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(it) Comidad, le news del 10 gennaio 2013

Date Thu, 10 Jan 2013 20:43:17 +0100


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario".
IL VERO SPREAD DEL SACRO OCCIDENTE
Non è soltanto l'allarme "spread" che sta rientrando. Pare proprio che
sia il concetto in quanto tale ad avere perso di fascino e di
seduzione mediatica. Capita come in quei serial televisivi, dove un
personaggio o una situazione sembrano assumere un'importanza decisiva
nella narrazione, salvo poi essere liquidati e dimenticati nelle
puntate successive, come se non fossero mai esistiti.
Ci sono alcuni telespettatori che, addirittura dagli anni '80, ancora
ricordano con indignazione la vicenda della figlia del commissario
Cattani nel serial "La Piovra". Tutta la prima serie si era basata
sull'effetto emotivo della violenza carnale subìta dalla figlia del
commissario ad opera di sicari mafiosi, e su tutte le peripezie del
commissario per salvare la ragazza. All'inizio della seconda serie,
dato che il personaggio-figlia ormai era d'ingombro, la poverina
venne, con brutalità mafiosa, liquidata dagli sceneggiatori col
pretesto di un banale incidente. La grande maggioranza degli
spettatori non notò nulla di strano, ed il serial continuò con
crescente successo.
Tutto questo perché non ci sono storie da raccontare, ma solo pretesti
narrativi per allungare il brodo da una parte, ed insinuare messaggi
arbitrari dall'altra. La propaganda ufficiale funziona con schemi
narrativi analoghi, così che a qualcuno è venuto persino il sospetto
che anche i serial facciano parte integrante dei meccanismi di
propaganda, e che costituiscano una forma pianificata di addestramento
di massa alla confusione mentale. Nell'epoca in cui il principio di
autorità sembrerebbe in crisi e "l'obbedienza non è più una virtù", in
realtà si sono sviluppate sempre di più tecniche di manipolazione
dell'opinione pubblica atte ad illudere che le scelte siano libere.
Ormai chi si ricorda più del "processo a Gheddafi" davanti alla Corte
Penale Internazionale dell'Aia? Eppure, per qualche mese, sulla
prospettiva e sulla promessa di questo processo si era fondata la
legittimazione internazionale non solo della "rivoluzione libica", ma
anche dello stesso intervento della NATO. Per settimane Emma Bonino
imperversò sui canali televisivi ad intrattenerci sulla necessità di
questo processo, nel quale sarebbero state finalmente esibite le prove
dei crimini di Gheddafi. Chi è incaricato di manipolare la pubblica
opinione ormai sa bene come agire in questi casi; tanto che è bastato
l'effetto shock del video-linciaggio per aprire un altro dibattito
infinito che facesse dimenticare quanto detto in precedenza. Quel
video-linciaggio è capitato così a proposito da far sospettare che si
trattasse di un falso, di un depistaggio per coprire un'esecuzione
operata a freddo da mandanti e sicari che volevano rimanere
nell'ombra.

Manco a dirlo, il linciaggio in quanto tale è stato persino assunto
dai media come prova indiretta dei crimini di Gheddafi. Quella
barzelletta oscena che porta il nome di "Corte Penale Internazionale",
non si è neppure premurata di simulare un po' di disappunto per la
mancata consegna dell'imputato. Anche Emma Bonino era immediatamente
dopo in altre faccende affaccendata. Successivamente sulla Libia è
calato il blackout mediatico, così rigoroso da aver investito anche la
vicenda dell'ambasciatore statunitense ucciso a Bengasi lo scorso
settembre.

Attualmente la vicenda siriana ripropone le stesse situazioni, infatti
la formula che la sedicente "Comunità Internazionale", cioè la NATO,
prospetta come soluzione alla crisi siriana, è quella della
liquidazione di Assad per far posto ad un "governo di coalizione" in
cui tutte le etnie siano rappresentate. La caduta - sia in senso
letterale che metaforico - del segretario di Stato USA Hillary
Clinton, e la sua sostituzione con John Kerry, avevano suscitato
qualche speranza che l'aggressione alla Siria potesse recedere ed
esaurirsi. Ma è di pochi giorni fa la notizia della fornitura alla
Turchia di missili statunitensi Patriot per "difendersi" dalle
eventuali "aggressioni siriane". [1]

Non che i Patriot rappresentino quell'arma così decisiva che le lobby
accreditate al Pentagono vogliono far credere, però ciò indica
comunque un'ipotesi concreta di coinvolgimento diretto della Turchia
nel conflitto. Indirettamente la Turchia è già coinvolta, poiché è da
lì che partono le armate mercenarie del Qatar e dell'Arabia Saudita
che costituiscono la vera sostanza militare della "rivolta" in Siria.
Le attuali ambiguità di Putin rischiano di aggravare la situazione,
poiché la sua dichiarazione di non essere interessato alla
sopravvivenza politica di Assad, in questo specifico contesto, diventa
un oggettivo avallo diplomatico all'ipotesi "via Assad per un governo
di coalizione". [2]

Ma, una volta liquidato Assad, chi si ricorderebbe più del "governo di
coalizione"? Farebbe sicuramente la fine della figlia di Cattani.

Anche un'esecuzione a freddo di Assad troverebbe facili
giustificazioni, ed un massacro degli Alauiti siriani non meriterebbe
particolare attenzione mediatica, come sta capitando alle tribù
libiche colpevoli di essere rimaste fedeli a Gheddafi. Sono gli spread
della propaganda occidentale, cioè il differenziale tra l'accorata
retorica umanitaria utile a giustificare le imprese belliche, e la
sbrigativa retorica del disprezzo e dell'espiazione che accompagna poi
la gestione concreta dei processi di colonizzazione.

Al popolo greco martoriato infatti non spetta nessuna compassione, e
la maggior parte dei commenti mediatici è tesa a sottolineare le colpe
passate, presenti e future della Grecia, alla quale viene
immancabilmente consegnato il conto da pagare. Non vi sarà dunque
nessuna sorpresa nello scoprire che la stessa Grecia sia il secondo
Paese della NATO per spesa in armamenti, dato che tutti gli "aiuti"
dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale sono
condizionati all'acquisto di armi. [3]

10 gennaio 2013



1) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-20911919&prev=/search%3Fq%3Dnato%2Btroops%2Bsyria%26start%3D30%26hl%3Dit%26sa%3DN%26tbo%3Dd%26biw%3D960%26bih%3D493&sa=X&ei=aLvpULLTMsnQ4QTkhoGQAw&ved=0CGEQ7gEwBTge

2) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-20796657&prev=/search%3Fq%3Dputin%2Bin%2Bsyria%26hl%3Dit%26tbo%3Dd&sa=X&ei=HrzpUJ7VAcin4gTuwoHoBg&ved=0CEYQ7gEwBA

3) http://www.ilpost.it/2013/01/08/spese-militari-grecia/
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