Torino. Joy e le altre. Presidio antirazzista
Punto info, volantini, il DJ set hip hop dei KND hanno fatto da sfondo
allâiniziativa antirazzista tenutasi al Balon sabato 27 febbraio.
Qui qualche foto:
http://piemonte.indymedia.org/article/7775
In un clima pesante, segnato dagli arresti di sei antirazzisti quattro
giorni prima, lâiniziativa di solidarietà con Joy e le altre ragazze che,
nello scorso agosto presero parte alla rivolta nel CIE di via Corelli, Ã
stata il segno di un impegno antirazzista la cui urgenza à ogni sempre piÃ
ineludibile. Giorno dopo giorno.
Su uno degli striscioni esposti in piazza la scritta âNà CIE nà frontiere.
Ribellarsi à giustoâ.
La vicenda di Joy e delle altre quattro ragazze à esemplare dei tempi bui
in cui siamo forzati a vivere.
Facciamo un passo indietro.
Lo scorso agosto, quando il pacchetto âsicurezzaâ Ã diventato legge e la
reclusione nei CIE Ã passata da due a sei mesi, nelle gabbie degli
immigrati à divampata la protesta, con scioperi della fame, episodi di
autolesionismo, materassi bruciati, tentativi di fuga.
Per lunghe notti, dalle prigioni dei senza carte si sono levate grida.
Grida nel silenzio. Solo pochi antirazzisti erano là a dare sostegno a
chi, con la forza della disperazione, lottava per uno scampolo di vita,
per un pezzo di futuro.
Nel CIE di Milano la protesta à diventata rivolta. 18 uomini e 5 donne
sono stati arrestati.
Le ragazze si chiamano Joy, Hellen, Priscilla, Debby, Florence: alla prima
udienza del loro processo â allâapparire in aula dellâispettore di polizia
Vittorio Addesso â hanno gridato forte. La loro rabbia andava oltre la
paura. Addesso aveva fatto violenza a Joy, convinto che una ragazza in
prigione, africana e prostituta non si sarebbe ribellata. Invece la
dignità à pià forte della violenza dello Stato, pià forte del giogo
patriarcale.
I ribelli del CIE sono stati condannati a sei mesi. Uno di loro lâha fatta
finita uccidendosi.
Le cinque ragazze, finiti i sei mesi, dovevano uscire pochi giorni fa:
fuori le attendevano gli antirazzisti. Purtroppo gli sgherri di Maroni
sono arrivati prima. Le hanno prese di notte dalle carceri e (ri)portate
nei CIE.
Due di loro, Debby e Priscilla, sono ora nel centro di corso Brunelleschi
a Torino.
à importante che la loro storia, una storia di dignità e resistenza,
oltrepassi i muri le che rinchiudono.
Il silenzio à complicitÃ.
Per info e contatti:
Federazione Anarchica â FAI Torino
338 6594361
fai_to@inrete.it
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