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(it) anarres info: Sabato 2 giugno. Presidio antimilitarista

Date Wed, 13 Jun 2018 09:21:54 +0300


Il 2 giugno lo Stato festeggia se stesso con parate e cerimonie militari. ---- A Torino i militari saranno in piazza Castello. ---- ore 16 presidio antimilitarista in via Garibaldi angolo piazza Castello. ---- L'Italia è in guerra. A pochi passi dalle nostre case si producono e si testano le armi impiegate nelle guerre di ogni dove. ---- Le usano le truppe italiane nelle missioni di "pace" all'estero, le vendono le industrie italiane ai paesi in guerra. Queste armi hanno ucciso milioni di persone, distrutto città e villaggi, avvelenato irrimediabilmente interi territori. ---- L'Italia è in guerra. Ma il silenzio è assordante. ---- La retorica sulla sicurezza alimenta l'identificazione del nemico con il povero, mira a spezzare la solidarietà tra gli oppressi, perché non si alleino contro chi li opprime. ---- Chi promuove guerre in nome dell'umanità paga il governo libico e quello turco perché i profughi vengano respinti e deportati.

Ogni giorno dalla stazione di Torino partono treni diretti in alta Val Susa. Polizia e militari selezionano le persone in base al colore della pelle.
In Piemonte i migranti prendono le rotte alpine al confine con la Francia.
Il confine è una linea sottile sulle mappe. Tra boschi e valichi, tra le acque del Mare di Mezzo, non ci sono frontiere: solo uomini in armi che le rendono vere.
Le frontiere tra i sommersi e i salvati sono ovunque, ben oltre i confini di Stato e le dogane.
Ogni strada è una frontiera, da attraversare con circospezione. I senza carte ogni giorno rischiano di incappare in una pattuglia, di essere rinchiusi nel CPR o deportati a migliaia di chilometri di distanza.
Pochi giorni fa una giovane donna per sfuggire ai gendarmi è scappata da sola, di notte nei boschi. L'hanno trovata morta nella Durance. Il corpo di un migrante sconosciuto è riaffiorato nella neve,

I militari che vedete a Porta Nuova e al confine sono gli stessi che fanno la guerra in Afganistan, Iraq, Libia...
Anche qui fanno la guerra. La guerra ai poveri, la guerra a chi fugge dalle bombe e dall'occupazione militare.

Il silenzio è assordante. Il pensiero sulla sicurezza - lo stesso a destra come a sinistra - sembra aver paralizzato l'opposizione alla guerra, al militarismo, alla solidarietà a chi fugge persecuzioni e bombe.

In Val Susa, nel brianzonese e a Torino c'è chi ha deciso di non stare a guardare la gente che crepa, i ragazzi che si perdono nella neve, che dormono in strada.
Mettersi in mezzo è possibile. Dipende da ciascuno di noi.

Assemblea antimilitarista
antimilitarista.to@gmail.com

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