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(it) Comidad, le news del 20 settembre 2012

Date Fri, 21 Sep 2012 21:29:58 +0200


Comidad, le news del 20 settembre 2012
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario".
MONTI CI VUOLE TUTTI DISOCCUPATI, MA CON LA CARTA DI CREDITO
La scorsa settimana si è registrato un ritorno in grande stile dello
spettro dello "scontro di civiltà", che sarebbe stato evocato dalla
questione di un filmetto insignificante, di cui per un anno non era
fregato niente a nessuno. Lo spettro agitato dai media ha consentito
di aggirare quelle che erano le vere anomalie da spiegare, e cioè come
mai l'ambasciatore statunitense risiedesse a Bengasi e non nella
capitale ufficiale della Libia. Ritorna quindi la questione rimasta in
sospeso un anno fa, quella famosa "presa di Tripoli" sulla quale non
esiste ancora una versione attendibile. Che la Libia occidentale sia
in realtà rimasta fuori del pieno controllo della NATO, ormai è più di
un sospetto; ed il controllo della NATO pare vacillare persino in
Cirenaica, tanto è vero che sono in arrivo i marines.
Se si considera la propaganda ufficiale come un fenomeno unico, con
schemi ricorrenti, ci si accorge che il diversivo-distrazione
costituisce una delle costanti riscontrabili in ogni tipo di
questione. Ma la costante principale, quella che rende credibile ogni
diversivo ed ogni piroetta nell'individuare il nemico dell'umanità di
turno, è sempre l'odio razziale. Il bersaglio può essere, di volta in
volta, costituito dai "dittatori" laici come Saddam Hussein, Gheddafi
e Assad, oppure dall'integralismo islamico, ma non cambia mai quel
senso di supremazia morale e razziale che rappresenta l'indispensabile
falsa coscienza del colonialismo. Si tratta di quel senso di
supremazia morale e razziale che si riassume nello slogan di
"Occidente". Si tratta di uno slogan che riesce a commuovere anche
chi si ritenga anticolonialista, perché è ormai consolidato il culto
delle mitiche "libertà occidentali"; quelle che consentono di fare
vignette contro Maometto, ma non di parlare in un telegiornale della
presenza dei mercenari della NATO in Siria.
Lo schema propagandistico non muta neppure quando si tratta di
individuare il nemico interno, cioè il lavoro. In questo caso è lo
sfondo ideologico dell'odio di classe - un razzismo interno -, ad aver
reso credibile un personaggio assurdo come Marchionne. Il sociologo
Luciano Gallino ha avuto buon gioco a dimostrare che il rallentamento
del mercato dell'auto non può spiegare il crollo della FIAT all'ultimo
posto delle vendite. Oggi si è arrivati al punto di supplicare la
Volkswagen di liberarci da Marchionne; ma il ruolo di
deindustrializzatore dell'Italia e di sicario delle multinazionali
americane svolto dallo stesso Marchionne, era già evidente due anni
fa, eppure gli è stato sufficiente l'antioperaismo per poter
giustificare tutto. Che il lavoratore in qualche modo abbia sempre
torto, è una convinzione profonda, radicata anche in molti di coloro
che sono convinti di stare dalla parte del lavoro, e ciò dà spazio ad
ogni provocazione.
Un'altra notizia della scorsa settimana infatti ha riguardato gli
strali lanciati da Mario Monti contro lo Statuto dei Lavoratori, una
legge che sarebbe colpevole di aver sfavorito proprio coloro che
voleva favorire, in quanto avrebbe scoraggiato le assunzioni. Ecco una
bella esca per un dibattito "epocale", di quelli capaci di tirare in
ballo l'eterno conflitto tra i "valori" e la "dura realtà del
Mercato"; infatti il segretario del PD, Bersani, si è affrettato a
definire "epocale" lo Statuto dei Lavoratori, cosa che non gli ha
impedito di affossarlo pochi mesi fa in parlamento. A scusante di
Bersani però va anche detto che fare il finto partito di sinistra
negli anni '60 e '70 era molto più facile, perchè c'erano le industrie
e la classe operaia aveva un peso oggettivo, mentre un'Armata Rossa
ancora in sella impediva alla NATO di inventarsi un'avventura militare
ogni cinque minuti.
Monti ha respinto le accuse di essere a capo di un governo delle
banche, ed ha parlato di "caccia alle streghe", come se fosse una
povera vittima dell'intolleranza e della superstizione. Sta di fatto
però che nessuno è sinora riuscito a spiegare in che cosa le esili, e
ormai residue, garanzie dello Statuto dei Lavoratori ostacolerebbero i
famosi e fantomatici "investimenti", mentre al contrario si fanno
strada dati e notizie sull'interesse crescente del lobbying bancario
nell'alimentare precarizzazione e disoccupazione.
Sul quotidiano britannico "The Indipendent" del 18 agosto scorso si
pubblicavano alcuni dati ufficiali che dimostrano come precari e
disoccupati siano divenuti bersaglio prioritario dell'offerta di
servizi di carta credito. Una volta allettati con condizioni di
vantaggio, i clienti si trovano poi a pagare interessi che superano il
18%. L'aumento della disoccupazione in Gran Bretagna non ha quindi
diminuito la possibilità di acquisire una carta di credito, ma ha
persino reso inevitabile per disoccupati l'accedere a questo
"servizio". Un'anomalia del tutto apparente, che si spiega con la
possibilità di indebitarsi che queste "card" offrono. [1]
Mesi fa Mario Monti ci ha intrattenuto sulla "noia" costituita dal
posto fisso, una condizione noiosa proprio perché non costringe a
doversi necessariamente sottoporre ai patemi d'animo
dell'indebitamento per sopravvivere. Nell'altro Paese all'avanguardia
nella finanziarizzazione dei rapporti sociali e lavorativi, cioè gli
Stati Uniti, le agenzie pubbliche per il controllo e l'assistenza alla
disoccupazione sono infatti da tempo diventate esse stesse agenzie di
collocamento per carte di credito e crescono anche gli spazi
pubblicitari per questo tipo di "servizio", di cui i disoccupati
diventano fruitori praticamente obbligati. In California l'EDD
(Employment Development Department) è in realtà un ente assistenziale
per banchieri, ed infatti fa da sensale a Bank of America per piazzare
carte di credito ai disoccupati. [2]
In tal modo i disoccupati vengono anche costretti pressoché
esclusivamente all'uso di denaro elettronico; cosa che riempirà
sicuramente di gioia Milena Gabanelli, poiché impedirà ai disoccupati
di evadere il fisco. [3]

[1] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.independent.co.uk/money/loans-credit/unemployed-targeted-by-credit-card-firms-8057304.html&prev=/search%3Fq%3Dunemployed%2Bcards%26hl%3Dit%26rlz%3D1G1GGLQ_ITIT293%26biw%3D853%26bih%3D386%26prmd%3Dimvns&sa=X&ei=bA1WUKTsEYij4gSvkIHICg&ved=0CEwQ7gEwBQ
[2] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://edd.ca.gov/About_EDD/The_EDD_Debit_Card.htm&prev=/search%3Fq%3Dunemployed%2Bcards%26hl%3Dit%26rlz%3D1G1GGLQ_ITIT293%26biw%3D853%26bih%3D386%26prmd%3Dimvns&sa=X&ei=bA1WUKTsEYij4gSvkIHICg&ved=0CCUQ7gEwAA
[3] http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-de9c6b68-61b6-4940-a62f-6709534774fb.html?refresh_ce
20 settembre 2012
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