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(it) Comidad, le news del 2 maggio 2013

Date Sun, 5 May 2013 10:57:13 +0200


Comidad, le news del 2 maggio 2013
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario".
IL GOVERNICCHIO NATO-FMI SANTIFICATO DA UN ATTENTATINO
Nelle cosiddette società civili, moderne o post-moderne, lo
spargimento di sangue sembra proprio possedere gli stessi effetti di
consacrazione che ha nelle società primitive e tribali. L'attentatino
di domenica scorsa, è quindi servito a conferire un po' di legittimità
emergenziale ad un "governissimo" che presentava il bassissimo profilo
di un governicchio, al quale la spruzzata di "politically correct"
della massiccia presenza femminile - fra cui una donna di origine
congolese -, non era riuscita ad attribuire alcuna credibilità in più.

Particolare sconcerto ha suscitato la nomina della guerrafondaia Emma
Bonino a ministro degli Esteri; una scelta all'insegna del fanatismo
americo-sionista, che si configura come un'esplicita rinuncia ad una
propria politica estera, che viene ufficialmente delegata alla NATO.
Dagli anni '90 la Bonino svolge questo ruolo di portavoce della NATO,
ed ora potrà scorazzare per le televisioni addirittura in veste di
ministro degli Esteri. Evidentemente c'è in vista qualche altra guerra
della NATO: Siria, Iran, Sudan, Zimbabwe, Corea del Nord. Si tratta
solo di scegliere. C'è da essere certi che, quando si tratterà di
votare per finanziare le missioni militari, la già pletorica
maggioranza attuale si dilaterà ulteriormente.

L'impressione è che l'attuale soluzione governativa sia stata
preparata nello stesso periodo in cui si fingeva di inviare il povero
Bersani a compiere le sue "esplorazioni". Prospettare la candidatura
di Emma Bonino alla Presidenza della Repubblica, ha costituito un
espediente propagandistico per ripescare la sua immagine dal
dimenticatoio, riverniciandola anche di quell'alone di prestigio che
le mancava. Si è trattato di una manovra propagandistica analoga a
quella di paventare la nomina di Giuliano Amato a Presidente del
Consiglio, in modo da attribuire immediatamente ad Enrico Letta
l'etichetta consolatoria del "meno peggio" di fronte alla pubblica
opinione.

Ma la totale rinuncia dell'attuale governo a fare politica in proprio,
è stata ufficializzata anche dalla nomina di Fabrizio Saccomanni al
ministero dell'Economia. Che anche un governo che si pretende
"politico", abbia accettato di affidare ancora una volta la guida
dell'economia ad un sedicente "tecnico", costituisce un'automatica
smentita di tale pretesa. Inoltre, il fatto che Saccomanni abbia
ricevuto la sua formazione nel Fondo Monetario Internazionale,
autorizza allo scetticismo circa la sua autonomia da questo organismo
sovranazionale. Non che lo stesso Saccomanni faccia molto per celare
questo suo legame sentimentale col FMI, poiché nel 2009 elaborò un
documento di analisi del sistema monetario internazionale, in cui
affermava che la causa della crisi finanziaria consisteva nel non aver
concesso abbastanza potere al FMI. L'ideale di Saccomanni era quindi
rappresentato da un governo mondiale dell'economia sempre più affidato
al FMI. (1)

Per consentire queste repentine conquiste di maggior potere, occorre
una grave emergenza in grado di giustificare tutto. Lo scoppio della
crisi finanziaria greca nel 2010 - l'anno successivo al profetico
documento di Saccomanni -, avrebbe in effetti consentito una crescente
ingerenza del FMI in Europa; ed all'epoca anche illustri commentatori
dell'area "progressista" celebrarono questa "rivincita" del FMI e del
suo principale azionista, cioè gli Stati Uniti. (2)

Chiaramente la storiella propinata da Federico Rampini, secondo cui un
FMI emarginato ed incompreso sarebbe ritornato alla ribalta per la sua
capacità di affrontare le crisi, è la solita propaganda vittimistica
dei potenti, dato che il FMI ha tratto dalla crisi greca solo
pretesti per ampliare il suo storico strapotere. Qualche malpensante
potrebbe persino sospettare che Saccomanni sia stato messo lì per
preparare anche in Italia qualche emergenza finanziaria che consenta
al FMI di farla ancora di più da padrone, ma si tratterebbe di
sospetti meschini e ingenerosi. Perché mai un uomo del FMI dovrebbe
comportarsi da uomo del FMI?

