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(it) Bergamo]Strumentalizzazione di uno stupro.

Date Tue, 15 Jan 2013 15:57:02 +0100


*Bergamo: strumentalizzazione di uno stupro*
In questi giorni, sta facendo molto clamore l'orribile stupro commesso
nei confronti di una donna a poche centinaia di metri dalla questura.
La
stampa locale sta banchettando e gongolando con questa macabra notizia
di cronaca: negli ultimi giorni ci sono stati forniti più dettagli
sulla vita personale della ragazza, sulla terribile situazione che
l'ha vista essere vittima nella violenza umana e vittima dello
sfruttamento a
fini mediatici.
Più voci si sono alzate reclamando "più sicurezza" e "maggiore
intervento delle forze dell'ordine"; accusando e denunciando il
"mostro
straniero" che è bianco e, addirittura "parla l'italiano”; invocando,
da subito nei social network, punizioni esemplari e soprattutto
indignandosi della terribile scoperta che la città vetrina di Bergamo
in realtà nasconda anche persone che prevaricano le donne, le
sottomettono, le usano come oggetto sessuale. Nello stesso istante le
stesse voci si sono subito mobilitate per chiarire che l'evento è
stato isolato, che non ci sono emergenze di “mostri stupratori” a
Bergamo, che la città è tranquilla e sicura.
Peccato che non si tenga conto di tutte quelle donne che, all'interno
delle loro mura domestiche o sul posto di lavoro, vivono situazioni di
privazione della propria identità: sottomesse dai propri
partner/mariti e datori di lavoro; costrette a subire violenze
psicologiche e fisiche;
a mascherare lividi; a vivere nel terrore familiare e con la paura di
apparire sbagliate, ingrate; con la certezza di non essere
capite/sostenute dai benpensanti vicini, concittadini e compaesani.
Peccato che la cultura dominante sia quella patriarcale, maschilista,
cattolica e prevaricatrice che legittima quotidianamente l'uso della
donna e del suo corpo come oggetti sessuali. Cultura dominante che
subito mette in discussione la gravità di una violenza in base
all'abbigliamento tenuto dalla donna, alla nazionalità
dell'aggressore, alla forzatura nel "sentirsi sicura a tornare alla
macchina da sola a
tarda notte" e tante altre misere giustificazioni per far intendere,
in maniera sottesa, che forse se l'era cercata.
Di fronte a questa situazione le smargiassate, lo spray al
peperoncino per i vigili e invocare più telecamere hanno solo
l'effetto di creare
un clima di maggiore insicurezza per la popolazione generale. La
sicurezza nelle strade non può essere garantita da coprifuochi o
delegata alla presenza delle guardie: le strade sono sicure quando
sono vive, frequentate e si creano rapporti di amicizia e solidarietà.
La
necessità è quella di abbandonare la diffidenza e il timore del
prossimo e unirsi alla lotta per costruire una cultura di rispetto
verso
la donna e verso ogni essere vivente.
La "maggior sicurezza" è solo un alibi per mascherare l'aumento del
controllo sociale a cui ognuno è sottoposto. Il continuo delegare alle
forze dell'ordine, spesso colpevoli di violenze verso le migranti
detenute nei CIE e verso donne rinchiuse nelle carceri e nelle
caserme,
è un chiudere gli occhi davanti alla realtà in cui lo stupro è troppo
spesso usato come tortura e metodo per piegare la forza e la dignità
della donna.
Non lasciamo che altri si preoccupino di cambiare questa cultura
sessista, lottiamo nel quotidiano per autodeterminarci e liberarci
delle
oppressioni che ci limitano nella vita e nelle scelte.
Non siamo gli oggetti sessuali ad uso e consumo di qualcuno, come
quotidianamente lasciano intendere i media; non limitiamoci a
reprimere il singolo gesto ma, piuttosto, ricerchiamo ed estirpiamo le
cause che l'hanno generato e che continueranno ad alimentare le
violenze di genere!
SOLIDARIETÀ CON TUTTE LE VITTIME DI VIOLENZE E STUPRI!
RIPRENDIAMOCI LE NOSTRE VITE CON IL FINE DI SCARDINARE
QUESTA CULTURA IMPERANTE!

*Anarchiche e anarchici della Malpensata*

http://underground.noblogs.org/post/2013/01/13/bergamo-strumentalizzazione-di-uno-stupro/
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