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(it) UNICOBAS Scuola & Università: La Scuola distrutta di Stefano d'Errico (Mimesis, Milano Novembre 2019) è nelle nostre sedi (o nelle LIBRERIE, dal 7.11.2019

Date Sat, 9 Nov 2019 09:17:45 +0200


UNICOBAS: La Scuola distrutta di Stefano d'Errico (Mimesis, Milano, Novembre 2019). PRENDILO: è già nelle nostre sedi, oppure ACQUISTALO (O PRENOTALO) CON LA CARTA DEL DOCENTE nelle LIBRERIE dal 7.11.2019 ---- Esce La Scuola distrutta. Trent'anni di svalutazione sistematica dell'educazione pubblica e del Paese (euro 30, Edizioni Mimesis, Milano, 6 Novembre 2019), di Stefano d'Errico (segretario dell'Unicobas) ---- Nel disinteresse generale di una società "incivile" che odia la cultura, con la complicità attiva di tutte le forze politiche e dei sindacati di partito, la scuola italiana è diventata l'ombra di se stessa. ---- Dalla "carta dei servizi" dell'industriale Lombardi (ministro nel 1995), con lo studente-cliente e le lettere anonime per valutare gli insegnanti, tutto è diventato "normale".

Normale, con Berlinguer, pareggiare lacune in matematica con "crediti" in educazione motoria, la Gelmini che s'inventa un "tunnel dei neutrini" dall'Aquila alla Svizzera e la Fedeli, diplomata con un titolo triennale. Legittimo valutare gli studenti con quiz che trasformano la battaglia di Azio nella "battaglia di Anzio" o che i genitori aggrediscano gli insegnanti senza venir denunciati. Che il Ministero neghi i dati sul burn out e contra legem non faccia prevenzione, mentre fa valutare i docenti da presidi mai formati o valutati e vieta gli scioperi più che nelle unità coronariche. Giacché per l'istruzione investono meno di noi solo Slovacchia, Romania e Bulgaria, con l'80% degli istituti fuori-norma sulla sicurezza e l'obbligo più basso d'Europa, si punta sul liceo scientifico a 4 anni e senza il latino. Un terzo degli insegnanti di sostegno non è specializzato. Il codice deontologico dell'istruzione pubblica è stato scritto da un cardinale. S'impedisce solo ai sindacali di base il diritto di assemblea durante le elezioni per la rappresentatività e s'impone a tutti i pensionati l'iscrizione ai sindacati di partito. Si può azzerare l'anzianità di servizio di 70.000 non docenti e mandarli in pensione con 1.000 euro dopo 40 anni di servizio (anno Domini 2000). Una riforma chiamata "Buona Scuola" demansiona abilitati per latino e greco a far supplenze nelle primarie, e destina un professore di matematica dove ne serve uno di lettere. Poi, un Governo che si diceva "del cambiamento" (ma il rischio resta pendente anche con la compagine "giallo-rossa") voleva regionalizzare Scuola ed Università in un Paese a tre (e più) velocità con l'obiettivo di mantenere a Nord il residuo fiscale delle regioni ricche, quando nel Mezzogiorno neppure il tempo pieno è mai andato davvero a regime, completare il diritto allo studio (costituzionalmente sancito) è cosa quasi opzionale ed il numero delle scuole è ancora inferiore al dovuto. Infine, i docenti sono relegati nel pubblico impiego e gli "aumenti" contrattuali non possono superare l'inflazione "programmata". Vengono perciò retribuiti al livello più basso della Ue e la metà dei coreani. Così è stata distrutta la scuola.

Questa è la sinossi de La Scuola distrutta. Trent'anni di svalutazione sistematica dell'educazione pubblica e del Paese (Edizioni Mimesis, Milano, Novembre 2019), che sarà nelle librerie dal 7 Novembre.
Concludo con quanto ha scritto Pino Aprile curando l'introduzione del libro: "Temevo di esagerare con i sospetti sull'esistenza di un piano per sgretolare una delle eccellenze italiane, la scuola; il libro di d'Errico mi conferma che non è troppo quel che penso.[...]Tutte queste coincidenze demolitrici, pur al mutare di governi e schieramenti politici si giustificano solo in un modo.[...]Le "riforme" (a perdere) hanno colpito giusto i tratti distintivi di quel che ci fa "italiani"; siamo il Paese con il maggior patrimonio artistico al mondo, una delle più grandi tradizioni musicali, la storia più ricca e una lingua base, il latino, da cui derivano quelle di mezza Europa e più di mezz'America; e giusto queste discipline vengono abolite, mutate in facoltative o ridimensionate, quasi a voler scientificamente cancellare quanto ci identifica. In quale Paese si sarebbero espunti dai programmi tutti gli autori e i poeti meridionali, inclusi i premi Nobel come Salvatore Quasimodo e Grazia Deledda? E l'Italia è stata definita (per esempio da Steve Bannon) il laboratorio mondiale per la distruzione degli Stati nazionali. Se questo si vuole, la prima cosa da fare è amputare un popolo della sua memoria, delle specificità che lo rendono riconoscibile a se stesso e agli altri come "nazione". Non si può distruggere un Paese, senza prima distruggere la sua coscienza di essere tale; e quella coscienza viene dalla storia e dalla scuola. Scorrendo le pagine di questo libro, ti accorgi di quante cose abbiamo fatto passare e dimenticato. Stefano d'Errico non risparmia nessuno (che delusione i sindacati "ufficiali"); la lettura dell'opera di demolizione sfianca, deprime, ma suscita la sana voglia di reagire che è andata persa in questi anni. I docenti italiani sono i peggio trattati in Europa e fra i peggio trattati al mondo".

VIDEO DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO, LC "MAIANI", ROMA, 29 OTTOBRE 2019. Vai al link del Canalu You Tube Unicobas: https://youtu.be/bK2TCAzblo0

FOTO DEI PRIMI EVENTI: https://www.facebook.com/LaScuolaDistrutta/photos/?tab=album&album_id=101120397978989

VISITA LA PAGINA Facebook del libro: https://www.facebook.com/LaScuolaDistrutta/?modal=admin_todo_tour

ARTICOLI SUL LIBRO:

il Fatto Quotidiano: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/03/scuola-il-degrado-e-diventato-normale-attenzione-a-chi-vuole-amputare-un-popolo-della-sua-memoria/5544392/?fbclid=IwAR0pzzbuSxsNN7lRNs8RO_XYGg0d0IVYHQunN35HsYyPA7W1wGkw0duGWuQ

La Tecnica della Scuola: https://www.tecnicadellascuola.it/la-parabola-discendente-del-prof-ridotto-a-impiegato-senza-carriera-convegno-la-scuola-distrutta
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