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(it) Reggio Emilia: solidarietà ai condannati del 15 ottobre

Date Fri, 11 Jan 2013 18:57:20 +0100


Democrazia autoritaria in salsa italiana_1
10/01/2013
La Federazione Anarchica Reggiana esprime la sua solidarietà nei
confronti dei ragazzi condannati per gli scontri del 15 ottobre 2011.
Questa condanna fa parte di una vera e propria strategia repressiva
che si è particolarmente accentuata negli ultimi anni rendendo
visibile a tutti la svolta autoritaria imboccata anche in Italia dalle
istituzioni cosiddette democratiche. In tempi di crisi e di acuirsi
del malcontento popolare e delle proteste non ci stupiscono queste
condanne "esemplari" che vanno a colpire chi è attivo all'interno dei
movimenti sociali. Il 15 ottobre abbiamo potuto assistere a cariche
gratuite contro il grande corteo che attraversava la capitale. Cariche
che grazie a criminali pratiche quali il lancio di lacrimogeni ad
altezza uomo o i caroselli con i blindati hanno causato diversi
feriti, anche gravi, tra manifestanti e passanti. E ora dopo
manganellate, lacrimogeni ed idranti arriva la magistratura, che nella
sua migliore tradizione democratica rispolvera il reato di
"devastazione e saccheggio", reato da tempo di guerra, pensato per
punire azioni sconsiderate di un esercito occupante in territorio
nemico. Devastazione e saccheggio è uno di quei reati collettivi
ovvero per essere condannati basta la mera presenza sulla scena del
reato. Alla faccia del garantismo democratico! Ma non ce ne stupiamo
affatto, l'importante è comandare e arricchirsi, il resto è ampiamente
arbitrario. L'utilizzo di tali strumenti giuridici non è una novità:
negli ultimi anni sono stati colpiti da queste "manganellate
giuridiche" i manifestanti di Genova, i militanti No Tav, gli
antifascisti milanesi e ora chi il 15 ottobre era in piazza per
ribadire la propria opposizione alla macelleria sociale del governo
Berlusconi, raccolta e rilanciata successivamente dal governo Monti
sostenuto anche con i voti del PD di Bersani. Non possiamo, tra
l'altro, non notare la sproporzione di pene tra chi è colpevole di
aver resistito ad una carica o spaccato la vetrina di una banca e chi
ha invece torturato e massacrato per giorni centinaia di persone come
a Bolzaneto o alla Diaz. Il confronto è sconcertante anche di fronte
alla condanna sorprendentemente lieve per i poliziotti che sette anni
fa pestarono a morte Federico Aldrovandi: tre anni e mezzo (e i
poliziotti sono tuttora liberi e in servizio nonostante la condanna
definitiva). Ora è ufficiale: è più grave resistere ad una carica
indiscriminata della polizia o rompere una vetrina che spaccare la
testa ad un persona ammanettata o pestare a morte un passante. Il
succo del sistema politico-economico autoritario e classista in cui
viviamo è questo: soldi e potere per chi come banchieri, politici e
padroni sfrutta il lavoro degli altri, briciole per chi è sfruttato. E
carcere, denunce, manganellate quando gli sfruttati osano ribellarsi.
E in tutto questo, a Reggio Emilia non possiamo non notare quanto sia
deprimente e ai limiti della decenza vedere un personaggio come il
ministro degli interni Cancelleri,protagonista di primo piano in
questo sistema repressivo, visitare Casa Cervi,un luogo dove visse e
combattè chi sessanta anni fa si opponeva a fascismo e padroni, un
luogo della memoria che dovrebbe tener vive nell'oggi le lotte sociali
e l'opposizione alla tirannia ma che grazie alla deriva imboccata dal
PD e dalle realtà ad esso legate è diventato luogo dove celebrare una
generica "legalità". La legalità al servizio dei padroni e delle
banche, costruita per loro da zelanti politici bipartisan.
FAI Federazione Anarchica Reggiana
via Don Minzoni 1/d Reggio Emilia
329 0660868
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