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(it) Comidad, le news del 29 novembre 2012

Date Fri, 30 Nov 2012 08:45:45 +0100


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario".
RAJOY SI GIOCA LA SPAGNA
I centoundici morti della fabbrica di Ashulia in Bangladesh ci danno
concretamente il senso di cosa sia la modernità nelle relazioni
industriali auspicata dal governo Monti. Per un residuo di dignità
sindacale, Susanna Camusso si è rifiutata di apporre la sua firma al
cosiddetto accordo sulla produttività annunciato la settimana scorsa.
Il testo dell'accordo, dopo un'enunciazione retorica sull'importanza
della contrattazione collettiva, di fatto la liquida a favore della
contrattazione di secondo livello, cioè quella aziendale. In pratica è
un suicidio del sindacalismo confederale; un suicidio che coinvolge la
stessa Confindustria, che sino a qualche anno fa era ancora uno dei
maggiori potentati italiani, mentre oggi ha poco a che fare con
l'industria, ed è ridotta ad una delle tante agenzie di lobbying dei
poteri finanziari. Un lobbismo di "secondo livello", o addirittura
meno.
Lo scopo del cosiddetto accordo è di confinare la contrattazione
collettiva nell'ambito della mera ritualità, trasformando le
contrattazioni aziendali in ricatti caso per caso nei confronti dei
lavoratori. L'accordo non colpisce solo il lavoro, ma va a mettere in
difficoltà lo stesso sistema della piccola e media impresa, che, senza
contratti collettivi, si troverà sempre più esposta al sindacalismo
giallo controllato dalle malavite locali, a loro volta più o meno
tutte irretite da poteri sovranazionali, dalla NATO alle compagnie
multinazionali. Risulta sempre più chiaro che il vero contenuto degli
slogan sulla "produttività", la "flessibilità" e la "modernità"
riguarda il controllo criminale sull'economia, una criminalità che
trova i suoi centri dirigenti e le sue protezioni nelle grandi agenzie
internazionali, come l'Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO),
il Fondo Monetario Internazionale e la stessa ONU, come ha dimostrato
la vicenda del traffico di organi umani in Kosovo.
Il complotto forse non esiste, ma le associazioni a delinquere
("criminal conspiracy", in inglese), invece esistono eccome. Del
resto, quando si mettono in discussione le relazioni sociali
fondamentali come l'occupazione, l'istruzione, le pensioni e la
sanità, su cos'altro può fondarsi una società se non sul crimine
organizzato?
Anche in Spagna il primo ministro Rajoy si affretta ad affossare quel
che rimane dello Statuto dei Lavoratori vigente, che verrà rivisto al
ribasso per permettere l'assunzione di personale ricattabile e
sottopagato. Ciò per attirare i famosi "investimenti internazionali".
C'è in atto un piccolo accordo con l'azienda di Stato francese
Renault, ma il piatto forte riguarda il gioco d'azzardo, con la
costruzione di una "Eurovegas" da parte del magnate internazionale del
settore, Sheldon Adelson. Secondo alcuni commentatori Adelson può
essere considerato una sorta di redivivo Meyer Lansky, il boss del
gioco d'azzardo a Las Vegas negli anni '60, la cui figura fu adombrata
nel personaggio di Hyman Roth del film "Il Padrino- Parte Seconda".
[1]
Sino a qualche anno fa la Spagna era considerata dai media come una
locomotiva economica dell'Europa, un modello da imitare. La Guerra di
Spagna sembrava un ricordo vago e lontano, una follia ideologica da
lasciarsi alle spalle; roba utile giusto per i film di Ken Loach. Oggi
invece la Spagna si trova nuovamente ad essere bersaglio di
un'offensiva colonialistica; ed ancora una volta l'aggressione
coloniale dall'esterno trova i suoi referenti ed i suoi punti di
appoggio nelle oligarchie interne.
La tecnica del furto delle case dei poveri attraverso finanziamenti e
mutui truffaldini da parte delle banche, aveva conosciuto un notevole
sviluppo in Spagna, ma questa tecnica era stata inventata e messa a
punto con successo negli USA. Questa truffa immobiliare presenta come
controindicazione il fatto che, dopo aver spolpato fino all’osso la
