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(it) Avigliana. No Nuke sui binari, la polizia sgombera

Date Tue, 15 Jan 2013 15:54:36 +0100


Avigliana. No Nuke sui binari, la polizia sgombera
Martedì 15 gennaio. Dopo oltre un mese e mezzo di rumores sul
possibile passaggio di un nuovo treno carico di scorie nucleari,
provenienti dal deposito Avogradro di Saluggia e dirette all’impianto
di riprocessamento della Areva a La Hague, lunedì sera il tam tam
degli antinuclearisti ha suonato la sirena d’allarme nel tardo
pomeriggio, quando è arrivata la conferma che erano cominciate le
operazioni di carico del treno a Vercelli, dove arrivano in camion le
scorie provenienti da Saluggia.
Nel Piemonte occidentale, dove si era già svolto un presidio domenica,
l’appuntamento era da tempo fissato alla stazione di Avigliana. Altri
presidi si sono formati a Novara e ad Asti.
In tarda serata è arrivata la notizia che il treno era partito da
Vercelli intorno alle 23,40. Il percorso è quello di sempre. Da
Vercelli a Novara, poi giù nel basso Piemonte a Mortara, Alessandria,
Asti, Torino Lingotto, interland ovest e poi Val Susa.
L’assemblea degli attivisti, infreddoliti ma decisi a resistere,
decide l’occupazione dei binari. Da queste parti nessuno è disponibile
ad un ruolo testimoniale. Bisogna mettersi di mezzo.
A Novara e ad Asti, i presidi vengono circondati dalla polizia e
bloccati sin dopo il passaggio del convoglio nucleare, composto da tre
treni, due civetta e uno con le scorie.
Sono trascorsi pochi minuti dallo sgombero ad Asti, quando la polizia,
che ha nel frattempo militarizzato tutte le stazioni sul percorso,
irrompe in massa ad Avigliana, entrando dal sottopassaggio e da
entrambi i lati della stazione. I No Nuke vengono circondati da un
apparato repressivo impressionante per i numeri messi in campo. In un
primo tempo pare che si accontentino di circondare gli attivisti, poi
parte un intervento più diretto, i compagni vengono sospinti fuori con
la delicatezza che contraddistingue quelli dell’antisommossa, gli
attivisti vengono sollevati di peso. Parte anche qualche botta: una
attivista viene schiacciata da uno scudo e diventa necessario chiamare
l’ambulanza. Non viene concesso ai volontari di arrivare nel piazzale
per prestare soccorso e la donna colpita deve essere aiutata a
raggiungere il mezzo.
La partita, visto lo schieramento di forze e le diverse “regole di
ingaggio” aveva un esito scontato, lo sgombero del blocco, tuttavia la
determinazione dei compagni e delle compagne fa sì che se la debbano
sudare per quasi un’ora. Terminato lo sgombero la polizia circonda il
piazzale della stazione per impedire che i manifestanti si
allontanino.
Circa un quarto d’ora dopo il passaggio del convoglio nucleare, il
capitano dei carabinieri di Susa, Mazzanti, fa aprire i cordoni. Sono
le tre e quarantacinque. Quella appena trascorsa è la quarta notte di
resistenza ai trasporti nucleari negli ultimi due anni. I treni
dovevano essere 12 entro il dicembre scorso, a gennaio 2013 ne sono
passati solo quattro: il segno che la resistenza a questi trasporti
inutili e pericolosi, fatti senza avvertire la gente, sta mettendo in
difficoltà i vari governi che si sono succeduti.
Per approfondimenti su questi trasporti leggi il volantino distribuito
in questi giorni a Torino e in Val Susa.
Per una cronaca della nottata antinucleare ascolta il servizio su
radio onda d’urto, guarda il video del Fatto Quotidiano

Per info: http://anarresinfo.noblogs.org
da fat-a-inrete.org
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