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(it) Irlanda: In pochi alla "Veglia per la Vita", nonostante i tanti soldi spesi [en]

Date Sat, 26 Jan 2013 10:47:07 +0100


Irlanda: In pochi alla "Veglia per la Vita", nonostante i tanti soldi spesi [en]
Sabato a Dublino ha visto un altro disperato tentativo da parte della
coalizione "anti-scelta" [ossia contro la scelta della donna di
decidere - ndt.] per evitare che il Dáil (la Camera irlandese)
introduca legislazione che permetterebbe l'aborto in casi in cui la
vita della donna è in pericolo. Nonostante mesi di preparazione,
comportando una spesa che deve essere stato vicino a un milione di
euro, e nonostante che i parroci, durante la messa in ogni parocchia,
abbiano reso obbligatorio la partecipazione a tutti i cattolici, meno
di 15.000 si sono presentati alla manifestazione. Rispetto alle
150.000 donne che hanno dovuto viaggiare per ottenere aborti negli
ultimi decenni, ciò equivale a quasi nulla, un pugno di fanatici
trasportati in autobus da tutto il paese.
Ci sono sempre discussioni sui numeri dopo una tale manifestazione e
non abbiamo intenzione di dire di aver contato la folla: non l'ha
fatto nessun altro a quanto sembra perché non abbiamo visto alcuno
farlo nonostante il fatto che il punto di ingresso molto strettamente
controllato l'avrebbe facilitato. Quello che possiamo dire comunque è
che lo spazio in cui la manifestazione si è svolta è troppo piccolo
per contenere i 25.000 che inizialmente sia Caroline Simons [1] che
Eoghan de Faoite, il leader normalmente reticente di Youth Defence
[2], hanno proclamato dal palco. Alcune ore dopo la manifestazione,
gli organizzatori hanno deciso che era il caso di rivendicare una
cifra ancora più ridicola: 30.000 e più, probabilmente a causa della
facilità con cui sono riusciti a convincere i media a ingoiare la
cifra di 25.000. La pagina Facebook di Family & Life, fronte di Youth
Defence, si spinse fino ad affermare che la folla "sembrava" 50.000.

Non c'è nulla di nuovo in tutto questo: anche Youth Defence ha cercato
di moltiplicare il numero di partecipanti alla loro manifestazione lo
scorso novembre per un fattore di 3, trasformando una partecipazione
molto scarsa di 2-3.000 in 10.000. Anticipando questo, un gruppo di
militanti del WSM è andato alla "Veglia per la vita" e l'ha percorso
da un capo all'altro più volte per stimare la densità della folla, per
vedere chi c'era veramente, per poter offrire una ragionevole stima
del numero totale di chi è così bigotto in Irlanda da voler negare
alle donne un aborto per salvarli la vita, solo per motivi religiosi.

I nostri militanti hanno segnalato i seguenti punti:

* La prima cosa da notare era la quantità enorme di denaro che era
stata spesa. Due schermi giganti da concerto erano stati eretti, così
come un grande palcoscenico. Questi elementi da soli sarebbero costati
molte volte l'importo totale che la rete "pro-choice" [4] ha avuto a
disposizione per l'organizzazione della veglia in sostegno a Savita
Halappanavar [5] nel mese di novembre, di simili dimensioni.

* C'erano mucchi enormi di costosi cartelli prestampati a colore. Non
lasciavano che la gente entrasse con cartelli propri: i nostri
militanti erano testimoni di una scena dove una donna litigava
furiosamente con tre del servizio d'ordine che si rifiutavano di
lasciarla entrare con un cartello che diceva "Il 'Regno' dice NO
all'aborto" (foto sotto) [6]. Sembrava anche che la polizia aiutasse
con questa operazione, dal momento che abbiamo visto il servizio
d'ordine che sequestrava una croce gigante da una figura col manto
rosso e la croce è stato poi portato in una tenda (vedi foto) da un
poliziotto. Non siamo sicuri esattamente quale legge il poliziotto in
questione immaginava di applicare.

* La maggior parte dei partecipanti era composta di persone anziane e
dei loro nipoti. Era evidente che c'erano pochissime donne di un'età
in cui potrebbero iniziare una gravidanza, ma come negli eventi simili
precedenti, quelli che erano presenti sono state spinte verso l'inizio
del corteo, in modo da poter offrire foto e video ingannevoli per
l'impiego di propaganda da parte di Youth Defence e gli altri
organizzatori.

* C'erano gruppi di attivisti anti-scelta spagnoli, americani e
britannici presenti e secondo Twitter almeno un attivista statunitense
ha detto che il suo biglietto aereo per Dublino gli era stato pagato.
Non era sufficiente per fare alcuna differenza nei numeri, ma ci
ricorda il modo in cui la lotta per negare alle donne il controllo sul
proprio corpo sia vista come una crociata dal movimento cosiddetto
"pro-life" a livello internazionale.

* La strada (Merrion Sqare South) è stata isolata da entrambi i lati
da un gran presenza di servizio d'ordine che scrutinava chiunque
entrasse e non ammettava altri. Non ci è chiaro quale legge consentiva
loro il diritto di negare l'accesso a una strada pubblica.


