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(it) Chiapas, assassinato un compagno a San Sebastian Bachajón

Date Wed, 1 May 2013 00:49:35 +0200


Chiapas, assassinato un compagno a San Sebastian Bachajón
Assassinato Juan Vazquez, aderente a la Sexta di Bachajon
Dal sito di Enlace Zapatista
25 di Aprile 2013. La Red contra la Represión Chiapas riceve con
rabbia e indignazione la notizia dell’assassinio del compagno Juan
Vázquez dell’ejido di San Sebastian Bachajón.
Juan è stato vittima di un’imboscata nei pressi della sua casa il
giorno 24 di aprile; raggiunto da cinque colpi di arma da fuoco che lo
hanno ammazzato sul colpo. Gli autori di questo assassinio codardo ed
infame sono scappati su un mezzo color rosso subito dopo
l’aggressione.

Juan Vázquez ci ha accompagnato in numerose manifestazioni, eventi,
fori, etc per tutti questi anni. È sempre stato in prima linea nella
lotta del suo ejido per la dif esa del territorio contro il
mega-progetto turistico della cascate di Agua Azul e per la libertà
dei e delle prigioniere politiche nell’orbita della Sesta
Dichiarazione della Selva Lacandona.

Siamo in attesa di informazioni più dettagliate ma è evidente che si
tratta di un assassinio politico legato ai molteplici interessi
imprenditoriali, politici ed economici della zona.
Ci solidarizziamo con i suoi familiari e la sua comunità ed esprimiamo
il più profondo dolore per questa grande perdita. Nonostante ciò non
ci diamo per vinti e incanaliamo questa rabbia per far più forte la
nostra lotta e mantenere sempre vivo il ricordo del nostro compagno
Juaned il suo esempio di resistenza.

RED CONTRA LA REPRESIÓN CHIAPAS



26 aprile 2013 di Comitato Chiapas &q uot;Maribel" Bergamo

La Jornada – Venerdì 26 aprile

Bachajón, Chiapas: assassinato il dirigente degli ejidatarios
pro-zapatisti. Juan Vázquez Gómez ucciso da cinque colpi di pistola
davanti a casa sua.

Hermann Bellinghausen. Inviato. San Cristóbal de las Casas, Chis., 25
aprile. Il dirigente degli ejidatarios aderenti alla Sesta
Dichiarazione della Selva Lacandona a San Sebastián Bachajón, Juan
Vázquez Gómez, è stato assassinato la notte di mercoledì da individui
non identificati che l’hanno ucciso con cinque colpi di pistola. I
fatti sono avvenuti intorno alle 23 fuori da casa sua, hanno
comunicato gli ejidatarios.

Questa mattina, il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las
Casas (Frayba) ha condannato l’omicidio del segretario generale degli
aderenti alla Sesta a San Sebastián Bachajón, municipio di Chilón.
Vázquez Gómez si è distinto per la sua partecipazione attiva in difesa
della terra e del territorio contro l’esproprio governativo delle
cascate di Agua Azul e l’imposizione del botteghino di ingresso al
sito.

Alcuni vicini, aggiunge il Frayba, riferiscono che Juan è stato
aggredito proprio mentre stava entrando in casa; gli aggressori “sono
fuggiti a bordo di un camioncino rosso in direzione di Sitalá, sulla
strada che collega Ocosingo, Cancuc e Chilón”.

Dal 2007 Vázquez Gómez partecipava attivamente alla difesa del
territorio ejidale, per il quale è aperto il ricorso n. 118/2013
attualmente in revisione presso il Tribunale di Tuxtla Gutiérrez.

Bisogna ricordare che il 17 aprile gli ejidatarios aderenti alla Sesta
hanno denunciato che il loro territorio è minacciato dalla politica
ufficiale di esproprio che prosegue con l’attuale governo dello stato.
Il governo precedente si era distinto per la persecuzione degli
ejidatarios che si oppongono all’esproprio per, fini turistici, di una
parte delle loro terre, con la partecipazione diretta del segretario
di Governo, Noé Castañón León, come da ripetute segnalazioni degli
ejidatarios tzeltal.

A sua volta, la Rete contro la Repressione in Chiapas ritiene evidente
che si tratta di un omicidio politico, per i molti interessi
imprenditoriali, politici ed economici nella zona. E dalla prigione di
San Cristóbal de las Casas, i detenuti della Voz del Amate e
Solidarios de la Voz del Amate condannano i fatti e chiedono alle
autorità di indagare e punire i responsabili.

In una situazione di crescente tensione nella zona di Chilón, nelle
scorse settimane sono state denunciate nuove minacce contro g li
aderenti della Sesta dell’ejido di Jotolá.
http://www.jornada.unam.mx/2013/04/26/politica/028n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)



Da Infoaut

http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/7636-chiapas-assassinato-un-compagno-a-san-sebastian-bachaj%C3%B3n

Chiapas, assassinato un compagno a San Sebastian Bachajón





San Sebastian Bachajón. La notte del 24 aprile è stato ucciso Juan
Vázquez Guzmán, 32 anni spesi nella difesa del suo territorio, nella
selva centrale del Chiapas, e della sua popolazione. Cinque colpi di
pistola a freddo, dopo che il suo omicida l'ha chiamato fuori mentre
era in casa con la moglie e i due bambini. Juan è morto sul colpo
sulla porta, mentre l'omicida é scappato a bordo di un furgone che lo
aspettava poco lontano. Eliminando uno dei portavoce di questa
comunitá resistente si è voluto mandare un messaggio chiaro a chi
insieme a lui sta portando avanti una battaglia contro la
privatizzazione del territorio, in solidarietà con le altre lotte
antisistemiche in tutto il paese.



