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(it) Venaria (TO) Segnalazioni No Tav nei siti dei sondaggi
Date
Wed, 13 Jan 2010 08:17:39 +0100
Venaria. Segnalazioni No Tav nei siti dei sondaggi
In via Alessandria, via Traves e via Amati a Venaria, nei luoghi dei
sondaggi Tav, nella serata di domenica 10 gennaio sono comparse scritte di
segnalazione. “Qui (non) passa il Tav. No Tav No sondaggi!”. Queste zone,
in particolare via Amati, sono intensamente popolate e la gente deve già
subire notevoli nocività – dal rumore e inquinamento della vicina
tangenziale alla presenza di due tralicci giganti a pochi metri dai
balconi delle case. Anche a Venaria si resiste a quest’opera inutile,
dannosa, insostenibilmente costosa, per la vita, la salute, il futuro di
tutti.
Alcune foto qui:
http://piemonte.indymedia.org/article/7030
Continua ogni giorno la sorveglianza del territorio, la presenza dei No
Tav a Torino e nei comuni della cintura.
Già venerdì 9 è partito un giro per Torino che ha attraversato la
periferia nord, per arrivare alla zona di via Eritrea. Altro giro è stato
fatto sabato mattina nella zona sud ovest. Anche a Settimo si sono mossi i
No Tav visitando i siti.
Sabato a Susa diverse centinaia di No Tav hanno impiantato un presidio
permanente all’autoporto di Susa, in serata, a Bussoleno, un assemblea di
No Tav della Val Susa, di Torino, della Val Sangone ha ribadito con forza
che il Tav non passerà, che i sondaggi verranno fermati.
Ricordiamo a tutti l’assemblea No Tav di mercoledì 20 gennaio a Torino
promossa da No Tav Autogestione – Torino e Osservatorio Ecologico – Torino.
Appuntamento alle 21 in corso Ferrucci 65a.
Di seguito il testo del volantino che stiamo distribuendo in queste ore in
città.
A Torino e in Val Susa stanno partendo i sondaggi per il TAV. Il Tav –
Treno ad alta velocità - è un opera inutile, dannosa, distruttiva.
Un’opera che ha già devastato mezza Italia. Ovunque inquinamento del
suolo, rumore insopportabile, perdita di fonti idriche, distruzione
irreversibile dell’ambiente, case abbattute, città spezzate in due da
muraglioni.
Ogni chilometro di linea TAV costruita in Italia è costato la vita ad un
lavoratore.
Una montagna di soldi pubblici sono stati sottratti ai treni per chi
lavora, alle scuole per i nostri figli, ad una sanità decente per tutti.
Ha guadagnato chi costruisce – la lobby del cemento e del tondino, amici e
destra come s sinistra, abbiamo perso noi tutti.
In molti credono che il TAV Torino-Lyon sia solo un affare valsusino ma si
sbagliano: l’impatto dell’opera e dei cantieri che per 30 anni
sventreranno la nostra città sarà fortissimo.
Persino il commissario straordinario per la Torino Lyon, Mario Virano,
ammette che ben 250.000 torinesi dovranno fare i conti con i cantieri del
Tav. Uno su 4 di noi. Per 30 anni.
Con il nuovo tracciato il Tav attraverserà la città, taglierà in due la
tangenziale, demolirà case. Ci aspettano decenni di cantieri e di disagi,
per far guadagnare i soliti noti. Gli stessi che hanno distrutto le falde
acquifere per fare le gallerie Tav in Mugello, gli stessi della eterna
Salerno/Reggio Calabria, gli stessi che all’Aquila hanno costruito un
ospedale, nuovo, “antisismico”, che si è polverizzato alla prima scossa di
terremoto.
Cagnardi, l’architetto che ha preparato il progetto per Torino, ha
chiamato “birillo” una casa ad otto piani che si troverà sul percorso del
Tav in città. Che fine fanno i birilli lo sanno anche i bambini. In
questo, come nei tanti altri “birilli” che il Tav incontrerà sulla sua
strada, ci abitano uomini, donne e bambini, gente che magari ha fatto
fatica a mettere insieme i soldi per una casa che verrà espropriata a
basso costo. E parliamo dei “fortunati”, perché gli altri, quelli cui la
casa non la tireranno giù, il Tav se lo vedranno (e sentiranno) sfrecciare
sotto il naso. Per non dire di chi una notte – due anni fa è successo per
un ben più modesto cantiere della metropolitana – verrà evacuato perché i
lavori hanno compromesso la stabilità della sua casa.
La retorica di chi vuole l’opera ad ogni costo è piena di due parole
ripetute ossessivamente perché entrino nelle teste di ciascuno di noi.
Le parole sono progresso e collegamento con l’Europa: l’immagine è quella
della piccola Italia schiacciata dietro la catena alpina, mentre fuori
corrono veloci treni e autostrade: camion e vagoni pieni di biscotti,
caramelle e copertoni che vanno in Francia mentre dalla Francia arrivano
biscotti, caramelle e copertoni e in entrambe le direzioni viaggiano le
merci prodotte con il sudore e il sangue dei lavoratori dell’Asia e dei
mille sud di un mondo dove la globalizzazione della miseria va di pari
passo con la globalizzazione delle merci.
Ma a noi, alla nostra vita, serve tutto questo?
I dati, confermati anche dai tecnici governativi, dicono di no. Una linea
che collega Torino alla Francia c’è già ed è sotto utilizzata: ogni giorno
ci passano 78 treni e ne potrebbero passare 210 prima che la linea si
saturi e il faraonico scalo intermodale di Orbassano è utilizzato ad 1/3
della sua potenzialità perché non ci sono merci da trasportare.
Sulla Torino Lione i privati non hanno investito un euro, ma i costruttori
si preparano ad incassarne milioni. Soldi pubblici, presi dalle nostre
tasche.
Nel 2005 le barricate hanno fermato il Tav: i politici gli hanno riaperto
la strada.
Fermarli è possibile. Anche a Torino.
Contro chi devasta il territorio e saccheggia le risorse
Per la vita, la libertà, il futuro di tutti
No Tav Autogestione – Torino
notav_autogestione@yahoo.it
da fat-a-inrete.org
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