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(it) Jesi: L’ultimo giorno di febbraio.

Date Sat, 2 Mar 2013 17:34:46 +0100


L’ultimo giorno di febbraio.
Chissà come sarà ricordato l’ultimo giorno del febbraio 2013. Molti
diranno delle dimissioni di un oscuro pontefice che fra le tante cose
parlò di dittatura del relativismo, senza preoccuparsi delle dittature
politiche o economiche. Altri penseranno allo scatto d’orgoglio di un
presidente alla fine del suo mandato, a difesa di un paese definito a
rischio contagio dai tedeschi e che ospita clown in parlamento secondo
gli inglesi.
A sinistra … ma già da molto prima di quel 28 febbraio era scomparsa
la sinistra sotto le macerie di un tentativo goffo di essere partito
di governo, senza essere più partito di lotta. Sulla macerie stanno i
novelli portabandiera della forza della ragione, che rischia però
sempre più di apparire come ragione della forza.
Non molti si ricorderanno di quest’ultimo giorno di febbraio come un
giorno di infamia in cui le ragioni del lavoro, del diritto, della
giustizia sono state cancellate in un’aula di tribunale rubando per
l’ennesima volta i 7 operai morti della Thyssenkrupp alle loro
famiglie. E all’infamia vecchia si aggiunge quella nuova di un altro
morto sul lavoro all’Ilva di Taranto, il terzo in appena cinque mesi.
Il quadro non è dei migliori, ed anche se il paese si è stretto
attorno a guru vecchi e nuovi, chi sperando, chi rassegnandosi, tanto
per aumentare la confusione, i soliti 007 istituzionali lanciano
l’allarme di attentati, sommovimenti, fabbriche cinesi che ci rubano
il lavoro e chi più ne ha più ne metta. O come la caccia alle streghe
di chiunque si opponga, utile a fare processi farsa, tanto pesanti sui
media quanto vuoti di verità. Quando c’è insicurezza politica,
ristrutturazione economica e pericolo di rivolta sociale, la strategia
della confusione e della tensione è un prodotto made in Italy
classico. Magari per favorire il formarsi di un governo, l’elezione di
un capo, la pacificazione della rabbia sociale di chi, molto presto,
si accorgerà che dopo le urne … non è cambiato niente.
FAI – Federazione Anarchica Italiana
Gruppo “Michele Bakunin” – Jesi
Gruppo “Francesco Ferrer” – Chiaravalle


Fip. Via Pastrengo 2 - Jesi
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