popolazione più povera, gli speculatori e le banche siano costretti a
rifilarsi bidoni reciprocamente, oppure a ricorrere all’aiuto
soccorrevole dello Stato. Così, mentre il governo Rajoy scatena gli
ufficiali giudiziari, gli sfratti per morosità sui mutui crescono in
modo esponenziale, i procedimenti di pignoramento dal 2008 ad oggi
sono arrivati a 350.000 secondo dati ufficiali, e il fenomeno dei
suicidi per chi perde il lavoro o la casa ha raggiunto un livello
endemico. Il tutto mentre il numero di abitazioni invendute e vuote in
Spagna ha superato il milione di unità.
La ricetta di Rajoy per risolvere la "crisi" è stata la solita: i
"tagli lineari", cioè riduzione delle deduzioni fiscali, riduzione dei
fondi per la Scuola, la ricerca scientifica, la salute e la
disoccupazione; e, contemporaneamente, rifinanziamento con soldi
pubblici degli istituti di credito che hanno mandato in malora
l’economia spagnola con le loro truffe. Qui il governo spagnolo perde
la sua durezza e si intenerisce fino a promettere alle banche ben
sessanta miliardi di euro. Ma il fatto che la "crisi" sia uno
slogan/pretesto per creare povertà e che la povertà sia un business,
diventa ancora più chiaro se si pensa che, in un paese ridotto allo
stremo, la manovra finanziaria prevede incredibili incentivi per il
gioco d’azzardo.
Mentre l'opinione pubblica spagnola viene distratta dalle velleità
secessioniste della Catalogna, ecco come Rajoy ha pensato di giocare
veramente le sue carte. Sheldon Adelson aveva posto precise condizioni
per il faraonico progetto di Eurovegas, che il governo Rajoy si è
affrettato ad accettare. Dopo un tira e molla con la Catalogna, si è
deciso finalmente che Eurovegas sorgerà nelle vicinanze di Madrid con
sei casinò, dodici resort, nove teatri e cinema, e tre campi da golf;
un bel progetto per chi deve tirare la cinghia. In effetti gli
incentivi del governo permetteranno di dedurre le perdite al gioco
dalle vincite, mentre l’Ibi (l'Ici spagnola) per le case da gioco
otterrà esenzioni fino al 95%. Roba da fare invidia alla Chiesa
Cattolica nostrana.
Non c'è dubbio che Adelson porterà in Spagna una ventata di nuova
moralità, visto che per i suoi casinò di Macao il magnate risulta già
coinvolto in inchieste che riguardano rapporti con la mafia cinese e
lo sfruttamento della prostituzione. Il magnate sarebbe anche un
magnaccia.[2]
Ma si tratta di marachelle, di birichinate, ed alla fine si scoprirà
che la colpa è tutta dei Cinesi; e magari ci si dirà pure che l'FBI si
è ricordata improvvisamente di questi peccatucci solo perché Adelson
aveva dato i suoi finanziamenti elettorali a Romney invece che ad
Obama. Queste inchieste dell'FBI in effetti sanno molto di cortina
fumogena, di espediente per placare quella parte di opinione pubblica
che fa fatica a digerire personaggi come Adelson. Il vero problema
infatti è un altro. Non si capisce perché debba esistere un "magnate"
del gioco d'azzardo. Quali competenze, quali capacità manageriali,
quali know-how, sarebbero necessari per impiantare un casinò? Mica è
uno stabilimento della Volkswagen.
Gestire il gioco d'azzardo in realtà non richiede nessuna competenza;
semmai la "competenza" consiste nell'accaparrarsi questa gestione,
cioè nell'impedire materialmente ad altri di soffiarti l'affare. Non
per niente il gioco azzardo in passato o era un affare del crimine
organizzato, oppure era un monopolio dello Stato. Oggi capita però che
lo Stato ed il crimine organizzato si mettano d'accordo per gestire
insieme il business; ed è appunto il caso del "cartello" (o "criminal
conspiracy"?) Rajoy-Adelson.

[1] http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2011/11/09/visualizza_new.html_641915733.html
[2] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.huffingtonpost.com/2012/06/29/sheldon-adelson-prostitution_n_1638439.html&prev=/search%3Fq%3Dsheldon%2Badelson%2Bprostitution%26hl%3Dit%26tbo%3Dd%26biw%3D1440%26bih%3D809&sa=X&ei=IOyxUI3JEMj5sgaejoHgAw&ved=0CFsQ7gEwBQ
29 novembre 2012
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