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(it) NEWSCOMIDAD

Date Wed, 12 Sep 2012 00:06:36 +0200


Comidad, le news del 12 settembre 2012
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario".
L'EURO SOPRAVVIVE SOLO PER VOLERE DELLA NATO
Mentre al forum di Cernobbio Mario Monti, assistito da Van Rompuy,
tuonava contro la minaccia alla stabilità europea costituita dai
populismi, intanto la sua platea già discuteva del dopo la fine della
legislatura, ipotizzando per il futuro un governo Monti bis, e poi,
chissà, magari anche un "Monti for ever". Il discorso di Monti è
apparso anche come un avviso rivolto a Bersani, il quale, se osasse
pensare di ristabilire la "normale dialettica democratica",
rischierebbe - persino lui, l'antipopulista per eccellenza - di essere
marchiato come un irresponsabile populista.
A questo punto anche il regime parlamentare risulta congedato; perciò
il parlamento viene mantenuto in "vita" allo stesso modo della scuola
pubblica, senza altra funzione reale che costituire da zimbello
polemico nel contesto di una finta normalità istituzionale. Questa
finzione di normalità non viene smascherata, e la generale conseguenza
è che il dibattito politico interno si infantilizza e si avvita sul
nulla. Per settimane si sono succedute dichiarazioni circa un
possibile referendum sull'euro, "dimenticando" che l'euro esiste in
virtù di un trattato internazionale, e l'articolo 75 della
Costituzione vieta espressamente che vengano indetti referendum
abrogativi su leggi di ratifica di trattati.
Il lobbismo tradizionalmente più forte e radicato, quello di
Confindustria, appare anch'esso allo sbando, come si è percepito pochi
giorni fa proprio al forum di Cernobbio. Il cosiddetto "capitalismo"
si è sempre retto sull'elemosina che i poveri devono quotidianamente
versare ai ricchi, ma non era mai accaduto che degli industriali
riuniti in pompa magna si facessero entusiasmare dalla proposta di
elemosinare dai propri operai il regalo di un'ora lavorativa non
pagata. [1]
Fiorisce anche una fortunata pubblicistica sulle sorti dell'euro,
spesso basata sulla speranza di una sua morte naturale, in quanto
l'euro sarebbe una moneta comune senza prospettive, schiacciata dalle
sue stesse incongruenze interne. Ma potrebbe anche darsi che il
destino dell'euro non sia legato ad aspetti puramente economici o
finanziari, visto che come andrà veramente a finire ce lo dicono sul
sito del Consiglio Atlantico, l'organo supremo della NATO. Secondo un
commento scritto da due "fellow" (ricercatori) in forza al Consiglio
Atlantico, tali Grundman e Wilson, un'eventuale fine dell'euro
minaccerebbe la "sicurezza globale", espressione in codice che indica
il programma di aggressioni della NATO. [2]
Sul sito del Consiglio Atlantico ci spiegano infatti che, senza la
disciplina europea assicurata dall'euro, l'anno scorso non si sarebbe
potuta condurre con successo l'aggressione contro la Libia, ed oggi
non si potrebbe neppure garantire l'applicazione delle sanzioni
economiche contro l'Iran. Non si può essere più chiari di così. La
guerra all'Iran forse non la si farà subito, ma nell'attesa gli
Europei devono stringere la cinghia per garantire le condizioni
politiche, finanziare e militari che sono necessarie all'aggressione.
In base agli schemi della gerarchia coloniale, ogni grado della
gerarchia va a rivalersi su quello più basso, perciò è evidente che
saranno gli Europei del Sud a pagare il prezzo più alto in nome della
"sicurezza globale". Non a caso, sul sito del Consiglio Atlantico i
commenti più sprezzanti sono riservati alla Grecia.
Tutti i commentatori ufficiali sono concordi nel ritenere che i Greci
già debbano ringraziare per essere stati ammessi nell'euro, loro che
non se lo meritavano proprio. Infatti uno degli schemi più ricorrenti
della propaganda colonialistica è il "troppobuonismo". Si ammette che
ci siano dei problemi, ma questi sarebbero dovuti sempre al fatto che
i potenti sono troppo aperti e generosi, troppo "di sinistra", e
spesso non vogliono prendere atto delle differenze razziali e di
classe, che invece poi si fanno sentire. Qualunque commentatore
desideri conquistare il successo mediatico ed editoriale deve adottare
questo schema di propaganda, che può essere applicato a qualsiasi
questione. La propaganda è un vero e proprio genere narrativo, e la
fiaba può essere riciclata molte volte cambiando l'ambientazione ed i
personaggi.
Così l'economista Dambisa Moyo ci ha rivelato che gli Africani non
muoiono mica di fame a causa dell'aggressione delle multinazionali,
bensì per i troppi aiuti elargiti da quelle dame di carità che sono il
Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. Allo stesso modo,
una Mastrocola ci viene a raccontare che se la Scuola non va, non è
perchè l'istruzione media è stata assorbita da un'Università/Liceo
all'americana, che ti fa pagare salatissimo ciò che prima avevi
gratis; no, la scuola decade perché il Ministero dell'Istruzione è
troppo "donmilanista", cioè troppo preoccupato di elevare i poveri e
gli immeritevoli.
La Grecia perciò non è stata mica fatta entrare a forza nell'euro per
gli interessi geo-militari della NATO, ma per eccesso di bontà. La
bontà dei potenti però non è illimitata, e chi tocca certi interessi
deve sapere cosa aspettarsi.
Nel commento dei due "fellow" del Consiglio Atlantico infatti non
poteva mancare la rituale condanna dei "populismi"che mettono in
dubbio la bellezza dell'euro. I populisti ci vengono presentati come
degli irresponsabili che si caratterizzano per la ricerca di facili
capri espiatori, e che infatti spesso se la prendono con poveri
innocenti come i banchieri. Sul sito del Consiglio Atlantico viene
anche ricordato che in passato non c'è stato tiranno che non avesse
con sé un grande seguito popolare ed elettorale, perciò è proprio
inutile che i populisti pensino di cavarsela tirando fuori l'alibi
della democrazia; un alibi dal quale la NATO non si farebbe certo
commuovere. Anche in questo caso l'ammonimento risulta chiaro, e
perciò non ci sarebbe nulla di sorprendente se nei prossimi mesi
vedessimo man mano attenuarsi e ammorbidirsi tutte le opposizioni e le
critiche nei confronti dell'euro.

[1] http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-09-08/cernobbio-lavorare-piu-rendere-flessibile-orario-182855.shtml?uuid=Ab3gqZaG
[2] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.acus.org/new_atlanticist/euro-crisis-threatens-global-security&prev=/search%3Fq%3Dacus%2Bnew%2Batlanticist%2Beuro%2Bcrisis%2Bglobal%2Bsecurity%26hl%3Dit%26rlz%3D1G1GGLQ_ITIT293%26prmd%3Dimvns&sa=X&ei=Z49NUNjwOe7Y4QSJ9IGIDA&ved=0CCgQ7gEwAA
12 settembre 2012
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