I numeri reali

In termini di numeri, i nostri militanti hanno riferito che i
partecipanti non erano compatti e che l'intero marciapiede sul lato
sud era stato chiuso dalle barriere, riducendo notevolmente lo spazio
disponibile sulla strada. Hanno inoltre riferito che, a partire da
circa 15 minuti dopo l'orario di inizio (16,30), ripetuti annunci sono
stati fatti per chiedere ai partecipanti di arretrare a causa della
calca vicino al palco. Nessuna calca è stato segnalato dal fotografo
di Rabble che si trovava sul palco. Presumibilmente si trattava di un
tentativo di far sì che i partecipanti riempissero più della strada.
Quando i nostri militanti hanno lasciato la zona, circa 22 minuti dopo
l'orario di inizio, l'ultimo terzo della strada era ancora piuttosto
vuoto (vedi foto), e erano pochi quelli che continuavano ad arrivare.

La superficie massima occupata è stato quindi definito tra le due
barriere del servizio d'ordine alle due estremità di Merrion Square
South. Parte di quello spazio era occupato da un numero di tende,
dagli schermi enormi e dal grande palco. E come detto sopra, il
marciapiede sul lato sud era completamente bloccato dietro le
transenne. Quindi c'era uno spazio massimo ben preciso che avrebbe
potuto essere occupato.

I nostri militanti presenti hanno utilizzato l'app Crowdsize per
smartphone per stimare quante persone avrebbero potuto essere presente
(vedi foto sotto). Si tratta di un semplice processo di consultare una
mappa della zona e tracciare una casella attorno all'area occupata -
molto facile in questo caso, dato che era interamente circondato da
transenne - e poi indicare una stima della densità della folla. Siamo
stati in realtà molto generosi, scegliendo la massima densità
disponibile nonostante il fatto che era evidente che la folla non era
compatta. Come si può vedere sotto, questo indica una partecipazione
massima di 14.370 persone. Non c'è fisicamente modo di far entrare
25.000 persone nello spazio disponibile senza che siano uno sopra le
spalle degli altri - e la gente presente alla "Veglia per la Vita non
era proprio il tipo da concerti rock. Sono semplicemente ridicole le
stime di 30.000 o 50.000.

Si potrebbe sostenere che c'erano molto meno di 15.000, per via del
palco, degli schermi e delle tende, ma lasciamolo per il momento.
Negli ultimi decenni 150.000 donne hanno dovuto "votare con i piedi",
facendo il viaggio costoso e spesso difficile all'estero per un
aborto. Per ogni dieci di quelle donne solo un bigotto è stato
disposto a passare un'ora di tempo in Merrion Square per chiedere che
le donne in futuro debbano intraprendere quel viaggio anche loro.
Pochi, pochissimi di quei fanatici bigotti erano donne in età fertile.

Vista l'enorme quantità di soldi spesi e l'ordine dagli altari
domenica scorsa perché i cattolici partecipassero, questa poca
affluenza è un disastro per il movimento "anti-scelta" e per la Chiesa
cattolica. Nonostante i pullman gratis da ogni angolo del paese, solo
un piccolo, piccolissimo percentuale di cattolici ha ascoltato i loro
preti e ha partecipato. Gli organizzatori sono notoriamente restii sul
loro finanziamento sia in termini di quanto si spende che la
provenienza del denaro, ma non è esagerato dire che se avessero
assunto delle persone per €10 l'ora per stare lì ad ascoltare i loro
discorsi, avrebbero comprato una folla più grande due o tre volte
quella di 15.000 che ha partecipato.

Una nota positiva: sabato ha visto anche un incontro nazionale di
attivisti "pro-choice" a Dublino, che ha lanciato la "Campagna per i
diritti all'aborto". Questa campagna ha lo scopo non solo di
assicurarsi che il governo legifera a favore delle tante X del paese,
ma molto più importante ancora, di lottare a favore di tutte le donne
nel chiedere che l'accesso all'aborto sia libero, sicuro e a
richiesta, come parte di un sistema sanitario pubblico con sufficiente
risorse. Coloro che si sono radunati in Merrion Square sono i fantasmi
morenti della lugubre Irlanda di ieri: il futuro appartiene a coloro
che lottano per i diritti delle donne e contro i bigotti religiosi che
hanno dominato la politica sociale in Irlanda per troppo tempo.

Andrew Flood
(Workers Solidarity Movement)

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali


Note:

1. Figura di spicco della "Campagna per la vita".
2. "Difesa della gioventù", organizzazione che si dedica a mantenere
il divieto sugli aborti in Irlanda.
3. Famiglia e Vita.
4. Ossia, la rete delle varie organizzazioni e persone favorevoli
all'introduzione di legislazione per l'aborto.
5. Una donna di origini indiana che è morta in un ospedale in Irland
ad ottobre 2012, quando - durante un aborto spontaneo che ha avuto
complicazioni - le era stata negata la possibilità di un intervento
chirurgico per portare a termine l'aborto.
6. "The Kingdom" (regno) è il soprannome della contea di Kerry.


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