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(it) Torino: Matti da slegare. Serata antipsichiatrica

Date Fri, 15 Feb 2013 19:17:54 +0100


Matti da slegare. Serata antipsichiatrica
Venerdì 15 febbraio ore 20
corso Palermo 46
aperibenefit per il telefono antipsichiatico
video sugli ospedali psichiatrici giudiziari
presentazione del collettivo “Francesco Mastrogiovanni”
Per approfondimenti sul TSO ascolta l’intervista a Robertino Barbieri
Il collettivo antipsichiatrico "Francesco Mastrogiovanni" nasce
dall'incontro di persone diverse che hanno sentito l'urgenza di dar
voce, corpo e forza alla propria indignazione.
Un'indignazione di chi sa che nel nostro paese basta la firma di un
medico, quella di un sindaco ed il gioco è fatto. Uomini e donne
smettono di essere uomini e donne, liberi di scegliere la propria
vita, liberi di decidere se assumere o meno dei farmaci, liberi di
scegliere una cura. Uomini e donne vengono presi con la forza,
rinchiusi in un repartino psichiatrico, riempiti di psicofarmaci e
spesso legati ai letti. Prigionieri senza possibilità di parola,
perché la parola di chi finisce in repartino è parola alienata. In
tutti i sensi. Parola priva di senso, parola privata di senso perché
chi parla non è ragionevole. Non è ragionevole, perché la ragione è
fuori dal repartino, perché la ragione è solo del potere che
imprigiona, lega con corde chimiche e di cotone.

I manicomi sono stati le discariche sociali per gli incompatibili,
quelli che la legge non riusciva e perseguire, ma anomali per la
società dove vivevano, incapaci di svolgere il ruolo loro assegnato.
La fine della follia criminale rappresentata dal manicomio non è stata
però la fine della follia, come categoria/catena da usare contro chi
non vive con agio la propria vita.
Un disagio che sarebbe sciocco negare, ma è criminale imprigionare.
Eppure è quello che avviene ogni giorno in questo paese con i TSO, i
trattamenti sanitari obbligatori. Il marchio della follia rende
normale quello che normale non è. Chi è folle è "fuori". Fuori di
testa, fuori dal consesso umano, fuori dalle regole, che formalmente
ne tutelano l'integrità fisica e la libertà.
Chi oggi lavora per la riapertura dei manicomi - piccoli privatizzati
ma sempre manicomi - fa leva sul radicamento tenace del pregiudizio
psichiatrico, tanto tenace da essere ancora saldamente impiantato nel
lessico comune.
Per sconfiggerlo serve informazione, serve anche azione diretta contro
gli abusi.
Noi non vogliamo dire alle persone come devono vivere, non siamo
medici e nemmeno giuristi, siamo solo persone disponibili ad offrire
appoggio alle vittime della psichiatria, a chi i farmaci non li vuole,
a chi viene ricoverato, legato, dopato contro la propria volontà.

Cosa fa il collettivo?
- informare coloro che hanno a che fare con l'inferno psichiatrico
- raccogliere denunce di abusi relativi a Trattamenti Sanitari
Obbligatori e somministrazione massiccia di psicofarmaci
- informazioni su contenzione fisica e farmacologica
- aprire uno spazio al dibattito su usi e abusi della psichiatria
- aiuto legale
- telefonico antipsichiatrico per chi si trova impigliato nelle maglie
della psichiatria e vuole liberarsene, o rischia di finirci e vuole
evitarlo. Parimenti è rivolto a chi si trova con un familiare o con un
amico rinchiuso in psichiatria e vorrebbe capire cosa gli stanno
realmente facendo e come poterlo aiutare.

Il telefono funziona con la segreteria telefonica tutti i giorni.
Una volta alla settimana - dalle 19 alle 21 del martedì - rispondiamo
direttamente.
Il numero è: 328 7623642
Il telefono è autogestito e autofinanziato

Le riunioni del Collettivo antipsichiatrico “Francesco Mastrogiovanni”
si tengono ogni martedì alle 21 in corso Palermo 46

Per contatti: antipsichiatriatorino@inventati.org

http://anarresinfo.noblogs.org/
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