Nel campo della cosiddetta opposizione, c'è da registrare il fatto che
il M5S, una volta perso il centro della scena, sta diventando un
bersaglio fisso per ogni genere di provocazione, dalle accuse
pretestuose di favorire la violenza, al gioco di pretese rivelazioni
fondato su banalità. Si sta quindi prospettando una riedizione, un po'
più colorita, della "opposizione"-punching ball alla Bertinotti.

Il M5S ha perso la sua occasione quando non è andato a scoprire il
bluff che Napolitano aveva allestito con il suo pseudo-incarico a
Bersani. A Grillo sarebbe bastato accettare di discutere il programma
di un eventuale governo con Bersani, e non appena si fosse parlato di
TAV o MUOS, sia Napolitano che i doppiogiochisti interni al PD
sarebbero stati costretti a smascherarsi pur di affossare la
prospettiva di un governo di coalizione col M5S.

Invece Grillo ha scelto (o è stato costretto a scegliere) di
addossarsi per intero la responsabilità del fallimento di Bersani
davanti alla pubblica opinione, ed ora si ritrova a non poter più
smentire l'etichetta mediatica di quello che protesta, ma non sa
proporre nulla. Gli atteggiamenti da purista e bigotto possono
benissimo servire a coprire un sostanziale conformismo nei confronti
dell'ideologia dominante. Ora, anche grazie a Grillo, persino uno
come Enrico Letta potrà, per un po', spacciarsi come la strada
obbligata, l'unica salvezza contro il disastro dell'ingovernabilità.

Anche le dichiarazioni del M5S durante il voto di fiducia al governo
non hanno tentato nulla per scalfire questa aureola dello stato di
necessità; in particolare, tutta la polemica si è rivolta su questioni
strettamente interne, senza mettere in evidenza il fatto che il
governo Letta manifesta i segni di un'ulteriore esasperazione della
dipendenza dagli organismi sovranazionali. Ma, d'altra parte,
prendersela con i "politici" è molto meno pericoloso che mettere al
centro dell'attenzione le magagne della NATO e del FMI.

1) http://www.astrid-online.it/rassegna/Rassegna-27/12-03-2009/Saccomanni.pdf

2) http://rampini.blogautore.repubblica.it/2010/04/24/crisi-greca-una-rivincita-per-fmi-e-usa/

2 maggio 2013



Commenti flash 02/5/13

FRANCESCO, IL POVERELLO DI UCCISI

In occasione della prossima visita del papa a Rio de Janeiro, le
squadre della morte della polizia brasiliana stanno "ripulendo la
città dai narcos", cioè massacrano la gente delle favela.
Programmatica la denominazione ufficiale dei killer utilizzati: UPP,
Unità di Polizia Pacificatrici. (1)
http://247.libero.it/focus/25448105/8425/brasile-papa-francesco-a-rio-unita-speciali-di-polizia-ripuliscono-le-favela-dai-narcos/

Ma, si dirà, il povero papa Francesco di tutte queste violenze
poliziesche non poteva essere a conoscenza. Forse lo hanno messo
davanti al fatto compiuto? No, non è così. C'è addirittura un
precedente. Durante la visita di Woytila a Rio de Janeiro nel 1997, vi
furono le stesse operazioni delle squadre della morte. Di questi
episodi sanguinosi si riferiva, in modo stringatissimo e imbarazzato,
anche nel corpo di un articolo de "La Repubblica" dell'epoca. (2)
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/10/03/solo-la-chiesa-chiede-perdono.html

Su questi crimini del 1997 commessi dalle squadre della morte nelle
favela, in Brasile è stato fatto persino un film: "Tropa de Elite" del
2007. Un film ben fatto, confezionato da un artista abile e
opportunista, che sa maneggiare tutte le ambiguità del linguaggio
cinematografico, tanto che il film può essere letto sia come una
denuncia della violenza poliziesca che come una sua esaltazione. (3)

https://www.youtube.com/watch?v=iktfuKUM4qE
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