gabriele Sandri e Stefano Cucchi. Per non parlare delle violenze durante e dopo
il G8 di Genova del 2001, della scuola Diaz e di quanti sono finiti in carcere
in quei giorni: azioni degne dei peggiori regimi sudamericani! E poi Pinelli,
Serantini... e l'elenco sarebbe troppo lungo da stilare.
Ma purtroppo tutto cià à inscritto nella natura violenta e coercitiva dello
stato e dei suoi servitori, nel modello gerarchico su cui stato e istituzioni
trovano la loro base fondante. Di qualsiasi stato, democratico e/o fascista che
sia. Contro questa logica perversa noi come anarchici, antifascisti e libertari
non possiamo tacere e non denunciare tutto ciÃ. Quindi sabato 26 giugno a due
giorni dal
processo di cui sopra, saremo presenti in corso Roma ad Alessandria a partire
dalle ore 16,30 e per tutto
il pomeriggio con una mostra fotografica e con proiezione video delle ultime
ore di agonia di Francesco
Mastrogiovanni.
AD ALESSANDRIA, COME ALTROVE, GLI ANARCHICI NON DIMENTICANO!
Laboratorio Anarchico PerlaNera, C.S.A. Lacandona, Federazione Anarchica del
Monferrato
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