San Sebastian Bachajón é una comunitá accanto alla conosciuta riserva
della biosfera delle cascate di Agua Azul. In questo meraviglioso
contesto naturale, da sempre territorio di indigeni tzeltal e ch'ol,
si vive da anni una storia di resistenza e lotta contro i progetti di
un governo che vorrebbe – ancora una volta – espropriare il territorio
ai suoi abitanti per implementare un progetto di sfruttamento
“eco-turistico” su larga scala. Dal 1980 é cominciata la costruzione
di negozi e strutture balneari, da quando il luogo fu dichiarato “Zona
di protezione forestale e rifugio di fauna silvestre”. Con questo
meccanismo l'amministrazione federale dello stato esercita il
controllo diretto sul territor io e sulle sue risorse strategiche
(terra, acqua, risorse minerarie, biodiversitá etc), inserendo la zona
in un“area protetta” di fatto strappando la gestione della zona
all'assemblea dei contadini locali.



Il terreno delle cascate é oggi circondato da un lato da territori
recuperati con l'insurrezione zapatista del 1994, dall'altro
dall'ejido (terreno gestito collettivamente) di San Sebastian
Bachajón. Questo rappresenta un ostacolo agli interessi di governo e
privati, che vorrebbero implementare lo sfruttamento di quella zona
con l'allargamento del Centro ecoturistico costruendo hotel, parchi
acquatici, parcheggi e negozi. Si tratta di un punto di interesse
geo-politico ed economico fondamentale, poiché le mire del governo
vorrebbero trasformarlo in un importante punto turistico chiapaneco
battezzato “la Cancún verde”. Un mega-progetto che dietro l'ipoc rita
definizione di “eco-turistico” cela in realtá l'esproprio di terre a
chi da secoli le abita e se ne prende cura, nonché la distruzione
irreversibile dell'ecosisitema locale, finalizzate alla speculazione e
all'accumulazione di capitale ad ogni costo.



Contro tutto questo si oppongono dal 2007 gli abitanti di Bachajón.
Aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona dell'EZLN, i
membri di questa comunitá sono stati piú volte oggetto di brutali
episodi di repressione da parte dei tre livelli di governo
(municipale, statale e federale) e delle forze paramilitari, mirati a
sfiancarne la resistenza. Dal 2008 gli abitanti hanno riconquistato il
punto di accesso alla zona turistica delle cascate, da cui il governo
riscuoteva un ticket d'ingresso dai visitanti, con la volontà di
riappropriarsi delle risorse anche economiche che gli spettano per
finanziare i progetti autonomi della comunità. Nel 2011 va in porto
uno dei tanti tentativi di sgombero con una violentissima repressione
che porta all'arresto di 117 persone, 107 delle quali vengono
rilasciate dopo pochi giorni, ma gli ultimi 5 prigionieri rimangono in
carcere per 4 mesi. Fra ripetute detenzioni arbitrarie, sequestri,
minaccie, uso della tortura, attacchi di organizzazioni paramilitari e
affiliati al sistema di partiti la zona era già stata segnalata come
zona “di allerta” rispetto all'intensità della repressione nello stato
del Chiapas1.



Repressione brutale e militarizzazione del terriorio rappresentano la
quotidianeità del contesto chiapaneco e piú in gene rale di quello
messicano, in quella che viene da tempo definita come “guerra
integrale di sfiancamento”. La strategia controinsurrezionale di
questa guerra é quella di operare su vari livelli – politico,
economico, militare – per stroncare ogni resistenza territoriale, ogni
esperienza di autonomia, con l'obiettivo di salvaguardare gli
interessi dei capitali (trans)nazionali e mantenere al potere il
modello neoliberista. Una guerra disegnata direttamente dal Pentagono
contro l'EZLN e i suoi alleati2. Sul piano economico si ricorre
all'utilizzo di finanziamenti o “piani sociali” assistenzialisti3 che
mirano alla disgregazione del tessuto sociale all'interno delle
comunitá, favorendo l'assimilazione alla logica del mercato delle
componenti sociali che lo rifiutano, facilitandone la governabilitá.
Sul piano politico attraverso le argomentazioni demagogiche di guerra
al narcotraffico, contrasto della povertá, sviluppo economico
sostenibile o pace e sicurezza sociale si giustificano la
criminalizzazione della resistenza, il controllo e la repressione. In
Chiapas il governo afferma pubblicamente di valorizzare le istanze
dell'EZLN, mentre nella pratica agisce inasprendo il conflitto
specialmente contro le comunitá zapatiste o aderenti alla Sesta. Sul
piano militare, come giá sottolineato, l'intento delle azioni
praticate con forze regolari e irregolari é quello di creare nella
popolazione il forte impatto psicologico del terrore.



Oggi l'omicidio del compagno Juan Vázquez di Bachajón ci ricorda
brutalmente che questa guerra é ancora in corso. Messaggi di
solidarietá e forza per la sua comunitá sono arrivati da tutto il
Messico e non solo, per ribadire che non é con il sangue che si
arresterá la resistenza. Oggi piú che mai, a Bachajón come nelle altre
comunitá in lotta, la lucha sigue.



Nel video: Juan racconta della resistenza di Bachajón e dell'arresto
di massa del febbraio 2011.





1 In un rapporto del Centro per Diritti Umani Fray Bartolomé de las
Casas del 2011, dal titolo “Il governo crea e amministra conflitti per
il controllo territoriale in Chiapas”.
http://www.frayba.org.mx/archivo/informes/110303_informe_territorio_bachajon.pdf

2Potremmo definirlo il corrispettivo messicano della dottrina d'azione
integrale del cosiddetto “plan Colombia”.

3Provenienti dal FMI o dalla Banca Interamericana di Sviluppo
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