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(it) Reggio Emilia: Le cucine della Rivoluzione

Date Thu, 13 Sep 2012 21:33:42 +0200


venerdì 14 cena al circolo
al circolo Berneri
via Don Minzoni 1/d Reggio Emilia
venerdì 14 settembre dalle ore 20.00
presentazione e cena di sottoscrizione per
le cucine della rivoluzione
Torna con “Le Cucine della Rivoluzione” l’atteso appuntamento
organizzato a Reggio Emilia dal Centro Studi Cucine del Popolo. Cibi,
sogni, utopie per festeggiare 10 anni di iniziative, sogni e proposte
per una rivoluzione a tavola, proletaria, sperimentalista e solidale.
Appuntamento il 5, 6 e 7 di ottobre 2012 sempre a Massenzatico, in
provincia di Reggio Emilia, dove nacque la prima Casa del Popolo
italiana, voluta da Camillo Prampolini che profeticamente ricordava
“Uniti siamo tutto, discordi siamo nulla”. Tre giorni dedicati al cibo
ed ai suoi legami con la realtà, la politica e la vita quotidiana
delle persone.
A promuoverlo, come sempre, il Centro Studi Cucine del Popolo –
quest'anno assieme a gruppi e singoli che si stanno via via infoltendo
- nato sull’onda dello straordinario successo della prima edizione di
questa kermesse politico-culinaria. Un progetto biennale partito
nell’ottobre 2004 con “Le Cucine del Popolo. La rivoluzione a tavola”
e continuato nel 2006 con “Le Cucine Letterarie. Tavola proletaria e
narrativa sociale”, nel 2008 con “Le Cucine dell’Utopista. Viaggi,
sogni, bisogni, rivoluzioni” e quindi nel 2010 con “Le Cucine della
Locomotiva. Visioni, migrazioni, movimenti, liberazioni”.
L’edizione 2012 si intitola “Le Cucine della Rivoluzione” e dopo avere
esplorato i ricettari delle rivoluzioni, delle avanguardie letterarie,
delle utopie più o meno realizzate, e la cucina dei viaggi e dei
viaggiatori, tornerà su quelle espressioni di libertà che passano per
la tavola e i momenti d'alimentazione collettiva, utopica, ribelle e
rivoluzionaria, con nuove scoperte e ricette, storie e sogni
materializzati nel gusto delle portate.
Centinaia le persone che nelle precedenti quattro edizioni hanno
partecipato ai convegni, happening, mostre e presentazioni di libri
che si concludono tradizionalmente sulle note de L'Internazionale.
Dallo scomparso e indimenticabile Edoardo Sanguineti che proprio
durante il convegno ripropose provocatoriamente, scandalizzando i
media e i politici, la necessità dell’ “odio di classe”, agli
scrittori Carlo Lucarelli e Paolo Nori, i fantasisti della terra come
Libereso Guglielmi, sino ad arrivare a Maurizio Maggiani e Gianni
Mura.
La novità di quest'anno è la ridislocazione del programma immaginario
con il Convegno di studi e il tradizionale Veglionissimo Rosso con
menù socialista del 1900 anticipati nella giornata di sabato, per
permettere una più ampia e logica partecipazione da parte dei tanti
che ci seguono da fuori Regione.
“Spirito guida libero e libertario” - così l'avevamo chiamato nella
scorsa edizione - del progetto resta l’enologo Luigi Veronelli,
ricordato dal 2010 anche grazie all'apposizione di una targa sull'ex
Cooperativa di Consumo di Massenzatico. Da lì ripartiremo anche
quest'anno con inventori di cibi, cuochi irregolari, maghi del gusto,
profeti dell'alimentazione, reszdore d'occasione, cucinieri per single
e alimentazioni dell'ascesi...
Come da tradizione attesi partecipanti da tutta Italia, dalla Francia
e dalla Svizzera. Nella scorsa edizione furono un migliaio quelli che
vissero le tre giornate di cibo e politica e trecento quelli che
affollarono il Teatro Artigiano per il Veglionissimo Rosso.
Il manifesto di quest'anno è stato realizzato per l'occasione da
Matteo Guarnaccia.
Di nuovo buon appetito rivoluzione, quindi, perchè come sempre la
rivoluzione sarà un pranzo di gala.


da simoneruini-a-libero.it
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